L'assessore regionale ai Beni culturali stamattina ha ribadito quanto dichiarato da Schifani e Amata. "Fiducia negli inquirenti"
MESSINA – “Il furto delle opere di Antonello da Messina rappresenta una profonda ferita per la Sicilia e per l’Italia intera. Da parte del mio assessorato, del museo Accascina e di tutte le strutture regionali competenti c’è l’assoluta e incondizionata disponibilità a collaborare con gli inquirenti e con le forze dell’ordine, nei confronti dei quali riponiamo massima fiducia”. Lo dichiara l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, che stamattina ha fatto un sopralluogo al Museo.
Anche l’assessore ed esponente di Fratelli d’Italia, ha ribadito, al pari del presidente Schifani e dell’assessora Amata, che “i sistemi di sicurezza funzionavano quel giorno. Ma c’è un’indagine in corso e va al mio plauso a chi sta indagando”. “In questi anni – aggiunge Scarpinato – la Regione sta lavorando incessantemente per tutelare e rendere fruibile l’eccezionale patrimonio culturale della Sicilia. Episodi come questo non fermeranno l’impegno di chi, ogni giorno, con sacrificio e abnegazione, è impegnato non solo a valorizzare i nostri beni culturali ma anche a riscoprire quelle tracce dell’antichità che il nostro territorio ancora custodisce”.
“Un’ispezione interna per accertare eventuali responsabilità”
Queste le parole ieri di Schifani: “Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del Museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili”.
“Parallelamente – ha proseguito il presidente – è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra. Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto”.

