Domani manifestazione indetta da UIL E UGL e poi due giorni di sit- in presso la sede dell'ARS. Musarra (resp. prov Uil Fp) :«Necessario ottenere una garanzia occupazionale futura, che in questo momento è più che mai a rischio»
I lavoratori della formazione professionale di Messina prenderanno parte alla manifestazione di domani a Palermo, indetta da UIL E UGL, le uniche sigle sindacali a non aver sottoscritto l’accordo sulla -Buona Formazione-, che ha causato «pesanti ed indiscriminati tagli ai capitoli di spesa della formazione». La protesta in strada sarà seguita da due giorni di sit -in presso la sede dell’ARS.
Intanto , ieri, si è svolta l’assemblea della UIL SCUOLA FP. Vi proponiamo alcuni stralci della relazione della responsabile provinciale Lidia Musarra.
«Oggi – afferma – viviamo una condizione di estremo disastro, ancora moltissimi i lavoratori che devono percepire le giuste spettanze, che non vedono soluzioni immediate delle vertenze. Avevamo delle linee guida per il riordino del comparto della formazione professionale, approvate con delibera di giunta n. 350 del 4/10/2010, che sono state disattese e superate dall’accordo quadro firmato dalla cgl e csl che si discosta notevolmente dai punti importanti inseriti nel documento del governo regionale, la delibera di giunta doveva rappresentare un primo passo verso il riordino dal quale far partire un’azione di rivalutazione dell’intero comparto formativo, che si sarebbe potuto attuare in un arco temporale definito, ma graduale .Oggi non è così. L’accordo porta inevitabilmente a un numero di esuberi consistenti, in quanto superano tutte le previsioni, a quelli già esistenti si devono aggiungere gli esuberi creati dal parametro unico e dal taglio del 70% del finanziamento, i risultati saranno devastanti. I dati che ad oggi giungono alla nostra organizzazione sono preoccupanti».
«Non può consolarci –continua la Musarra – il fatto che tutto ciò è conseguenza di un grave stato di crisi che sta attraversando il nostro paese, così come non ci consola il fatto che i tagli non sono solo alla formazione ma interessano anche altre categorie di lavoratori. La categoria è consapevole dei gravi problemi che il governo Regionale deve affrontare in conseguenza della crisi economica che ha coinvolto anche il nostro paese ,non intendiamo sottrarci ad una azione di responsabilità. L’individuazione di nuovi sistemi di finanziamento quali FSE, PAR-FAS possono essere delle buone fonti per apportare più risorse al bilancio regionale, ma non devono in nessun modo incidere negativamente sui diritti dei lavoratori. Per i Servizi Formativi, avviati da più di sei mesi, non si è chiarita definitivamente la questione malattia maternità ecc. Non è possibile tentare di incidere su quelli che sono le garanzie minime ottenute con anni di lotte, tutti gli elementi contrattuali devono essere garantiti, altrimenti si rischia di far saltare la base del diritto del lavoro e non lo possiamo permettere».
«Tutta la categoria – prosegue la responsabile provinciale Uil scuola – vive un disagio ormai cronico che rischia di compromettere seriamente la vita di ognuno e quella delle proprie famiglie, senza considerare l’influenza che questo disagio riversa sulla qualità del servizio che ogni lavoratore deve svolgere, la formazione professionale può diventare un motore di trazione dello sviluppo della nostra regione se vengono rimosse definitivamente le criticità, è vero, ma è necessario farlo con senso di responsabilità, nel pieno rispetto delle leggi e dei diritti dei lavoratori assunti al 31/12/2008. I lavoratori non possono più accontentarsi di vedere garantiti gli stipendi correnti, oggi l’esigenza è molto più sentita ed è più sentita la necessità di ottenere una garanzia occupazionale futura che in questo momento è più che mai a rischio».
«Oggi – conclude la sindacalista – è importante pensare all’emergenza per uscire da una condizione di estremo disagio e recuperare le spettanze arretrate, ma è altrettanto importante continuare a portare avanti quella programmazione futura che ha contraddistinto la nostra battaglia sindacale, che ci consente ancora di ragionare sulla grande potenzialità di cui è in possesso la Regione Sicilia, cercando di riappropriarci di quel ruolo di supporto alla società scolastica e lavorativa, che da sempre la formazione ha svolto, rimane prioritario ridare fiducia a tutti quelli che in questo momento non riescono più a credere in una possibile azione di cambiamento, cambiamento strutturato, programmato, e graduale senza tagli repentini che hanno solo effetti devastanti sui lavoratori.
Ancora più importante diventa quindi il ruolo unico ad esaurimento con capitolo di spesa dedicato esclusivamente al pagamento degli stipendi, che abbiamo perseguito fino ad oggi .
Ai lavoratori che in tutti questi mesi di lotte, non hanno sentito l’esigenza di unirsi alla battaglia, forse perché convinti di essere al riparo da qualunque rischio perché più anziani di altri assunti in date successive, vogliamo dire che nessuno si può considerare al sicuro, se questo è il meccanismo, quello che si sta verificando quest’anno, si potrà ripetere anche il prossimo e l’altro ancora, magari fino alla completa distruzione dell’intero comparto».
