Estimatore e studioso di Antonello, il critico d'arte ricorda il suo impegno per far acquistare la Madonna con il bambino. "Un pezzo unico e invendibile"
Si tratta di un’opera che conosce bene. Così come ha più volte visitato il Museo regionale ex MuMe e ora “Maria Accascina” a Messina. Per il critico d’arte Vittorio Sgarbi, intervistato dal “Corriere della Sera”, e che rivendica di aver fatto acquistare nel 2003 alla Regione la Madonna con il bambino ora rubata dalla teca, il furto appare “senza senso”. Si tratta della tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e un francescano orante, sul recto, e il Cristo in pietà sul verso.
“Un furto di cui non si capiscono le ragioni e il significato, perché, come accade sempre per Antonello, si tratta di un pezzo unico, invendibile, oltre che di una tavola estremamente fragile. Proprio la sua delicatezza può rappresentare un ulteriore, grosso problema, così come anche il fatto di essere, ripeto, un pezzo unico, di fatto invendibile, fuori da ogni possibile trattativa”, afferma Sgarbi.
“ll velo della Madonna, l’architettura dello spazio, il volto di Cristo, tutto fa pensare ad Antonello, tutto rimanda alla lezione dei fiamminghi riletta secondo una monumentalità italiana. E poi l’Ecce Homo è un soggetto che Antonello ha trattato come nessuno altro, perché Antonello dimostra ancora una volta di saper anticipare addirittura la lezione della luce di Johannes Vermeer, perché anche in questa piccola tavoletta appare tutta la sua grandezza, quella di un razionalista alla maniera di Piero della Francesca,. D’altra parte, secondo me, Antonello è il Piero della Francesca della Sicilia”, ha dichiarato il critico al giornalista Stefano Bucci.
Il Ferragosto, il furto al Museo e la Vara
Ma torniamo indietro. È la sera del 15 agosto. Messina è elettrizzata dall’evento dell’anno: la Vara. E una banda – ipotizziamo un tre o quattro persone, con in più dei complici – riesce a entrare intorno alle 21 al Museo “Accascina”, violando il sistema d’allarme e di protezione delle opere e asportando due opere di Antonello da Messina. Prendono quattro pezzi: tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio (cm 170 per 203 complessivi), considerata una delle maggiori opere del Quattrocento, e la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e un francescano orante, sul recto, e il Cristo in pietà sul verso. Quest’ultima tavoletta, ritenuta opera giovanile, acquistata da Christie di Londra e tenuta in una teca blindata. Quella raccontata da Sgarbi.

