La riflessione di un genitore su un fenomeno spesso invisibile. "A Messina servizi sociali sovraccarichi e manca una rete di supporto"
MESSINA – Dal cittadino A. L. T., un genitore, riceviamo e pubblichiamo.
Gentilissimo direttore, a Messina cresce un fenomeno che pochi vogliono vedere ma che segna profondamente il futuro dei nostri figli: l’alienazione genitoriale. Non è un termine astratto, ma una vera e propria forma di violenza psicologica che ogni giorno divide famiglie e spegne il sorriso dei bambini. Basta poco per avvelenare un rapporto: una telefonata negata, una gita scolastica decisa senza informare entrambi i genitori, una frase detta al momento giusto – “Papà non ci tiene abbastanza”, “Mamma non vuole venire a prenderti”.
“Una manipolazione che cresce nel cuore dei minori”
Questi semi di manipolazione crescono nel cuore dei minori, che finiscono per rifiutare un genitore non per scelta libera, ma per pressione emotiva. Le conseguenze sono gravi: nell’immediato si manifestano ansia, paura di sbagliare, difficoltà scolastiche e isolamento. Con il tempo, queste ferite diventano cicatrici profonde che possono trasformarsi in perdita di identità familiare, depressione e difficoltà a costruire relazioni sane. A complicare ulteriormente la situazione c’è un pregiudizio sociale diffuso: quando uno dei due genitori cerca di far valere il proprio ruolo, rischia spesso di essere percepito come una presenza secondaria. Ciò accade anche nei rapporti con figure centrali nella vita dei bambini, come la scuola o il pediatra, e finisce per rafforzare lo squilibrio già presente, indebolendo ulteriormente il legame con i figli.
“A Messina servizi sociali sovraccarichi e una rete di supporto insufficiente”
A Messina il problema è reso ancora più complesso da servizi sociali sovraccarichi e da una rete di supporto insufficiente. Le scuole, pur senza responsabilità dirette, si trovano spesso a fare da scenario a queste dinamiche, vedendo bambini che portano dentro di sé un disagio che difficilmente riesce a emergere. Di fronte a questa realtà, la città non può rimanere indifferente.
“Serve una mediazione familiare tempestiva e il sostegno di psicologi e neuropsichiatri infantili”
Occorre ripensare l’approccio, partendo da una mediazione familiare tempestiva nei casi di alta conflittualità, dall’ascolto qualificato dei minori con il supporto di psicologi e neuropsichiatri infantili, e da un maggiore equilibrio istituzionale che dia pari dignità a entrambi i genitori. È necessario che scuola, pediatra e servizi non percepiscano uno dei due come figura marginale, ma come parte integrante della crescita del bambino. Allo stesso tempo, nei casi più complessi, andrebbe prevista una supervisione neutrale delle decisioni che riguardano i minori, insieme a una formazione adeguata per insegnanti e operatori, affinché sappiano riconoscere i segnali dell’alienazione e attivare immediatamente percorsi di supporto.
Tante famiglie che vivono nella nostra città, ogni giorno, affrontano un fenomeno ancora troppo invisibile. Ignorare tutto questo significa voltare lo sguardo davanti a un’emergenza che compromette il presente e il futuro dei bambini. Proteggere i minori significa garantire loro il diritto di amare ed essere amati da entrambi i genitori, senza pressioni né condizionamenti. E ogni giorno perso in questa battaglia è una ferita che il tempo non sempre riesce a rimarginare.

