In piazza anche i lavoratori messinesi. In testa al corteo la segretaria generale della Cgil Sicilia Mariella Maggio

Grande partecipazione in tutto il paese alla manifestazione nazionale organizzata dalla Cgil per dire no ai tagli imposti dalla manovra finanziaria. Tanti i lavoratori del settore pubblico che hanno riempito le strade delle città italiane. Numerosi, ma forse un po’ al di sotto delle aspettative, gli “statali” messinesi che alle 9.30 si sono dati appuntamento a Piazza Antonello per marciare compatti verso Piazza Lo Sardo, dove a parlare a chiusura della mattinata di protesta sono stati i segretari generali di Messina e della Sicilia Lillo Oceano e Mariella Maggio. Quest’ultima ha sottolineato come la mancanza d’intesa con Cisl e Uil sia un ostacolo da superare considerando l’importanza e la centralità del tema, ovvero gli interessi di un intero popolo di lavoratori. Il corteo ha mosso i primi passi intorno alle 10.30, diversi i pullman provenienti dalla provincia, da Milazzo, Barcellona e dalla zona Nebroidea. Numerosi anche i rappresentanti del comparto scuola che anche nel corso della conferenza stampa di presentazione di ieri mattina sono tornati a ribadire la necessità di intervenire prima che gli effetti dei provvedimenti economici-finanziari sul comparto scolastico, giungano ad un punto di non ritorno.

Secondo i dati presentati da Oceano, la forbice dei tagli che pende sul Comune di Messina, oscilla tra i 14 e i 60 milioni. Complessivamente, sulla base della proiezione realizzata dalla Cgil di Messina, i comuni peloritani si vedranno ridurre le risorse a loro disposizione di 76 milioni di euro, ben 56 in più rispetto ai tagli già previsti – e duramente contestati dagli stessi enti locali oltre che da Cgil e associazioni dei cittadini- dalla manovra del 2010.

Dal 2009 ad oggi in Sicilia i consumi delle famiglie, già ben al di sotto della media nazionale, sono calati del 4%, e come ricorda il Cerdfos, un cittadino su 2 è sulla soglia della povertà relativa. Il sindacato punta poi il dito contro l’art. 8 della Manovra che, di fatto, aggira lo Statuto dei Lavoratori e le Leggi in materia di Lavoro. “Una norma gravissima – ha commentato Ocenao – con la quale si consente che accordi aziendali, approvati magari dietro il ricatto di licenziamenti o chiusure, deroghino ai Contratti collettivi nazionali di lavoro, alle leggi sul lavoro, e persino allo Statuto dei lavoratori e all’art.18. Ci spiegheranno poi come indebolire ulteriormente i lavoratori salverà i conti del Paese”.

Di seguito l’elenco delle regioni e delle citta’ dove si sono tenute le manifestazioni di questa mattina: ABRUZZO: Teramo. – ALTO ADIGE: Bolzano. – BASILICATA: Matera e Potenza. – CAMPANIA: Napoli (comizio del segretario confederale. Vincenzo Scudiere), Benevento, Salerno, Caserta e Grottaminarda – LAZIO: Roma (corteo da Piazza dei Cinquecento al Colosseo dove parlera’ il segretario generale Cgil, Susanna Camusso). – LIGURIA: Genova, Savona, Imperia e La Spezia. – LOMBARDIA: Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Lodi, Mantova, Milano (il comizio conclusivo del segretario confederlae Fulvio Fammoni), Pavia, Sondrio, Ticino Olona, Valle Camonica-Sebino, Varese. – MARCHE: Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro-Urbino – PIEMONTE: Vercelli, Biella, Cuneo, Torino (concentramento corteo ore 9 Piazza Vittorio. Comizio conclusivo di Barbi), Alessandria, Novara, Verbania, Asti. – PUGLIA: Bari (comizio di Solari). – SARDEGNA: Cagliari (comizio conclusivo del segretario confederlae Nicolosi), Sassari, Nuoro, Oristano, Carbonia/Iglesias, Medio/Campidano, Ogliastra. – SICILIA: Palermo, Catania, Messina, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa, Trapani. – TOSCANA: Arezzo, Firenze (corteo da piazza Cavalleggeri), Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena. – UMBRIA: Perugia, Terni. – VENETO: Mestre.

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