Proroghe, bandi che saltano, soldi che spariscono. E paga la fascia debole che perde servizi

Proroghe, bandi che saltano, soldi che spariscono. E paga la fascia debole che perde servizi

Francesca Stornante

Proroghe, bandi che saltano, soldi che spariscono. E paga la fascia debole che perde servizi

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giovedì 06 Novembre 2014 - 11:33

L'assessore Signorino sta raschiando il fondo del barile per trovare i soldi che evitano lo stop dei servizi sociali. Al momento ci sono circa 850 mila euro ma ne servono il doppio. A pagare saranno anziani, disabili, bambini, oltre ai tanti lavoratori. Quella mancata rivoluzione legata a bilanci, conti che non tornano e tagli che non si dovevano fare.

L’amministrazione ha chiesto tempo per dire se dal 15 novembre ci sarà lo stop dei servizi sociali o se si potrà andare avanti. In queste ore si dovrà sapere cosa accadrà a centinaia di lavoratori e a migliaia di utenti. A Palazzo Zanca c’è la protesta a oltranza di chi teme di perdere stipendio e lavoro, è la protesta delle bandiere, delle urla, dei volti stanchi di chi da anni lotta costantemente per i propri diritti. C’è però l’altra faccia della medaglia dei servizi sociali, quella che in questi giorni di caos non si vede, ma che è l’essenza dei servizi sociali: gli assistiti.

Anziani che grazie alla visita quotidiana dell’operatore riescono a lavarsi, a prendere le medicine, ad avere la spesa a casa, a pagare una bolletta, o semplicemente trovano un po’ di compagnia. Disabili che grazie agli operatori possono recarsi senza difficoltà presso i centri di riabilitazione, spesso lontani da casa e altrimenti complicati da raggiungere. Famiglie con figli disabili che nei servizi sociali trovano quell’aiuto necessario per affrontare la quotidianità perché ci sono tanti genitori che possono uscire per andare a comprare il pane o a sbrigare una commissione solo in quell’ora giornaliera in cui gli assistenti si prendono cura dei loro figli.

Sono questi i primi tre servizi che rischiano di saltare. Si tratta dell’assistenza domiciliare anziani, che offre assistenza a circa 920 anziani e dà lavoro a 136 operatori. Poi c’è il trasporto dei disabili presso i centri di riabilitazione che conta 145 utenti e 23 lavoratori da capitolato. Infine l’aiuto domestico alle famiglie con portatori di handicap, 185 utenti e quasi 70 lavoratori. Dal 15 novembre più di mille messinesi tra anziani, disabili e famiglie rischiano di non avere più servizi che per molti sono di vitale importanza.

Ci sono decine di storie che potrebbero parlare dell’importanza dei servizi sociali, storie che spesso passano inosservate e vengono sacrificate al caos dei problemi di sempre. Soldi che mancano, corse all’ultimo momento per trovare soluzioni tampone, proteste.

Il 15 novembre scade anche la proroga per Casa Serena. Se non si troveranno i soldi per andare avanti cosa succederà alla struttura di Montepiselli? Come si sospende il servizio Casa Serena? In questo caso è ancora più complicato immaginare lo scenario se l’amministrazione dovesse fallire nell’impresa di trovare i soldi. I 50 anziani che vivono a Casa Serena ci sono oggi come ci saranno tra quindici giorni, soprattutto considerato che ad oggi non è ancora chiaro quale sia il futuro che si vuole dare alla struttura. Anzi ieri si sono registrati due nuovi ingressi, altri due anziani hanno trovato ospitalità in Casa Serena. Dunque una sospensione significherebbe un nuovo incubo.

Il 30 novembre rischiano di chiudere anche i tre asili nido che ospitano oltre un centinaio di bambini. Una chiusura che potrebbe creare difficoltà a decine di famiglie e creerebbe anche un danno non indifferente al Comune poiché interrompere un servizio come questo a novembre, senza sapere quando riprenderà, significa perdere totalmente quell’utenza perché di certo i genitori non possono attendere i tempi delle gare o delle grandi decisioni per mandare i propri figli all’asilo.

Un appello accorato arriva proprio dai Presidenti dei Comitati di Gestione Asili Nido Comunali, Alessandro Cacciotto (Suor Maria Francesca Giannetto a Camaro), Paolo Barbera (San Licandro) e Valerio Anastasi (Angolo del Cucciolo) che esprimono la loro forte preoccupazione e dicono all’Amministrazione Accorinti, da sempre proclamatasi “dal basso” a sostegno dei più deboli, che non può e non deve assolutamente lasciare che il fondamentale servizio termini la sua corsa a fine mese. “I genitori dei piccoli ospiti delle strutture comunali, ci hanno mostrato tutto il loro scoraggiamento, sia per la possibile perdita della professionalità dimostrata dagli operatori degli asili, sia perché, nel caso di chiusura, non tutti avrebbero la disponibilità economica di portare i propri bambini in strutture private”. I tre presidenti chiedono alla presidente della VI Commissione consiliare Donatella Sindoni di trattare la delicata questione alla prima seduta di commissione utile per capire cosa ne sarà del futuro degli asili in città.

