Sparatoria di Ucria, gli investigatori non credono alla legittima difesa - Tempo Stretto

Sparatoria di Ucria, gli investigatori non credono alla legittima difesa

Alessandra Serio

Sparatoria di Ucria, gli investigatori non credono alla legittima difesa

sabato 17 Agosto 2019 - 12:07
Sparatoria di Ucria, gli investigatori non credono alla legittima difesa

Fabrizio e Antonino Contiguglia sono stati feriti al volto, Russo è andato oltre la legittima difesa, con la pistola che non era sua. Il paternese resta in carcere

Resta in carcere Salvatore Russo, il paternese arrestato per il duplice omicidio di Ucria della sera di ferragosto. Il giudice ha convalidato il fermo eseguito dai Carabinieri ed ora il ventinovenne sarà nuovamente interrogato, come previsto dalla legge.

Intanto la Procura di Patti ha iscritto nel registro degli indagati un’altra persona, il 39enne Daniele Balsamo, residente a Forlì, cognato del presunto killer. C’era anche lui in casa quella sera, quando si è scatenata la colluttazione durante la quale sono partiti i colpi di pistola che hanno ferito mortalmente Antonino e Fabrizio Contiguglia, zio e nipote, e ferito Salvatore Contiguglia, ancora in ospedale.

La conferma arriva dal procuratore capo di Patti, Angelo Cavallo, che ha ricostruito quanto già accertato fino a questo momento grazie alle indagini del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Messina, guidati dal tenente colonnello Ivan Boracchia, e dalla Compagnia di Patti, ai comandi del Capitano Marcello Pezzi.

I punti da chiarire sono ancora molti, ma i pezzi del puzzle andranno presto a posto quando arriveranno i risultati degli accertamenti scientifici del Ris.

Russo ha parlato a lungo con i carabinieri, dopo essersi consegnato, la notte tra il 15 e il 16 agosto, ed ha permesso loro di ritrovare l’arma del delitto, una pistola calibro 7,56 con matricola abrasa, che aveva nascosto in un casolare di fronte la sua abitazione. L’uomo ha parlato di legittima difesa, ha raccontato di essere stato aggredito dai tre Contiguglia e da altre persone, che qualcuno di loro ha tirato fuori la pistola. Lui, però, è riuscito a strappargliela dalle mani e rivolgerla contro gli aggressori.

Gli investigatori, però, sottolineano che Antonio e Fabrizio Contiguglia sono stati colpiti al volto e Salvatore ferito alla spalla. Ad altezza d’uomo, quindi, in alto. Traiettorie che richiedono la possibilità da parte di chi apre il fuoco di prendere la mira e ad una certa distanza, se pur ravvicinata, spiegano gli investigatori. Insomma, non sono colpi che partono durante un concitato corpo a corpo, quindi Russo è andato ben oltre la legittima difesa.

Ricostruite anche le ore precedenti e confermato il movente della lite del parcheggio. Il giorno prima il paternese aveva litigato con un anziano per via dell’area di sosta che si era ricavato abusivamente sotto casa, tracciando una R e inserendo il proprio numero di targa.

Un parcheggio abusivo che, raccontano alcuni testimoni, avrebbe limitato la possibilità ad una disabile residente nella zona, parente dei Contiguglia. I due litiganti, il 14 agosto, sarebbero arrivati alle mani. Intorno alle 21 della sera di Ferragosto a casa di Russo arrivano i Contiguglia ed altre persone.

Il ventinovenne si barrica in casa, cerca di scappare ma viene raggiunto e spinto nuovamente all’interno. Lì le drammatiche fasi terminate con la sparatoria.

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