Il vescovo di Agrigento scrive alle autorità per sollecitare interventi preventivi nella città dei Templi

Il vescovo di Agrigento scrive alle autorità per sollecitare interventi preventivi nella città dei Templi

Il vescovo di Agrigento scrive alle autorità per sollecitare interventi preventivi nella città dei Templi

venerdì 09 Ottobre 2009 - 10:10

Nella lettera dichiara: “Dovesse verificarsi ad Agrigento un disastro come quello di Messina mi rifiuterei di celebrare i funerali.Perchè ci vogliono i morti per arrivare a giuste risposte?-

Dopo la notizia della celebrazione dei funerali di Stato al Duomo di Messina, previsti per domani, in onore delle vittime dell’alluvione che ha colpito la provincia messinese, è subito polemica. A parlare è il vescovo di Agrigento, monsignor Franco Montenegro , in una lettera pubblicata oggi dall’edizione locale del Giornale di Sicilia.

Il prelato dichiara: “Dovesse verificarsi ad Agrigento un disastro come quello di Messina mi rifiuterei di celebrare i funerali”. Stanco di sentire all’indomani di ogni tragedia che “poteva essere evitata”, il prelato ha scritto alla Protezione civile, al sindaco, al prefetto, alla Regione, affinchè nella città dei Templi, già devastata nel 1966 da una frana, si corra ai ripari realizzando una via di fuga dai veicoli a rischio del centro storico, opera “pensata” da vent’anni ma mai realizzata.

Di origini messinesi , Montenegro che fino a qualche hanno fa era il pastore che guidava le parrocchie delle zone oggi colpite dall’alluvione, si sente oggi colpito direttamente dalla tragedia e dichiara: -Busso una seconda volta alle vostre porte per richiamare all’attenzione sulla via d’uscita da realizzare nel centro storico. Perche’ ci vogliono i morti per arrivare a giuste risposte?”. “Vorrei – continua – che ad Agrigento non accadano mai eventi che facciano alzare il coro dei ‘c’era da aspettarselo”.

Oggi dinnanzi alla commozione e al dolore chiede di risolvere la situazione prima che sia troppo tardi, perchè non vorrebbe mai trovarsi nella condizione di doversi rifiutare di celebrare funerali “previsti” o “preannunciati”, perchè quel giorno – come dichiara egli stesso – preferirà stare fra la sua gente e pregare per loro, ma non se la sentirebbe di parlare.

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