Sciopero dei trasporti contro il genocidio, "Atm fornirà il servizio nelle fasce orarie di garanzia"

Sciopero dei trasporti contro il genocidio, “Atm fornirà il servizio nelle fasce orarie di garanzia”

Redazione

Sciopero dei trasporti contro il genocidio, “Atm fornirà il servizio nelle fasce orarie di garanzia”

domenica 21 Settembre 2025 - 21:09

Messina. La partecipata precisa che anche chi aderisce domani dovrà svolgere il lavoro in determinati orari

MESSINA – Sciopero nazionale del trasporto pubblico locale per l’intera giornata del 22 settembre per solidarietà per il popolo palestinese, contro il genocidio, proclamato dai sindacati di base. Atm comunica che sarà garantito il servizio nelle fasce orarie di garanzia. “Le Confederazioni nazionali delle organizzazioni sindacali Cub Trasporti, Adl Varese e Sgb hanno proclamato uno sciopero generale di 24 ore. Si rappresenta che non si tratta di sindacati riconosciuti aziendalmente. La percentuale di adesione a precedenti scioperi indetti dalle stesse sigle sindacali è pari allo 0%”, si legge in un comunicato.


Aggiunge la partecipata: “In ottemperanza alla vigente regolamentazione aziendale, tutti i lavoratori di questa Atm aderenti allo sciopero nazionale dovranno, comunque, garantire l’espletamento del servizio dalle ore 6:30 alle ore 09:30 e dalle ore 12:30 alle ore 15:30. Inoltre, durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali previsti dalla Legge 146/90 e successive modifiche”.

Fuori dalle fasce orarie di garanzia i lavoratori possono scioperare.

Le motivazioni dello sciopero generale contro la fornitura di armi di Israele e per la sicurezza nei luoghi di lavoro


La proclamazione dello sciopero riporta le seguenti motivazioni: “Contro il genocidio in Palestina, la fornitura di armi a Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal governo di Israele. Per il sostegno incondizionato alla missione della Global Sumud Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al popolo palestinese. Per le sanzioni ad Israele e la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele. Contro la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari, in aggiunta ai 40 milardi di euro già previsti per il triennio in corso. Per la pace anche nel conflitto Russia-Ucraina e gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente”.

E ancora: “Contro lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà e il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. Per forti aumenti dei salari e delle pensioni. Per l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora e per la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita. Contro l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare. Per una seria riforma degli ammortizzatori sociali. Contro l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori. Contro le morti sul lavoro e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

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2 commenti

  1. Quindi chi parteciperà allo sciopero lo farà per protesta contro il genocidio o per l’adeguamento degli stipendi? Certi sindacati ormai ricorrono anche a giochi di prestigio per fare un po’ di proselitismo.

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  2. I sindacati chi??? Ma ancora credete alla tavoletta?

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