L’assessore Guido Signorino, come ha dichiarato lui stesso due giorni fa, sta davvero raschiando il fondo del barile e al momento i soldi trovati tra le pieghe della contabilità di Palazzo Zanca sono circa 850 mila euro, ma ne servono circa il doppio per assicurare la prosecuzione di tutti i servizi. E se non si trovano? Evidentemente sarà l’amministrazione a dover fare delle scelte in base alle priorità e ai costi dei singoli servizi. Poi c’è l’intenzione di attivare nel giro di poche settimane i due progetti finanziati dalla 328 e che faranno partire l’assistenza domiciliare anziani e il trasporto disabili. Avendo questi due paracadute l’assessore Mantineo potrebbe anche decidere di sostituire con questi nuovi progetti i servizi che scadono. Nessuna garanzia però per i lavoratori che rimarrebbero senza occupazione. Gli unici ad essere garantiti sono i 37 lavoratori dichiarati in esubero a Casa Serena per i quali è stata prevista la clausola occupazionale nei bandi della 328. Il resto rimarrebbe fermo in attesa dell’espletamento degli altri bandi, quelli che il Comune ha pubblicato per i nuovi affidamenti dei servizi sociali comunali.

Qui però si apre un altro capitolo ed è probabilmente quello che più racconta la mancata rivoluzione nei servizi sociali. I nuovi bandi, gli affidamenti almeno triennali, un programmazione di lungo respiro erano stati i cavalli di battaglia dei primi mesi dell’amministrazione Accorinti. Dopo il disastro del periodo Croce si immaginava uno scenario più sicuro per le fasce deboli e per dei lavoratori che hanno sempre dovuto tirar fuori le unghie per difendere il lavoro e reclamare stipendi. I bandi sono arrivati dopo quasi un anno e dopo le solite innumerevoli proroghe, nel segno della triste continuità con il passato. Ancora oggi si va avanti con le proroghe e la spiegazione è sempre la stessa: non ci sono i soldi. Manca infatti ancora il bilancio di previsione 2014 e senza quello è impossibile destinare risorse nuove ai servizi sociali. I dieci bandi, da circa 11 milioni di euro, aspettano di essere espletati e nel frattempo sono state decurtate da quei capitoli di spesa alcune somme che servivano per rinnovare le proroghe e che dunque faranno saltare tre gare e quindi tre servizi. Si deve anche rimpinguare il fondo utilizzato un mese e mezzo fa per scongiurare lo stesso problema di adesso, quando per evitare la sospensione sono stati utilizzati i soldi destinati a servizi come il ricovero minori. Al momento mancano all’appello circa 2,4 milioni di euro che avrebbero consentito di chiudere senza difficoltà il 2014 e che invece sono stati tagliati non si comprende bene in virtù di quale ragionamento.

E’ questo il peccato originale. Nei primi mesi del 2013 il commissario Croce fermò i servizi sociali per quasi tre mesi e dunque a fine anno l’amministrazione Accorinti si trovò con un budget superiore rispetto a quello effettivamente speso. Circa 2 milioni che furono tagliati dai servizi sociali perché evidentemente tornavano utili da qualche altra parte per far quadrare i conti. Una mossa che secondo l’amministrazione però non avrebbe pesato sul settore perché si contava di avere il previsionale 2014 nei primi mesi dell’anno e dunque rimettere al loro posto le risorse necessarie. Come sappiamo però questo non è avvenuto. Siamo a novembre e ancora non è stato approvato neanche il consuntivo 2013. Il risultato è che non ci sono tutti i soldi per fare le proroghe e non ci sono più neanche tutti i soldi per esperire le gare. Una situazione drammatica in cui i conti con la calcolatrice hanno il sopravvento sul vero volto dei servizi sociali, quell’assistenza che neanche l’amministrazione Accorinti è riuscita a mettere al primo posto.

Francesca Stornante

18 commenti

  1. il sistema va rivisto interamente se si vuole “provare a salvare il servizio, purtroppo non tutti i lavoratori”.

    Copio testualmente dal programma elettorale dei primi cento giorni di cmdb: “riorganizzazione dei servizi sociali e ristrutturazione delle cooperative mediante un sistema di Voucher per valorizzare il merito e il gradimento del cittadino”.

    Non credo serva altro. Loro sanno quale è la soluzione del problema.

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  2. il sistema va rivisto interamente se si vuole “provare a salvare il servizio, purtroppo non tutti i lavoratori”.

