"Sì allo ius scholae per la cittadinanza", l'appello degli arcivescovi di Messina e Palermo

“Sì allo ius scholae per la cittadinanza”, l’appello degli arcivescovi di Messina e Palermo

Autore Esterno

“Sì allo ius scholae per la cittadinanza”, l’appello degli arcivescovi di Messina e Palermo

domenica 22 Giugno 2025 - 08:13

Accolla e Lorefice invitano a rilanciare il dibattito sulle seconde generazioni, facendo tesoro dell'esperienza di Caritas e Migrantes

PALERMO E MESSINA – “Cittadinanza e seconde generazioni: rilaciare il dibattito, educare alla comunità”. Pubblichiamo il documento divulgato dalle Chiese di Sicilia e firmato dagli arcivescovi di Palermo e Messina, Corrado Lorefice e Giovanni Accolla. In primo piano la necessità di un confornto sullo ius scholae.

Nel 2022, c’era un progetto di riforma legislativa, poi arenatosi, che prevedeva il riconoscimento della cittadinanza per i minorenni nati in Italia o arrivati prima dei 12 anni. E che vi avessero risieduto legalmente senza interruzioni, frequentando regolarmente almeno 5 anni di studio, in uno o più cicli scolastici. 

Ecco il documento degli arcivescovi Accolla e Lorefice.

Il tema della cittadinanza è centrale per il futuro del nostro Paese e della nostra regione

Il recente esito del referendum sulla cittadinanza, che non ha raggiunto il quorum e ha registrato un significativo 34,7% di voti contrari, non può chiudere una riflessione che rimane centrale per il futuro del nostro Paese e della nostra regione. Come Caritas e Migrantes di Sicilia, sentiamo la responsabilità di riportare al centro del dibattito pubblico il tema delle cosiddette seconde generazioni, non con finalità politiche, ma attraverso un impegno educativo e culturale, in linea con la missione della Chiesa di promuovere l’inclusione e la dignità di ogni persona.

La cittadinanza non è solo un dato giuridico: è una condizione di riconoscimento, appartenenza e partecipazione. E oggi questa dimensione tocca da vicino decine di migliaia di giovani che, pur nati o cresciuti in Italia, pur condividendo lingua, cultura e quotidianità con i loro coetanei italiani, rimangono “stranieri” nei documenti.

Più di 15mila alunni nati in Italia e che non hanno la cittadinanza

Secondo i dati ufficiali del ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’anno scolastico 2022/2023, gli alunni con retroterra migratorio in Sicilia erano 28.738. Di questi, 15.047 – pari al 52,5% – sono nati in Italia. Sono bambini e ragazzi che oltre a frequentare le nostre scuole, vivono nei nostri quartieri, crescono con i nostri figli. Eppure, la cittadinanza per loro rimane un orizzonte lontano, spesso inaccessibile fino al compimento dei 18 anni.

Questi giovani vivono sulla loro pelle la distanza di essere italiani de facto, ma stranieri de iure. Si tratta di una dissonanza profonda, che alimenta frustrazione, senso di esclusione e che mina alla base l’idea stessa di comunità nazionale. Eppure, è evidente che la componente straniera residente in Sicilia da decenni ha ormai interiorizzato molti dei tratti culturali propri della popolazione autoctona, contribuendo in modo significativo alla costruzione della società odierna.

Vogliamo allora rilanciare il dibattito pubblico su queste tematiche, partendo proprio dalle scuole e dalle classi, che riteniamo veri e propri laboratori di inclusione. Luoghi in cui la diversità non è un ostacolo ma una risorsa; in cui la convivenza quotidiana testimonia che l’integrazione non è un’utopia, ma una realtà già in atto.

Riteniamo importante aprire un confronto serio e articolato sullo ius scholae

In una Sicilia – e in un’Italia – che vede una progressiva denatalità, con una percentuale del 14% di bambini classificati come stranieri alla nascita, si rende sempre più urgente accorciare i tempi per l’ottenimento della cittadinanza, almeno per chi in Italia è nato e si è formato. Non si tratta solo di una questione normativa, ma di una scelta politica e culturale che può aiutare l’Italia a divenire una vera comunità fondata sulla convivenza, sul dialogo e sull’appartenenza condivisa.

