Una regola aurea della professione giornalistica, alla quale ci siamo attenuti con scrupolo, è che i problemi dei giornalisti non fanno notizia. A meno che assumano una rilevanza tale da diventare lo specchio di qualcosa che va al di là dei rapporti tra potere e giornalismo, abitualmente tesi ma comunque improntati a un reciproco rispetto.
Nel caso della sfuriata di Nanni Ricevuto, presidente della Provincia Regionale di Messina, nei confronti di Tempo Stretto, al suo fianco il dirigente Giuseppe Celi e l’ingegnere Giovanni Lentini, riteniamo si sia andati oltre la normale dialettica. La sfuriata del 22 aprile immortalata anche dalle telecamere di Messinawebtv, che avrebbe dovuto essere una -conferenza stampa per smentire il contenuto di un nostro articolo su una strada-, ci mostra una classe dirigente sull’orlo di una crisi di nervi, incapace di tollerare un racconto difforme dalla lettura che intende attribuire agli eventi. Non abbiamo preferito, lo precisiamo, il termine -imporre- ad -attribuire- per una ragione più che importante, decisiva: diamo per scontata l’assoluta buonafede di chiunque si muova sulla scena pubblica, diamo per scontata l’assoluta buonafede del presidente Ricevuto e dei dirigenti della Provincia regionale, ne apprezziamo l’impegno, ne riconosciamo le capacità. Soprattutto non ci poniamo nell’ottica di chi deve giudicare e dare i voti al lavoro degli altri.
Le cose, tuttavia, possono essere guardate da più angolazioni e questo, sostanzialmente, ha fatto Tempo Stretto nell’articolo -contestato-, riportando (come altri) le dichiarazioni del presidente della terza commissione consiliare diffuse dell’Ufficio stampa della Provincia il 19 aprile: Tempo Stretto, infatti, ha l’umiltà di dare voce a tutti e soprattutto ai fatti; Tempo Stretto ha la presunzione di non praticare l’arte della bugia al contrario di quanto ha mostrato di pensare il presidente, al contrario di quanto ha sostenuto, senza tuttavia argomentare le proprie affermazioni. Eppure agli argomenti di chi amministra, Tempo Stretto ha sempre riservato particolare attenzione.
Tempo Stretto ha la serenità necessaria per informare come ha sempre fatto, nel rispetto dell’azione del presidente Ricevuto e della sua lettura degli eventi, ma anche nel rispetto di quanti, di quegli stessi fatti, hanno una visione differente e di conseguenza orientano diversamente le loro opinioni.
L’accusa di essere un organo di parte stupisce: come ben sa il presidente nessuna preclusione c’è mai stata né ci sarà nei suoi confronti. Tempo Stretto è un organo di stampa e, in quanto tale, continuerà a essere uno strumento di dialogo nelle mani dell’intera città e della provincia; uno spazio aperto che ha dato, dà e darà voce ai fatti, alle azioni e alle valutazioni dei nostri amministratori qualunque sia il loro orientamento, degli interessi legittimamente costituiti e altrettanto legittimamente rappresentati e, speriamo sempre di più, dei nostri lettori, che riteniamo un patrimonio da non disperdere.
Nino Arena
