“Conciliazione vita e lavoro-, scade l'11 febbraio un bando per il finanziamento dei progetti

“Conciliazione vita e lavoro-, scade l’11 febbraio un bando per il finanziamento dei progetti

Redazione

“Conciliazione vita e lavoro-, scade l’11 febbraio un bando per il finanziamento dei progetti

venerdì 01 Febbraio 2008 - 16:31

Scade l’11 febbraio 2008 il bando per la presentazione delle domande per finanziare i progetti di conciliazione del tempo di vita e di lavoro, previsti dall’art. 9 della Legge 53/2000 a sostegno della maternità e paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città.

“La legge 53 – sostiene la responsabile del Coordinamento Donne Cisl di Messina Mariella Crisafulli – è considerata uno strumento utile per sostenere politiche di conciliazione, poiché sempre più condiviso è il pensiero che la conciliazione tra lavoro e vita privata non sia solo un affare individuale delle donne e talvolta degli uomini, ma un problema all’ordine del giorno per le aziende e per il territorio ed interessa il complesso del sistema dei servizi pubblici e privati e il sistema di welfare-.

Queste le azioni finanziabili per un periodo massimo di 24 mesi, destinate ai lavoratori dipendenti che hanno esigenze di conciliazione legate alla genitorialità, con priorità per i genitori che abbiano figli fino a 12 anni (15 anni in caso di affidamento o adozione) oppure figli disabili – di qualunque età – a carico:

a)flessibilità di orario e di organizzazione del lavoro (tra cui part-time reversibile, telelavoro, orario flessibile anche su turni, banca delle ore, orario concentrato ecc.);

b) programmi di formazione per lavoratori al rientro da un periodo di congedo per finalità di conciliazione.

c) sostituzione del titolare d’impresa o del lavoratore autonomo con altro soggetto, sempre per esigenze legate alla genitorialità.

Possono chiedere i finanziamenti i seguenti soggetti:

· · imprese individuali o collettive, ivi comprese le cooperative, anche a partecipazione pubblica, totale o parziale

· · le aziende sanitarie locali

· · le aziende ospedaliere

· · gli imprenditori con o senza dipendenti, al punto C

Presupposto indispensabile per il finanziamento dei progetti è che gli stessi siano accompagnati da un accordo sindacale, stipulato con le organizzazioni sindacali più rappresentative, in funzione di garanzia dell’adattamento aziendale alle esigenze di conciliazione espresse dai lavoratori.

“Purtroppo ancora oggi – continua la sindacalista – i progetti presentati e approvati sono al di sotto delle possibilità offerte dai finanziamenti e non hanno dato origine a una vera cultura della conciliazione. Un fenomeno particolarmente riscontrabile al Sud dove sono pochi i progetti presentati a causa della poca informazione. Vi sono resistenze delle imprese di fronte ai possibili costi per la riorganizzazione del lavoro nel timore di creare conflitti interni o anche perché la formulazione dell’art. 9 e le indicazioni per il bando possono apparire farraginose, complesse e respingenti. Tutte queste misure, rivolte a favorire la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini alla vita personale e familiare e al mercato del lavoro, sono indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona che pongono nel 2010 un tasso di occupazione femminile al 60%-

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