In questo senso, riteniamo importante aprire un confronto serio e articolato sullo ius scholae, come possibile via per riconoscere la cittadinanza a chi ha compiuto un percorso scolastico stabile nel nostro Paese. Una proposta che, più di ogni altra, tiene conto del vissuto reale delle nuove generazioni e che affida alla scuola un ruolo di motore civico oltre che educativo.

L’esperienza di Caritas e Migrantes in Sicilia

Caritas e Migrantes in Sicilia operano quotidianamente a contatto con queste realtà. Abbiamo ascoltato, accompagnato, sostenuto migliaia di giovani e famiglie che vivono questa condizione di sospensione. Abbiamo quindi l’esperienza, le competenze e la sensibilità per offrire strumenti concreti ai decisori locali e all’opinione pubblica per rendere più giusto e inclusivo il nostro ordinamento. Per questo, come Chiese di Sicilia, annunciamo la volontà di ritrovarci nei prossimi mesi per riaprire il confronto sul tema della cittadinanza. Lo faremo insieme a tutte le donne e gli uomini di buona volontà: rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale, scolastico e associativo. E soprattutto con le nuove generazioni senza cittadinanza, che vogliamo ascoltare e coinvolgere come protagonisti attivi di questo percorso.

La novità del nostro tempo è che sono proprio le seconde generazioni a chiedere con voce propria il riconoscimento della cittadinanza e non più solo le associazioni del terzo settore. È una spinta dal basso che non può più essere ignorata. Ed è nostra responsabilità raccoglierla, valorizzarla e accompagnarla. Anche se i tempi non sembrano propizi, anzi proprio perché i tempi non sembrano propizi!

Palermo, 21 giugno 2025

+ Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo,

Delegato per le Migrazioni

+ Mons. Giovanni Accolla, Arcivescovo,

Foto dalla pagina Fb della Filipino Catholic Community of Messina – FCCM, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato a Messina il 20 giugno 2025.

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9 commenti

  1. Vinc Ricciardi 22 Giugno 2025 10:49

    Il fatto di usare , un po’ dilettantescamente, le paroline latine non conferisce contenuti a questo tentativo. Intanto, perché 5 anni? Le elementari? Che vuol dire? Ma l’obbligo scolastico non è fino ai sedici anni per tutti, italiani e non? E vogliamo dei dodicenni con cittadinanza, cittadini privi di capacità giuridica per l’età, grazie ai quali decine di migliaia di genitori e parenti all’ estero e senza requisiti ritornano in corsa per acquisire diritti di soggiorno in Italia? Sono valanghe, cari arcivescovi così premurosi verso altre fedi così freddi verso la propria.

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  2. “Non disprezzerai lo straniero, perché anche tu sei stato straniero in terra d’Egitto”(Levitico, 19,34).”Ero straniero e mi avete accolto” (MT 25). “Uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione (Apocalisse,5, 9-10).
    Cattolica significa universale, ossia aperta a tutti, anche a chi non sia cattolico o cristiano.
    Bisognerebbe pensare ai testi prima di parlare di freddezza verso la fede.

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  3. Vinc Ricciardi 22 Giugno 2025 15:14

    Caro Dantix, selezionare un brandellino di scritture per proporre soluzioni politiche non porta lontano. Se vuoi, posso trascrivere decine di citazioni bibliche che incitano all’odio etnico e xenofobico.
    Dobbiamo amare il nostro prossimo, e il nostro prossimo sono in primo luogo i fratelli cristiani, soprattutto quelli perseguitati e martirizzati in Africa e Asia. Poi ci occuperemo degli altri.

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  4. Forse la chiesa dovrebbe fare pensare ai suoi problemi, e ne ha tanti, preti pedofili, ruberie varie inciucio esteso, e lasciare che i problemi italiani sono vengano risolti dallo stato italiano.

