Ciclo di incontri promossi dalla Cgil: al centro del dibattito questione ambientale e Piano Regolatore

Ciclo di incontri promossi dalla Cgil: al centro del dibattito questione ambientale e Piano Regolatore

Ciclo di incontri promossi dalla Cgil: al centro del dibattito questione ambientale e Piano Regolatore

sabato 20 Novembre 2010 - 09:06

Tra gli interventi quello dell’Architetto Aveni e della responsabile del Wwf Anna Giordano. Partecipanti e relatori concordi nel riconoscere che prima di qualsiasi strumento politico è necessaria un’educazione alla civiltà

“E se fosse necessario un nuovo piano regolatore per la città?” E’ questo il light motiv del secondo appuntamento del ciclo di incontri sul territorio organizzato dalla CGIL che ha avuto per tema “ La questione ambientale: colline,torrenti e verde pubblico”. Gli interventi, introdotti da Isella Calì hanno riguardato alcuni punti critici della situazione Messina: le condizioni delle colline e i torrenti coperti dalle strade.

A parlare l’Architetto Giuseppe Aveni, responsabile dell’Azienda Foreste Demaniali, che illustrato la legge sulla rinaturalizzazione, prima in Italia, che dovrebbe essere utile per la ricostruzione del Comune di Giampilieri. L’architetto ha sottolineato come ci sia bisogno di “interventi mirati e sostanziali” affinché il tutto possa ritornare alla normalità. Dopo Aveni, ha preso parola la Anna Giordano, del WWF nazionale, la quale ha illustrato nella sua relazione in primis le problematiche legate alla migrazione degli uccelli che passano dallo stretto di Messina che risulta essere il più grande ed importante Battle neck d’Europa, ed alla loro conseguente moria a causa della cementificazione selvaggia che caratterizza la nostra città e non solo. Si è poi dibattuto sulle energie rinnovabili, in particolare sulle pale dell’energia eolica, anche questa dannosissime per gli uccelli e per l’occhio umano, ma sicuramente un’ipotesi da prendere in considerazione in una zona come la nostra caratterizzata dai venti.

Il convegno si è chiuso con un inciso sulle problematiche dell’abusivismo edilizio che investe Messina, si è fatto presente che le zone a rischio sono tantissime, anche e soprattutto perché si costruisce in modo folle, senza tener conto del piano regolatore, perché la maggior parte dei progetti di lottizzazione viene approvato con il silenzio-assenso. Alla fine la risposta alla domanda iniziale è stata trovata, a Messina non serve un nuovo piano regolatore, ma un’educazione alla civiltà ed al rispetto della natura e degli altri esseri viventi che deve venire prima di qualsiasi opera faraonica o meno che si voglia costruire nella città dello Stretto.

Giovanni Iannello – Pierfrancesco Lombardino

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