Al centro dell'inchiesta Giuseppe D'Urso, originario del messinese. L'ombra dei Casalesi nel business del mattone
E’ stimato in cinque milioni di euro il patrimonio sequestrato dalla Dia e la Guardia di Finanza, ritenuto riconducibile a Giuseppe D’Urso, imprenditore 62enne originario della provincia di Messina ma da tempo operante soprattutto nel perugino.
Chi è D’Urso
I sigilli toccano quote societarie, immobili e conti correnti riconducibili a nove società, con sedi nelle province di Milano, Verona, Massa Carrara, Pistoia, Forlì e Pordenone, oltre a un fabbricato in corso di costruzione, destinato ad abitazioni private, a Rometta.
L’ombra dei Casalesi
Il provvedimento è del Tribunale di Sorveglianza di Perugia e fa leva sull’analisi delle dichiarazioni dei redditi dell’uomo e i familiari, insieme ai documenti societari, e sulla scorta delle indagini che vagliano la presunta vicinanza dell’imprenditore al clan dei Casalesi e il suo ruolo nell’investimento del denaro del clan nel mattone.
Sequestro anche a Rometta
A partire dal 2010, l’uomo avrebbe effettuato ingenti investimenti immobiliari in diverse zone d’Italia, del tutto incongruenti rispetto alle sue capacità reddituali dichiarate. In passato D’Urso ha già subito traversie giudiziarie per reati economici e finanziari. E anche l’immobile di Rometta, in via Caterina Carbone, è stato al centro di precedenti sequestri di autorità giudiziarie di diverse regioni italiane.
