La proposta della Fondazione Progetto Terra by Terra, prevede la realizzazione di una struttura ispirata al monolite nero di Kubrick, che dovrebbe rappresentare il “Faro del Mediterraneo”
Lo Stretto di Messina sembra essere una vera e propria fonte di ispirazione per architetti, ingegneri ed “artisti del calcolo matematico” desiderosi di mettere alla prova le proprie capacità. La proposta, quanto mai “estrosa”, arriva dalla Fondazione Progetto Terra by Terra e riguarda la realizzazione di un grattacielo nero, per i più romantici da interpretare come un “Faro del Mediterraneo”, ispirato al monolito nero di Kubrick, da realizzare come completamento della grande infrastruttura di collegamento.
Nelle intenzioni della Fondazione, la costruzione dovrebbe rappresentare l’unione dei Paesi Euromediterranei, uniti da un plurimillenario processo storico, caratterizzato da contatti, influenze, scambi di uomini
e di cose, elementi di cultura materiale e intellettuale. Alla storia del Mare Nostrum, spiegano i fondatori della Fondazione Progetto Terra, non vi è cultura e popolo mediterranei che non vi abbiano in qualche modo contribuito. L’Unità del Mediterraneo, come se già non basasse il Ponte, verrebbe quindi affermata dal faro, come architettura di riconoscimento, di appartenenza alla grande dimensione mediterranea, che rappresenta anche la difesa della diversità contro l’omologazione. “Ognuno – aggiungono gli esperti – interpreterà poi secondo la sua sensibilità questa innovativa architettura stagliata in mezzo al mare: chi lo vedrà come metafora del proprio Dio, chi come libro della scienza, prodotto
dell’intelligenza umana, chi ancora come entità superiore e mito”. In questo senso, concludono i promotori del progetto, il monolite nero va visto come realtà pura e astratta ma rassicurante, “che guida, indirizza e accompagna l’essere umano durante tutto il suo sviluppo”.
Passando però dall’ipotesi progettuale alla realtà, fervono i preparativi per l’organizzazione della nuova manifestazione No Ponte che giorno 14 maggio alle 16 prenderà il via da Piazza Cairoli. Un appuntamento che però, specifica -Rete No Ponte-, non è voluta solo per difendere un territorio da un’opera considerata devastante -ma per garantire un futuro ai luoghi nei quali viviamo. La lista di infrastrutture utili ai cittadini che proponiamo è senz’altro incompleta e il protagonismo sociale potrà individuare ancora nuovi bisogni e nuove necessità. Ciò che, comunque, va sottolineato è che, a fronte di una proposta che mescola speculazione ad inutilità, la nostra richiesta è l’essenziale, ciò che è bello, ciò che è utile-.
