Unione con il "Giovanni XXIII". La "Leopardi" non ci sta - Tempostretto

Unione con il “Giovanni XXIII”. La “Leopardi” non ci sta

Marco Ipsale

Unione con il “Giovanni XXIII”. La “Leopardi” non ci sta

sabato 17 Novembre 2018 - 12:15
Unione con il “Giovanni XXIII”. La “Leopardi” non ci sta

Gli alunni sono 565 rispetto al minimo necessario di 600 ma si prevede un aumento di iscrizioni con la consegna del nuovo plesso. La richiesta di aspettare almeno un anno per fare una nuova valutazione

Tre scuole dell'infanzia, due elementari e una media sono già parte dell'Istituto comprensivo "Giovanni XXIII – Aldisio". Ora si prospetta l'unione anche con le scuole dell'Istituto comprensivo "Giacomo Leopardi". Ma è un provvedimento non gradito alla dirigente della "Leopardi", Rosaria Schirò, al presidente del Consiglio d'Istituto, Giovanni Balsamo, in rappresentanza di tutte le famiglie, e a tutti i dipendenti. E' scritto in una lunga nota inviata all'assessore regionale, al dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, al sindaco della Città Metropolitana, al provveditore e al Ministero.

"Vogliamo impedire – si legge sul sito della scuola – in ogni modo questo provvedimento ingiusto e infondato, attraverso forme di protesta e una raccolta fime, con la collaborazione di docenti e genitori. I rappresentanti di classe raccoglieranno le firme su appositi elenchi, sia tra i genitori sia tra tutti i maggiorenni di loro conoscenza che desidereranno appoggiare questa nostra protesta. Martedì alle 9 si chiede ai genitori di intervenire in occasione della riunione che affronterà nuovamente il tema al palazzo della provincia".

Nella lettera, la dirigente, il rappresentante delle famiglie e i dipendenti scrivono che "il Consiglio scolastico provinciale è illegittimo perché è stato abrogato da un decreto del 1999 ed è stato eletto oltre vent'anni fa. I componenti che hanno espresso il parere sono stati nominati per surroga e molti sono in pensione da anni. Opera in modo per nulla trasparente, senza sentire il parere degli istituti". 

La motivazione dell'accorpamento sarebbe “una costante diminuzione negli anni della popolazione studentesca”. "Gli alunni sono 565 invece dei 600 minimi – si ribatte nella nota – ma attendiamo le nuove iscrizioni che sarebbero in aumento, vista l'imminente consegna del nuovo plesso ristrutturato. Con questa pubblicità negativa, invece, potremmo averne meno del previsto".

Dopo l'attacco, la proposta: "posticipare di un anno l'eventuale accorpamento, valutando se l'anno prossimo, col nuovo plesso, le iscrizioni torneranno sopra quota 600". Se ne parlerà in un tavolo tecnico. "In caso di silenzio immotivato – è la conclusione – procederemo con un'azione legale".

 

 

 

 

 

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