E stila l’elenco delle priorità da realizzarsi a partire dal 2011
«Piano per il Sud, ottenendo le risorse per il completamento delle due dorsali ferroviarie Tirrenica e Jonica per la velocizzazione della Catania – Palermo e per la realizzazione di tutte quelle opere previste ed ancora non realizzate nell’Accordo di Programma Quadro, sottoscritto in Sicilia il 5/10/2001; attuare la Continuità Territoriale; rendere operativo il Piano Regionale dei Trasporti e dei Piani Attuativi (Aereo – Marittimo – Ferroviario – Stradale) che giacciono nei cassetti dell’assessorato regionale dal 2004».
Sono queste, secondo il Coordinatore del COMITATO PENDOLARI SICILIANI Giosuè Malaponti, le priorità da realizzarsi nell’anno che verrà.
«La Sicilia anno dopo anno – scrive in un documento- si è vista escludere dagli investimenti infrastrutturali e treno dopo treno, si è vista tagliare il trasporto universale da e per il nord. Negligenze, sviste, scarso interesse da addebitare, certamente, a tutta la classe politica regionale e nazionale, di entrambi gli schieramenti, che nulla hanno fatto per arginare questi continui tagli e per far decollare, una volta per tutte, quelle infrastrutture di cui il territorio siciliano ha veramente bisogno. L’invito che voglio rivolgere, ai nostri Amministratori, è quello di produrre una politica più attenta ai bisogni primari della nostra Sicilia e dei siciliani, nei confronti di un Governo che ci penalizza sempre più. Allo stato attuale, non serve lo scaricabarile, la polemica o gli attacchi tra i maggiori esponenti della politica siciliana, (Miccichè, Buzzanca, Lombardo)».
«Se, la Sicilia – scrive Malaponti- da oltre quarant’anni vive ancora in questo stato di arretratezza infrastrutturale, la colpa non è da addebitare ad una sola parte politica, ma, quasi certamente, è da ricercare in tutta la classe politica siciliana, e nei vari rappresentanti siciliani al Parlamento e nei Governi nazionali che ci hanno governato. Ha ragione, il Governatore Lombardo nel chiamare all’appello, a prescindere dell’appartenenza politica, i deputati nazionali, regionali, i Presidenti delle province, i Sindaci, le forze sociali e i Siciliani per iniziare a reclamare ed ottenere i legittimi diritti e le aspettative che ci vengono negate. Il territorio siciliano, non appartiene né alla politica di destra, né a quella di sinistra, ma è dovere della politica garantire ai Siciliani lo sviluppo economico, sociale e infrastrutturale pari al resto d’Italia».
Secondo il Coordinatore del COMITATO PENDOLARI SICILIANI è arrivato «il momento in cui deve prevalere il senso di responsabilità dei nostri Amministratori nei confronti del Popolo siciliano, in considerazione del fatto che, non venga ulteriormente penalizzato il nostro territorio».
