"Una scelta sofferta per il bene dell'ente". Dopo l'inchiesta per scambio elettorale politico-mafioso, il primo cittadino si dichiara sempre estraneo ai fatti
SPADAFORA – Nel mese di giugno è stato arrestato. Ed è finito ai domiciliari. Tre gli arresti con ipotesi di reato lo scambio elettorale politico-mafioso e la corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Poi l’interrogatorio e la sua difesa: “I fatti sono stati ricostruiti in maniera errata. Nessuna ombra di mafia sulle elezioni”. Ieri il sindaco Lillo Pistone si è dimesso, facendo seguito al recente provvedimento prefettizio di sospensione.
Pistone: “Una scelta di responsabilità per la comunità di Spadafora, ho fiducia nella magistratura”
Attraverso una nota ufficiale trasmessa via pec, l’ex primo cittadino ha voluto chiarire alla comunità i contorni di una decisione definita «profonda e sofferta». L’obiettivo prioritario, emerge dal documento, “è salvaguardare l’esclusivo interesse della comunità amministrata. Pur senza entrare nel merito delle vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto”. Pistone ha scelto di fare un passo di lato per «anteporre la serenità della vita istituzionale, il regolare funzionamento dell’ente e la tutela della sua immagine a ogni considerazione di carattere personale», viene evidenziato.
E ancora: “Un gesto che guarda in prima battuta alle necessità del paese e del gruppo di Rinasce Spadafora, e che non coincide in alcun modo con un’ammissione di colpa”. Nel testo, Pistone precisa “come questa scelta di responsabilità non comporti alcuna acquiescenza o valutazione sui fatti oggetto di indagine”. Al contrario, l’ex sindaco esprime «piena fiducia nell’operato della magistratura», garantendo trasparenza e annunciando la ferma volontà di difendere la propria posizione e i propri diritti in tutte le sedi competenti.
Il congedo istituzionale si chiude con “un sincero ringraziamento rivolto ai cittadini per la fiducia accordata durante il mandato, oltre che alla Giunta, al Consiglio comunale, al vicesindaco, al segretario e a tutti i dipendenti dell’ente”. L’auspicio finale di Pistone è che “la macchina comunale possa ora proseguire le proprie attività operative nel clima di massima tranquillità”.

