Ripercorriamo insieme alcune delle tappe più significative della visita ufficiale di Papa Giovanni Paolo II in riva Stretto, attraverso la pubblicazione del Bollettino Ecclesiale Messinese del giugno 1988
Leggendo di seguito i brani tratti dal “Bollettino Ecclesiastico Messinese Anno LXVII – N°3 Giugno 1988” pubblicato in occasione della storica visita di Papa Giovanni Paolo II in riva allo Stretto per la canonizzazione di Beata Eustochia Calafato, c’è chi si emozionerà rivivendo l’attesa vissuta in quelle orE. Ma c’è anche chi, soprattutto tra le nuove generazioni, vivrà per la prima volta un’emozione temporalmente “datata” ma ugualmente senza tempo.
Ripercorreremo il programma della giornata fino alla partenza, avvenuta nella mattina del 12 giugno verso il Santuario di Tindari, soffermandoci su alcune delle tappe più importante: l’attesa per l’arrivo del Pontefice in città sin dal sorgere del primo sole, il discorso rivolto da quest’ultimo a tutta la cittadinanza dal palco allestito alla Batteria Masotto, l’incontro con i giovani a Cristo Re.
L’arrivo del Papa. Dal cielo per le vie del mare a Messina
11 giugno 1988. Il giorno preparato con febbrile passione dalla città e dalla Chiesa messinese è giunto finalmente. Il sole sorge dai monti della Calabria ed inonda di luce la città, il mare e le colline. Questa notte c’è chi non ha dormito. Di buon mattino le autobotti municipali rinfrescano le vie che saranno più tardi percorse dal corteo papale, gli addetti ala giardinaggio annaffiano ancora Piazza Cairoli e le verdissime aiuole spartitraffico con gerani e prato.
I responsabili del comitato diocesano hanno già raggiunto i loro posti e verificano se la macchina organizzativa messa a punto nei giorni precedenti funziona a dovere. Sembra di sì. Cominciano ad arrivare dalla diocesi i primi gruppi di pellegrini che si avviano alla spicciolata e senza incidenti alla Passeggiata a mare dove il Sommo Pontefice arriverà intorno a mezzogiorno. Il sole comincia a picchiare impietoso con il passare delle ore e la folla comincia a infittirsi di ora in ora. In sala stampa sono arrivati gli inviati delle principali tesate nazionali, I tecnici della SIP dei telefoni di Stati presidiano la sala stampa, allestita a cura del Capo Ufficio Stampa del Comune, nella sala di rappresentanza del Palazzo di città. Si provano i circuiti di trasmissione e vengono distribuite schede informative. Cominciano a partire i primi servizi. In Fiera e lungo il percorso si fanno le prove dei ponti di collegamento per le televisioni che trasmetteranno la diretta tutta la giornata. La Radio Vaticana è pure impegnata a verificare i collegamenti. Si danno gli ultimi ritocchi, tutto funziona bene. Non dovrebbero esserci imprevisti.
Anche la Croce Rossa è schierata al suo posto per la prevista assistenza sanitaria con tutto il personale che è affluito sin dalla primissime ora del mattino. In Fiera cominciano ad arrivare i malati, che saranno, nel pomeriggio, visitati dal Santo Padre. L’altare, su cui stasera l Santo Padre celebrerà la Santa Messa, è ancora nelle mani dei tecnici ed operai che danno gli ultimi ritocchi di dettaglio. Il servizio d’ordine, imponente ma discreto, regola il traffico e sorveglia che tutto proceda secondo quanto è stato stabilito dal Questore e dagli altri responsabili dell’ordine pubblico.
S’è fatto tardi. Il radiotelefono avverte che il Santo Padre è già arrivato a Ravagnese, l’aeroporto dello Stretto, e si è trasferito sull’elicottero che a breve lo porterà a Messina. La folla è ora diventata imponente e riempie tutta la Passeggiata a mare. Sul cielo, dall’altra parte dello Stretto, i scorge un elicottero e poi, subito dopo, quello che reca a bordo il Papa. Tutti gli occhi, i binocoli, le telecamere lo seguono. Eccolo. Fa un ampio giro, una virata lunghissima sulla punta estrema dello spazio portuale e scende alla difesa. Il Santo Padre viene accolto dall’Arcivescovo di Messina, Mons. Ignazio Cannavò, accompagnato dai Vescovi Ausiliari Mons. Domenico Amoroso e Mons. Francesco Sgalambro, dal sindaco di Messina Mario Bonsignore,. Dal Ministro per i rapporti con il Parlamento Sergio Mattarella, dall’on. Rino Nicolosi Presidente della Regione, dal Prfetto di Messina. C’è anche il Card. Salvatore Pappalardo, Legato Pontificio al Congresso Eucaristico di Reggio Calabria, l’Ammiraglio Arena, comandante di Marisicilia, fa gli onori di casa.
Su una macchina scoperta bianca, il Papa percorre i circa 500 metri che lo separano dalla motovedetta che lo condurrà in città accompagnato dall’Arcivescovo. Ha il tempo si stringere molte mani di marinai che si affollano dietro le transenne e di molti familiari del personale che presta servizio alla base. Riceve l’omaggio di una bambina che offre un mazzo di fiori, ancora qualche carezza i bambini , sale a bordo della motovedetta della marina militare a Lui assegnata.
Sfrecciano davanti ed ai lati le pilotine di scorta e subito si alza l’urlo delle sirene di tutte le navi che sono alla fonda in porto. Garrisce al vento il gran pavese e gli equipaggi della navi militari, che sono schierati sul ponte delle rispettive navi, rendono il saluto alla voce del Sommo Pontefice. Giovanni Paolo II è all’impiedi a prua e guarda la città nel sole di Mezzogiorno splendente e bellissima. Gli hanno preparato un poltrona che il Papa non tocca nemmeno. La sipe umana della Passeggiata a mare sventola fazzoletti ed esprime il suo incontenibile entusiasmo: il Papa è a Messina. Sembra un sogno ma è, ora, vero.
Allo “sbarcadero”, dietro le transenne, la folla a stento è trattenuta dal servizio d’ordine. Il Papa sale lentamente, con gli occhi socchiusi, i gradini che lo portano in piazza, e, poi, al palco che è stato eretto alle spalle del are. Sembra piccolo, esile, minuto, anche un poco curvo. E’ solo un effetto ottico per noi che guardiamo dall’alto. Rompe subito il cerimoniale. Invece di salire sul palco fa un grido lungo le transenne. Saluta, benedice, stringe e si lascia stringere le mani, accarezza i bambini.
Ora parla il sindaco. Il Papa ascolta attento e partecipe, guarda il mare dello Stretto quando il primo cittadino accenna agli antichi miti delle acque messinesi, solcato da navigatori leggendari da cui venne l’Apostolo che piantò la Croce del Redentore in riva allo Stretto. Una memoria dolcissima sfiora per un attimo il volto in piena luce del Papa quando il Sindaco accenna alle onde “color del vino”: e poi guarda la città e le colline del Peloro.
Ora è il suo momento. La folla tace sotto il sole che ora è diventato implacabile e non perde sillaba del discorso del Sommo
SU APPROFONDIMENTO IL PROGRAMMA DELLA GIORNAT DELL’11 GIUGNO 1988
