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Crocetta: “Oggi è la festa della verità. Adesso chi sa non taccia, denunci”

Rosaria Brancato

Crocetta: “Oggi è la festa della verità. Adesso chi sa non taccia, denunci”

martedì 12 Novembre 2013 - 14:28
Crocetta: “Oggi è la festa della verità. Adesso chi sa non taccia, denunci”

"La giustizia ha fatto emergere la verità. Ci chiamavano forcaioli, oggi è la festa della chiarezza". Il governatore interviene sull'operazione Iban che ha portato all'arresto di 13 dipendenti della Regione, ricordando tutte le denunce fatte finora insieme all'assessore Scilabra. "Adesso chi sa denunci tutto. Solo insieme potremo vincere e cambiare la Sicilia".

“Ancora una volta la giustizia fa emergere la verità. Grazie alle forze dell'ordine e alla magistratura. Grazie e a quei dirigenti e funzionari esemplari, che stanno lavorando in collaborazione col governo e con le forze dell'ordine per fare luce su queste vicende”. Il presidente della Regione Rosario Crocetta che sulla Formazione sin dai primi mesi del suo insediamento ha portato avanti una serie di battaglie commenta così l’ennesima inchiesta, che ha portato oggi all’arresto di 13 dipendenti della Regione e 2 imprenditori, aprendo anche un nuovo filone, quello che riguarda la gli uffici e la burocrazia e non solo più la malapolitica.

Il governatore ricorda come venne accolta la rotazione dei dirigenti, avviata un anno fa insieme all’assessore Nelli Scilabra ed iniziata proprio dal Dipartimento della formazione. Le proteste furono immediate. La Scilabra peraltro, prima di dare il via alla rotazione aveva inviato una lettera a tutti i dipendenti invitandoli a segnalare casi di “conflitti di interesse”, come la presenza di parenti all’interno dei Cda di Enti di formazione, ma in pochissimi risposero. Contestualmente iniziarono i primi “viaggi” di Scilabra e Crocetta in Procura, armati di documenti e fascicoli.

“Eravamo i forcaioli giustizialisti, coloro che mettevano tutti sullo stesso piano, coloro che condannano i poveri dipendenti, senza prove- prosegue Crocetta- Secondo alcuni noi avremmo dovuto attendere che questi signori continuassero ad accreditarsi solidi sui propri conti e su quelli di qualche imprenditore, assistendo inermi. Un buon governo previene, controlla, non aspetta le inchieste per fare pulizia. La giustizia è lenta ma inesorabile. Ce ne hanno dette di tutti i colori. Eravamo i nemici dei lavoratori. E noi lì, con gli assessori, con i dirigenti e i funzionari che vogliono fare il proprio dovere e lavorare come le formiche. E in questi mesi di dossier ne abbiamo presentato tanti, documentati, che attestano un sistema malato, non solo della formazione, ma quello dei grandi eventi, della comunicazione, dei terreni rubati alla Regione, la sanità e via dicendo, dove troviamo in combutta alcuni burocrati, politici, imprenditori”.

E se finora il ruolo dei dirigenti o dei burocrati nei vari scandali della formazione era stato solo marginale, nel senso che apparivano “distratti e poco rigorosi nei controlli”, complice anche una normativa a dir poco generosa e lacunosa, l’operazione Iban ha svelato un volto di gran lunga diverso.

“Ma prima o poi la grandine arriva nel giardino del parroco- commenta il Presidente-Ritengo che i soldi della corruzione sono sottratti ai cittadini e possono invece servire a creare aiuti alle imprese, lavoro per i giovani, una formazione veramente qualificata. Siamo convinti che se le istituzioni cominciano seriamente a
collaborare, la Sicilia cambia. Il mio invito va oggi a tutti coloro che
sanno e ancora tacciono: denunciate, fateci sapere
. La battaglia contro l'illegalità si fa tutti insieme, se ci ribelliamo tutti si cambia rapidamente. Oggi è per me giorno di festa della verità e della chiarezza. Di quella chiarezza che non guarda in faccia nessuno. Noi andiamo dritto: tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”.

Parole molto chiare queste di Crocetta che delle denunce sulla formazione ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Quanto emerge di inchiesta in inchiesta è talmente grave e talmente diffuso da rendere non più rinviabile una radicale riforma del settore, un totale azzeramento del pianeta formazione quanto a metodi, sistemi, fini, obiettivi, strumenti utilizzati. L’invito a denunciare eventuali reati nasce dalla consapevolezza che ci sono complicità radicate che hanno reso finora quasi impossibile scoperchiare il vaso. Alla tavola imbandita della Formazione mangiavano tutti,è ormai evidente.

Rosaria Brancato

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7 commenti

  1. Cito:”Crocetta: “Oggi è la festa della verità. Adesso chi sa non taccia, denunci””
    …Avanti…videmu se pure ora c’è la solita mafia cattivissima che lo perseguita….

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  2. Perchè questo trionfalismo?
    I ladri si annidano ovunque ci sia denaro da manovrare, cosa c’entrano i corsi di formazione (appunto, di ladri)?
    Se rubavano i politici perchè non avrebbero dovuto rubare i burocrati che lo consentivano, in cambio di carriere folgoranti con incarichi sempre più prestigiosi e quindi maggiori stipendi?

