“AmiAmo Messina, città che risorge”: le idee per lo sviluppo di una città che non sfrutta le proprie ricchezze

“AmiAmo Messina, città che risorge”: le idee per lo sviluppo di una città che non sfrutta le proprie ricchezze

“AmiAmo Messina, città che risorge”: le idee per lo sviluppo di una città che non sfrutta le proprie ricchezze

lunedì 20 Dicembre 2010 - 10:24

Convegno a Palazzo Zanca organizzato da Messina New. Diversi i temi affrontati, dalla necessità di creare un modello turistico alla rivalutazione dell’economia locale. Presentati diversi progetti, da Maregrosso a Ortoliuzzo e poi “Messina Città Albergo”

Si sono dati appuntamento a Palazzo Zanca: cittadini “comuni”, professionisti del settore edile, della finanza, dell’ economia, del commercio, dell’artigianato e del turismo, per ridisegnare un nuovo modello produttivo. Lo hanno fatto per amore della propria città e per dare una possibilità concreta ai propri figli di rimanere legati al territorio. Di questo si è parlato in “AmiAmo Messina, città che risorge”, convegno organizzato da Messina New – fucina d’idee per la Tua città

Una delle idee che è stata lanciata è quella di “Messina Città Albergo”. Idea che nasce dall’esigenza di costruire e realizzare maggiori opportunità ed iniziative, tendenti a favorire la crescita occupazionale ed economica del territorio. La descrizione del progetto “Messina Città Albergo”,che prevede la realizzazione di nuove strutture turistiche, è stata esposta da Franco Tiano il quale ha poi lasciato la parola a Giuggio Armone, che con un breve ma pungente intervento ha dato risalto ai beni culturali seppelliti e calpestati anziché resi fruibili all’offerta turistica. Si è poi passati alla parte tecnica che prevedeva la presentazione di due progetti. Dalla riqualificazione della zona di Ortoliuzzo, per la quale è stato pensato dall’Ingegnere Salvatore Lagalia e dall’Architetto Roberta Restivo, di “costruire” un nuovo polo turistico attraverso un esborso complessivo di 16 milioni di euro mirati alla realizzazione di un’opera che ha come obiettivo primario quello di recuperare la vocazione turistica dell’area e rivalutare l’economia sociale dell’area intera. Ciò, divenendo fulcro strategico di collegamento marittimo tra le Isole Eolie e l’area Etnea, senza andare ad intaccare il globale ecosistema costiero, anzi procedere al ripascimento della costa attraverso la realizzazione di una stazione di pompaggio e del Terminal Croceristico che comprenderà punti informazione, negozi e quant’altro possa essere utile ai turisti e non solo per conoscere e visitare Messina.

Durante il convegno è stata poi presentata l’idea progettuale per la zona Falcata di Piero Adamo e la cittadella dello svago di Filippo Clementi, quest’ultima da realizzarsi a Maregrosso, che diventerebbe così un’ area attrezzata, all’interno del previsto parco verde urbano. «Il sostegno allo sviluppo economico può essere incentivato dalle agevolazioni finanziarie previste dalle leggi regionali, nazionali e comunitarie. Le opportunità non mancano, basta solo saperle cogliere»: è ciò che sostengono le sorelle Daniela e Maria Lorena Totaro, che hanno illustrato le principali leggi di riferimento che contribuiscono a finanziare il settore: turismo, industria e servizi, commercio, artigianato, agricoltura, sociale, femminile e giovanile. Importantissimo è stato l’intervento di Ettore Lombardo dirigente dell’Azienda Foresta Demaniali di Messina, il quale ha illustrato, sensibilizzando tutti i presenti, la riqualificazione del territorio dei Peloritani, sottolineando come l’unicità del territorio della nostra città presenti delle caratteristiche forse uniche al mondo che andrebbero in primis fatte conoscere ai cittadini e poi sfruttate economicamente.

In conclusione ci si è soffermati con le condizioni attuale: i dati statistici ed economici parlano chiaro. Molti indicatori dicono che Messina non ha parametri di sviluppo e prospettive di crescita sociale-economica. Ma per affermare tale evidenza basterebbe guardare il degrado ed il menefreghismo accompagnato dalla rassegnazione che investe i messinesi. Il messaggio di questo appuntamento quindi, può essere riassunto nel tentativo di alcuni cittadini, professionisti, imprenditori e rappresentanti di civiche associazioni, di lanciare un’idea per uno sviluppo possibile.

«Non ci convince l’industria – sostiene Michele La Torre – non ne siamo capaci, con il commercio ed i servizi, e con il reddito da pubblico impiego, non si crea nuova ricchezza . Bisogna incrementare il Pil del nostro territorio, e l’unica via possibile è quella delle attività ricettive, turistiche e culturali. Paradossalmente Messina, che non ha una tipicità nel suo Dna produttivo, può crearla da zero. E’ questo l’obiettivo del convegno, una sfida lanciata all’attuale classe politica».

Pierfrancesco Lombardino – Giovanni Iannello

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