HA RAGIONE QUESTO GENITORE 🥺…..IO PORTO UN DOLORE 😔SENZA FINE E CICATRICI CAUSATE DALLE FERITE DEL MIO ❤️,PROPRIO PER AVER SUBITO ,SIN DA PICCOLA , CIÒ DI CUI PARLA QUESTO PADRE…..DALLA SEPARAZIONE DEI MIEI ,ALL’ ETÀ DI 6 ANNI ,MI ERA STATO INCULCATO CHE MIO PADRE NON MI AVEVA MAI VOLUTO ,E PER QUESTO NON MI CERCAVA ,E DI CONSEGUENZA NON PROVVEDEVA NEANCHE AL MIO MANTENIMENTO TANT’ È CHE HO LASCIATO LA SCUOLA, CHE AMAVO E CHE FREQUENTAVO CON UN OTTIMO RENDIMENTO, PER ANDARMENE A LAVORARE VISTE LE RESTRITTEZZE ECONONOMICHE IN CUI VIVEVO….PROVVEDEVA LA CHIESA AD AIUTARCI …..SONO CRESCIUTA COVANDO RANCORE, RABBIA VERSO MIO PADRE, CHE SAPEVO TRA L’ALTRO, ESSERE BENESTANTE, E MI CHIEDEVO COME POTESSE INFISCHIARSENE DI COME STESSI,COME POTESSE STARE SENZA VEDERMI CRESCERE,SENZA ESSERE PRESENTE NELLA MIA VITA ,VISTO CHE MI AVEVA MESSO AL MONDO CON MIA MADRE ….HO FATTO LAVORI DURI CHE MI HANNO SPACCATO LA SCHIENA ,CAUSATO DANNI FISICI PERCHÉ ERO PICCOLINA ,GRACILE ,MA NON HO MAI MOLLATO PERCHÉ DALLA MIA, AVEVO IL VIGORE DELLA MIA GIOVANE ETÀ,NE PAGO LE CONSEGUENZE ADESSO CHE SONO INVALIDA …..FINO A CHE MIO PADRE MUORE IN MODO TRAGICO E QUEL RANCORE ,QUELLA RABBIA VERSO DI LUI ,SVANISCE NEL MOMENTO IN CUI SONO CHIAMATA A FARNE IL RICONOSCIMENTO ALL’ OBITORIO😭,MAI AVREI PENSATO DI RIVEDERLO LI’,MAI AVREI PENSATO DI ANDARE AL SUO FUNERALE, PERCHÉ PER ME ERA ERA GIÀ “MORTO “PER COME SI ERA COMPORTATO VERSO DI ME. …MA RIVEDERLO ,DOPO LUNGHISSIMI ANNI ,IN QUEL TERRIBILE LUOGO ,MI HA LACERATO L’ ANIMA,😭….NON PENSAVO DI POTER STARE COSÌ TANTO MALE ,NON CREDEVO DI VOLERGLI COSÌ TANTO BENE ,VISTO CHE NON LO AVEVO PIÙ VISSUTO …..E LI’ IL DISPIACERE HA IL SOPRAVVENTO, PENSO DI NON ESSERE STATA UNA BUONA FIGLIA,CHE AVREI DOVUTO SINCERARMI ,CRESCENDO, COME STESSE LUI REALMENTE …..E MENTRE IL RIMORSO MI ASSALE, SCOPRO LE CARTE DELLA SEPARAZIONE CHE DICONO I RICORSI FATTI DA MIO PADRE PER VEDERMI,PER AVERE LA MIA CUSTODIA,PER TUTELARMI CHIEDENDO AIUTO AGLI ASSISTENTI SOCIALI AFFINCHÉ VERIFICASSERO COME STESSI.,ADDIRITTURA SCOPRO UN MANTENIMENTO CONSISTENTE😱….TUTTO VANO……TUTTO SAPUTO TROPPO TARDI…..SONO PASSATI TANTI ANNI DALLA SUA MORTE ,MA SEMBRA IERI,E OGGI E DOMANI, MI TORMENTERA’ SEMPRE LA COSCIENZA ,PERCHÉ AVREI POTUTO FARE E NON HO FATTO,AVREI DOVUTO PENSARE ALLE ULTIME PAROLE DETTE DA MIO PADRE…..A VOI MADRI E PADRI DICO :PENSATECI BENE PRIMA DI “USARE” I VOSTRI FIGLI PER IL VOSTRO EGOISMO ,E A VOI FIGLI DICO ,ABBIATE SEMPRE IN CONSIDERAZIONE I VOSTRI GENITORI ,AMATELI, SENZA FARVI INFLUENZARE DA NESSUNO……ASCOLTATE IL VOSTRO❤️ E RAGIONATE CON LA VOSTRA TESTA ….IO PURTROPPO LI HO MESSI A TACERE ENTRAMBI E NON MI DO’ PACE😭!!!!