La moglie dell'ex sindaco Giuseppe Buzzanca fuori dall'Ancol dal 2012. La precisazione del suo avvocato Nino Parisi.
La posizione della ex moglie del sindaco Giuseppe Buzzanca, Daniela D’Urso, è “defilata” rispetto alle altre posizioni del processo. Il suo ruolo nelle vicende al centro del processo “Corsi d’oro” è secondario e anche la Corte di Cassazione ha riconosciuto che non c’erano elementi tali da giustificare il suo arresto. E’ questa la difesa di Daniela D’Urso al processo sulle “lobby” della formazione professionale e le presunte truffe ai danni della Regione. Lo spiega il suo difensore, l’avvocato Nino Parisi, che interviene dopo l’esame del consulente della Procura, Dario Megna, all’ultima udienza. Riceviamo e pubblichiamo la precisazione del legale in merito al nostro ultimo articolo.
“Daniela D’Urso non è mai stata titolare e/o amministratrice, né tantomeno proprietaria di quote sociali dell’Ancol e che con detto Ente ha cessato ogni rapporto sin dal novembre 2012. Anzi, nei confronti dello stesso ha proposto decreto ingiuntivo concesso dal Giudice presso il Tribunale di Messina ed ormai esecutivo per ingenti somme. In relazione alla perizia a firma di Dario Megna ed all’esame dallo stesso reso in data 30.05.2014 dinanzi al Tribunale Penale di Messina, nessun riferimento alla mia assistita nelle qualità di cui sopra è stato fatto dal consulente della Procura”.
