Il conto alla rovescia per la svolta di fronte al porto e il rischio di un nuovo stallo
MESSINA – «Settembre, andiamo. È tempo di migrare», recitava la celebre poesia di Gabriele D’Annunzio. Oggi a Messina questo mese porta con sé un’altra urgenza: quella di sbloccare finalmente la demolizione degli ex Silos Granai per restituire alla città lo spazio vista mare destinato alla nuova terrazza panoramica.
Una storia infinita tra ritardi e stop
La vicenda trascina da oltre un anno un cantiere che doveva già essere completato. L’aggiudicazione dell’appalto al Consorzio Stabile Appaltitalia risale al maggio 2025 per un valore di oltre 1,8 milioni di euro. I lavori di abbattimento sarebbero dovuti durare centottanta giorni, ma il percorso si è fermato subito.
Nel maggio 2025 le associazioni ambientaliste Wwf, Man e Lipu avevano inviato una prima diffida per tutelare la nidificazione del Balestruccio e del Gheppio, specie protette che popolano le vecchie strutture in cemento. Lo stop forzato aveva fatto slittare l’avvio delle operazioni a settembre 2025. Un primo ritardo di quattro mesi che si è poi sommato a ulteriori lungaggini e cavilli burocratici, lasciando tutto fermo per tutto l’inverno.
Il secondo stop di primavera
Soltanto a marzo 2026 l’area è stata finalmente recintata per l’allestimento del cantiere. Le ditte avevano avviato le prime attività propedeutiche, come lo smantellamento della cabina elettrica e della struttura esterna in ferro, preparandosi ad abbattere i grandi Silos.
Ad aprile 2026, però, le sigle ambientaliste Man, Wwf e Lipu sono tornate a farsi sentire con una nuova segnalazione a Comune, Prefettura e Carabinieri Forestali. Il ritorno dei volatili per la nuova stagione riproduttiva ha imposto un secondo blocco dei lavori, congelando le ruspe proprio quando il cantiere sembrava pronto a partire.
L’urgenza di partire subito
Le indicazioni contenute nelle note ambientaliste individuano la fine della fase riproduttiva dal 20 settembre, previa verifica con appositi sopralluoghi sul campo della reale partenza degli animali.
Per l’amministrazione comunale la finestra d’azione che si apre adesso diventa fondamentale. Il Comune deve organizzare subito i controlli necessari per consentire l’avvio effettivo dei lavori a settembre o al massimo a ottobre. Fare trascorrere inutilmente i prossimi mesi autunnali e invernali significherebbe trascinare il cantiere fino alla primavera del 2027, esponendosi al rischio di un ennesimo blocco per il ritorno della nidificazione.
La nuova finestra prima della primavera
Liberare la spianata di oltre 8.500 metri quadri rappresenta il primo passo concreto per far partire il piano di rigenerazione urbana sostenuto dai fondi Pon Metro Plus. Il progetto prevede il superamento del vecchio disegno dell’I-Hub in quella sede per lasciare spazio a un parco panoramico affacciato sullo Stretto, integrato con la pedonalizzazione del viale San Martino e la riqualificazione della Real Dogana. Ora la palla passa agli uffici Palazzo Zanca: per evitare che l’opera finisca di nuovo su un binario morto, la tabella di marcia va rispettata senza ulteriori rinvii.