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  3. sperimo sia l’inizio della grande pulizia..

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  4. Premesso che ogni cittadino è innocente fino a prova contraria e non bisogna partire in quarta con il giustizialismo, è di tutta evidenza che l’evoluzione dell’indagine sulla Formazione Professionale in Sicilia porta a pensare, in atto, che le gravi responsabilità ricadano sulla classe politica (scadentissima) e sugli organi dirigenziali (pessimi) della Regione Sicilia. A questo punto, se il paladino della legalità in Sicilia è una persona seria, dovrebbe, immediatamente, ovvero nottetempo, rivoluzionare gli incarichi dirigenziali e non alla Regione, predisporre un serio progetto di riforma della Formazione Professionale e riconoscere l’assoluta esclusione di responsabilità del personale, prima vittima del corrotto sistema, e dei giovani siciliani che confidavano nella formazione professionale per il loro futuro occupazionale.
    P.S. Non sono, nel modo più assoluto, un operatore della F.P..

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  5. “Alla tavola imbandita della Formazione mangiavano tutti,è ormai evidente.”
    NO, ERA EVIDENTE ANCHE PRIMA.
    Da tempo mi chiedo dove sia finito il giornalismo di inchiesta. Il giornalismo di indagine e analisi critica.
    Non il giornalismo polemico per faziosità ovvero necessità di “schieramento”.
    Il giornalismo “indipendente” è un’utopia in Italia dove il bipolarismo prima ancora che una strategia politica è una innata “passione” mentale.
    Questo giornalismo che ormai si limita a riportare comunicati stampa interpretandoli conformemente ad “un’ottica” è figlio del “giornalismo di opinione un-tanto-al-chilo” inventato sul finire degli anni 70 che ha ‘asfaltato’ ogni possibile occasione di cambiamento in Italia negli ultimi 30 anni.

    PERCHE’ faccio questo pistolotto sul giornalismo?
    Perché il giornalismo, non solo a Messina, è stato complice , volontario o suo malgrado non importa, di un sistema di ‘dispersione’ dissipativa.
    SE IN SICILIA qualcuno ha provato a scoperchiare quello che era già evidente a tutti non è il “sistema della formazione” a cui si deve soltanto guardare
    E’ il grande metodo della “deresponsabilizzazione” che ha permesso e permette ancora che ci si fermi alle polemiche ancora prima di comprendere i danni che “il sistema malato” produce.
    Di fatto questo fa si che ad un sistema ne venga sostituito sempre un altro a responsabilità-limitata senza poi che venga curata la malattia, ma puntando il dito sempre e solo sulle responsabilità. Ma “alla tavola imbandita della Formazione mangiavano tutti,è ormai evidente”. Infatti la responsabilità in questo caso è collettiva dai dirigenti sino all’ultimo dei corsisti, vero o fittizio che fosse.

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  6. salvatore mammola 13 Novembre 2013 11:06

    Senza alcuna polemica, ma vorrei chiedere al “algiar”, premetto che non si può essere che d’accordo quando parla di una scadente classe politica e di pessimi organi dirigenziali. A questo punto vorrei sapere se sono stati fatti dei concorsi pubblici per entrare a lavorare nella formazione, perchè tra l’ottimo personale docente e non, che sarebbero riusciti a superare un concorso pubblico ce ne sono tanti che senza la raccomandazione della solita classe politica, non avrebbero fatto nulla nella vita. Per non parlare poi, dei ragazzi per la maggior parte che perdono tanto tempo nelle aule per un paio di euro l’ora, ma che servivano da serbatoio di voti, come affermato candidamente da Franco Rinaldi alla giornalista di Report.
    Una curiosità caro Algiar, perché non scrivi col tuo nome in chiaro, ti posso assicurare che da più soddisfazione. Un saluto.

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  7. Partiamo dalla fine.
    I° Per la mia soddisfazione non ho bisogno di aiuti nè consigli.
    L’anonimato a molti serve per insultare e poichè non è il mio caso adeguo i miei comportamenti ai miei convincimenti. Spesso l’anonimato serve alle persone discrete cui non piacciono telecamere e quindi visibilità. Non hanno importanza nè il nome nè il volto ma le opinioni che possono non essere condivise ma debbono essere rispettate. Qualunque sia il nome e chiunque sia la persona.
    II° La classe politica che ha gestito la formazione professionale ha lucrato (e non poco) e, come indicano i magistrati, si va da sx a dx passando, inevitabilmente, per il centro. Mi auguro che la magistratura operi con serenità, serietà ed obiettività.
    III° Nella formazione professionale si entrava senza concorso pubblico ed a mio parere, per chi non aveva questa fortuna, era meglio che subire l’onta di essere superato da perfetti ignoranti in concorsi pubblici, dove le raccomandazioni ci sono sempre state e sempre ci saranno, basti vedere la pessima classe dirigente del nostro Paese che, a furia di calci nel seder e lecchinaggio politico ha raggiunto posti di comando in ogni dove.
    Anche da parte mia senza rancore nè polemica, sig. Mammola.
    Più opinioni si esprimono più si riflette e si impara.
    Un saluto anche a Lei.

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