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Rifiuti, la Commissione nazionale antimafia chiede l’accesso agli atti al Comune di Mazzarrá

Alessandra Serio

Rifiuti, la Commissione nazionale antimafia chiede l’accesso agli atti al Comune di Mazzarrá

martedì 28 Ottobre 2014 - 18:29
Rifiuti, la Commissione nazionale antimafia chiede l’accesso agli atti al Comune di Mazzarrá

L'organismo parlamentare presieduto da Rosy Bindi raccoglie l'allarme sugli interessi dei clan nella gestione delle discariche e della vita politica dei comuni limitrofi. E si impegna a salvare la Procura di Barcellona. ALL'INTERNO LE FOTO DI SERENA CAPPARELLI

“Chiediamo al Prefetto l'avvio della procedura per insediare la Commissione di accesso agli atti del Comune di Mazzarrá Sant'Andrea. Porteremo con noi in tutte le sedi competenti e sosterremmo, la richiesta di potenziamento di organico della Procura di Barcellona e l'istituzione di una sezione specializzata del Tribunale Misure di Prevenzione". In estrema sintesi, queste le conclusioni della Commissione nazionale antimafia dopo la due giorni di audizioni a Messina. La Presidente Rosy Bindi nel pomeriggio ha tirato le fila.

In mattinata, la Bindi ha ascoltato il procuratore capo Guido Lo Forte, che le ha ribadito il quadro tracciato ieri al resto della Commissione, in audizione. Poi ha incontrato la vedova del professore Adolfo Parmaliana, che ha preferito non prendere parte alle audizioni dopo la tappa alla sede Fai di Barcellona.

Infine, conclusa la tornata, ha riassunto il lavoro di due giorni, le impressioni che la Commissione ha tratto, infine i "compiti per casa", gli impegni assunti rispetto alle necessità espresse da rappresentanti delle forze dell'Ordine, magistrati, associazioni che rappresentano la societá civile, familiari delle vittime della mafia.

"L'impressione che abbiamo avuto è che Messina è una realtà apparentemente libera, in realtà occupata da "poteri inconfessabili", fatti di intrecci tra mafia, criminalità comune e perché no massoneria. Anche se abbiamo notato molti segnali di risveglio nella società civile e nella politica".

Di fronte a questo scenario, quindi, la Commissione ha raccolto e fatto proprie le istanze principali: tenterá di arginare la smobilitazione della Procura di Barcellona, che da gennaio avrà quattro sostituti procuratore in meno. "Se Barcellona è capitale della mafia del messinese, non é concepibile che la Procura sia depotenziata. Così come, di fronte ai numeri eccellenti di sequestri e confische, che sono strumento fondamentale per combattere la mafia, non è possibile che non ci sia una sezione specializzata di Tribunale".

Poi il focus centrale delle audizioni, cioé l'input al Prefetto Stefano Trotta per insediare la commissione prefettizia al Comune di Mazzarrà Sant'Andrea. Le inchieste passate e quelle più recenti, infatti, confermano che il business dei rifiuti é ancora appannaggio dei clan, che traggono ampi vantaggi economici e quindi forza dalla gestione delle discariche.

Una famiglia, quella dei mazzarroti, considerata tra le più agguerrite e militarizzate della provincia. Tante le inchieste che hanno documentato la longa manus della criminalitá sull'affare discariche, dal processo Vivaio alle più recenti dichiarazioni dell'ex boss pentito Melo Bisognano. Inchieste che hanno documentato anche come questi clan riescono a condizionare la vita amministrativa e politica dei Comuni che sorgono intorno al territorio delle discariche. E' così che nel è stato sciolto il Comune di Furnari nel 2009.

Ora l'Antimafia spinge perché il Governo verifichi gli atti amministrativi del Municipio mazzarroto. In molti casi, infatti, dopo le prime tempeste giudiziarie, gli stessi soggetti in odore di mafia sono tornare sulle loro poltrone, o a lavorare nell'indotto delle discariche. Dalla mafia agli illeciti finanziari, negli anni più recenti diverse procure hanno puntato i fari sulla gestione della societá impegnata in discarica.

Alessandra Serio

FOTO DI SERENA CAPPARELLI

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