    Copio testualmente dal programma elettorale dei primi cento giorni di cmdb: “riorganizzazione dei servizi sociali e ristrutturazione delle cooperative mediante un sistema di Voucher per valorizzare il merito e il gradimento del cittadino”.

    Non credo serva altro. Loro sanno quale è la soluzione del problema.

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  3. perchè devono saltare i servizi degli anziani o gli asili nido e non i rimborsi, stipendi e altre prebende di politici consulenti e dirigenti

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  4. perchè devono saltare i servizi degli anziani o gli asili nido e non i rimborsi, stipendi e altre prebende di politici consulenti e dirigenti

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  5. temo salterà tutto…

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  6. temo salterà tutto…

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  7. Mentre questa amministrazione raschia il fondo di un barile sempre più vuoto, c’è chi viene processato per avere rubato dai fondi per la formazione.
    Non si riescono a racimolare un paio di milioni, mentre decine di altri sono già allegramente spariti.
    Abbiamo sprecato troppo e lasciato che il sistema non fosse tutelato. Oggi paghiamo la nostra miopia.
    Non sarà mai più tutto come lo è stato sino ad oggi e chiedere miracoli non è ragionevole.
    Che lo capiscano pure i sindacati.

    Salvatore

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  8. Mentre questa amministrazione raschia il fondo di un barile sempre più vuoto, c’è chi viene processato per avere rubato dai fondi per la formazione.
    Non si riescono a racimolare un paio di milioni, mentre decine di altri sono già allegramente spariti.
    Abbiamo sprecato troppo e lasciato che il sistema non fosse tutelato. Oggi paghiamo la nostra miopia.
    Non sarà mai più tutto come lo è stato sino ad oggi e chiedere miracoli non è ragionevole.
    Che lo capiscano pure i sindacati.

    Salvatore

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  9. E’ vergognoso che a dare lezioni di civismo sia un consulente bancario, ovverosia quella categoria che ha xxxxxxxxxxxxx
    George

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  10. E’ vergognoso che a dare lezioni di civismo sia un consulente bancario, ovverosia quella categoria che ha xxxxxxxxxxxxx
    George

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  11. Ma smettila!!!!!!!!!!!!
    George

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  12. Ma smettila!!!!!!!!!!!!
    George

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  13. allora: i lavoratori non sono a caso ma li stabiliscono gli standard regionali(cercateli) per ogni 10 utenti ci vogliono determinate figure.il sistema dei Voucher il comune di Messina già lo adotta si chiamano Buoni Socio Sanitari, e sono assegni annuali che il comune da a famiglie con reddito basso e che hanno nel loro nucleo familiare una persona con invalidità al 100%.

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  14. allora: i lavoratori non sono a caso ma li stabiliscono gli standard regionali(cercateli) per ogni 10 utenti ci vogliono determinate figure.il sistema dei Voucher il comune di Messina già lo adotta si chiamano Buoni Socio Sanitari, e sono assegni annuali che il comune da a famiglie con reddito basso e che hanno nel loro nucleo familiare una persona con invalidità al 100%.

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  15. e cmq sai come funzionerebbero i Voucher: il comune li da agli utenti che li danno agli operatori che svolgono il servizio che li danno alle coop che li gira al Comune che poi paga le coop che poi pagano i lavoratori.ti sembra un sistema migliore di quello attuale cioe: il Comune paga malle coop la fattura per il servizio svolto e poi paga i lavoratori.

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  16. e cmq sai come funzionerebbero i Voucher: il comune li da agli utenti che li danno agli operatori che svolgono il servizio che li danno alle coop che li gira al Comune che poi paga le coop che poi pagano i lavoratori.ti sembra un sistema migliore di quello attuale cioe: il Comune paga malle coop la fattura per il servizio svolto e poi paga i lavoratori.

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  17. Sai invece dove sta il problema: perchè come dice l’articolo (leggilo bene)E’ questo il peccato originale. Nei primi mesi del 2013 il commissario Croce fermò i servizi sociali per quasi tre mesi e dunque a fine anno l’amministrazione Accorinti si trovò con un budget superiore rispetto a quello effettivamente speso. Circa 2 milioni che furono tagliati dai servizi sociali perché evidentemente tornavano utili da qualche altra parte per far quadrare i conti. DOVE SONO ADESSO QUESTI SOLDI.

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  18. Sai invece dove sta il problema: perchè come dice l’articolo (leggilo bene)E’ questo il peccato originale. Nei primi mesi del 2013 il commissario Croce fermò i servizi sociali per quasi tre mesi e dunque a fine anno l’amministrazione Accorinti si trovò con un budget superiore rispetto a quello effettivamente speso. Circa 2 milioni che furono tagliati dai servizi sociali perché evidentemente tornavano utili da qualche altra parte per far quadrare i conti. DOVE SONO ADESSO QUESTI SOLDI.

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