Il procuratore D'Amato ha parlato di indagini a 360 gradi. "Da verificare se c'era un cantiere per risolvere problemi strutturali nella palazzina di Pistunina"
MESSINA – Si indaga sul possibile nesso con alcuni lavori in corso nello stabile. E da verificare è l’eventuale situazione critica dei pilastri. Mentre ancora si scava tra le macerie per trovare tre dispersi, ieri è stato il giorno della comunicazione di tre avvisi di garanzia in seguito al crollo della palazzina a Pistunina. Le ipotesi di reato sono tre: omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno. Così, nel registro degli indagati, sono stati iscritti gli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì e l’ingegnere Pietro Leone.
D’Alì è ricoverato al Policlinico mentre Panarello è stato dimesso
Quando è avvenuto il crollo, D’Alì e Panarello erano all’interno della struttura e sono riusciti a fuggire. Il primo è ancora ricoverato nel reparto di Otorinolaringoiatria del Policlinico e dovrà essere operato. Panarello è stato dimesso il primo giorno, avendo riportato ferite lievi.
“Sul crollo indagini a 360 gradi”
Le indagini della Procura della Repubblica di Messina sono affidate ai carabinieri del Comando provinciale di Messina, unitamente al Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (Spresal), dell’Asp di Messina e dei Vigili del fuoco. “L’attività investigativa è svolta a 360 gradi e serve a chiarire una serie di dinamiche, ivi compresa quella se fosse o meno in atto una attività cantieristica per risolvere dei problemi strutturali o altro”, ha spiegato il procuratore capo Antonio D’Amato. L’inchiesta è stata aperta lo scorso 30 luglio e affidata alla sostituta Anita Siliotti. Sarà la pubblica ministera ad ascoltare gli indagati nei prossimi giorni.
Quel pilastro trovato reciso e sequestrato
Osservati speciali sono la tubatura dell’acqua – i testimoni raccontano dell’allagamento e del rumore – e il pilastro trovato reciso, che sarà analizzato. Occhi puntati pure, come già evidenziato, sui lavori in corso al pianoterra del palazzo, nei locali dove prima c’era il supermercato, acquistato dal gruppo Panarello e destinato ad una ristrutturazione, da dove sono fuggiti i tre operai rimasti feriti e poi dimessi.
Il sequestro delle aree
In prima battuta si è provveduto al sequestro dell’area in via Giorgio La Pira n. 3, dove c’è la palazzina colpita dal crollo, e dell’area del parcheggio rosso dello stadio San Filippo. Area individuata per lo stoccaggio temporaneo delle macerie estratte dal cratere.