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  5. Quelli che noi perseguitiamo e abbiamo perseguitato per secoli che posto occupano in questa classifica?
    E sec eggessimo la Bibbia secondo le corrette indicazioni conciliari anziché continuare le Crociate, violentando le vite, le donne, i figli altrui? E dove si parla nella Bibbia di pulizia etnica?
    A proposito di prossimo, il buon Samaritano soccorse in prima persona un proprio nemico, e Qualcuno disse che quello era il suo prossimo. E tra Giudei e Samaritani correva pessimo sangue, eppure fu il nemico a prestare aiuto, senza collocare i suoi concittadini prima di altri popoli.

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  6. Che la Chiesa Cattolica, teoricamente cristiana, remi per far cadere l’Italia e l’Europa sotto il dominio della religione islamica…mi pare sia molto strano e meriti una seria riflessione.

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  7. La Chiesa cattolica, anziche’ limitarsi a leggere la propria Bibbia, si dovrebbe prendere la briga di leggere il Corano, prima di scrivere queste stupidaggini. Ebrei, ma specialmente gli islamici, non hanno la stessa visione cristiana del mondo. Loro sono nel giusto, e gli altri, hanno religioni che ingannano. Quindi prima di farci il solito sermone cristiano, dovrebbero prendersi il disturbo di parlare con gli islamici, per capire che con queste persone, il dialogo e’ impossibile. Perche’ loro stessi non vogliono il dialogo, ne l’ integrazione. Per questi soggetti, l’ islam e l’ unica vera religione del mondo e il loro dio, l’ unico vero dio. Per questo motivo, loro non possono cambiare religione, perche’ il solo pensiero e’ blasfemo. Nella loro Bibbia, il Corano, scritto dal loro Dio, in persona, il mondo diventera’ islamico. Tutti questi islamici che ci girono attorno, hanno scritto sulla loro Bibbia, e inculcato nella loro testa, che noi siamo tutti idioti e viviamo nell’ ignoranza della verita’. Tenetelo tutti presente quando vi trovate di fronte ai mussulmani…………….. Per quanto riguarda la cittadinanza. La cittadinanza non si regala. Non e’ un diritto. E’ una conquista, che va’ meritata. Ed io dubito, che specilamemente gli islamici, accettano e riconoscono i nostri valori sociali e culturali. Per loro i nostri valori, sono valori di imbecilli che vivono nell’ ignoranza.

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    1. Marco Olivieri 24 Giugno 2025 15:06

      Buongiorno,
      mi sembrano delle vere e proprie generalizzazioni ideologiche
      Cordiali saluti

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  8. Gentile Marco Olivieri, si legga il Corano. Venga a vivere come me in un paese mussulmano, e poi possiamo discutere quanto vuole. Altrimenti le sue sono idealizzazioni comuniste e cristiano comuniste. Se le mie le sono sembrate generalizzazione ideologiche, le sue sono miopi, superficiali, visioni ideologiche di questa falsa sinistra, anche pseudo cattolica. Io ho la fortuna di parlare, cone tante persone per bene, islamiche, tutti i giorni. Di tutto puo’ parlare. Ma guai a toccare il tasto religione. La liberta’ della donna. Tutti quelli che sono i nostri valori di liberta’ e democrazia. Allora e solo allora, si rendera’ conto chi sono davvero nel profondo del loro essere, gli islamici. L’ Islam e’ una religione di guerra. Come lo era per noi il Vecchio testamento, la nostra Bibbia. Si ricorda ? Occhio per occhio , dente per dente. La differenza e’ che noi abbiano avuto Gesu’, che con nuovo testamento, ha stravolto tutto. Ama il prossimo tuo come te stresso. L’ Islam invece e’ rimasto quello che era. Se lei e i sinistri d’ Europa, avessere studiato l’ slam, la piaterebbero con queste miopi prese di posizioni ideologiche. Non si va in Africa, in mezzo ai leoni, perche’ speriamo di cambiarli. I leoni appena ci vedono ci sbranano. Perche’ questa e’ la loro natura. Non ci si porta i lupi in casa.

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