Speranza: "Teniamo alta la bandiera dei beni pubblici a Messina" - Tempostretto

Speranza: “Teniamo alta la bandiera dei beni pubblici a Messina”

Marco Olivieri

Speranza: “Teniamo alta la bandiera dei beni pubblici a Messina”

domenica 29 Maggio 2022 - 06:53

"Sanità pubblica e diritti sociali con una sinistra non più timida": il ministro della Salute ieri in città per De Domenico e Coalizione civica per Messina

MESSINA – Il ministro della Salute Roberto Speranza arriva a Palazzo Zanca in un pomeriggio di nuvole fitte in attesa della pioggia. Il tempo di girare le spalle a chi lo contesta per l’obbligo del green pass, il segretario nazionale di Articolo Uno indica le linee guida, al Salone delle Bandiere, di una sinistra “non più timorosa di esprimere i propri valori”. Una presenza a sostegno di De Domenico e della lista Coalizione civica per Messina.

Quest’ultima ha come simboli Mata e Grifone a evidenziare “il forte legame con la città e la sua storia. Ma anche la rappresentazione dell’incontro delle diversità, delle differenze e della centralità della parità di genere”, spiegano gli esponenti della lista.

Timbro, Speranza e Siracusano con la maglietta di Coalizione civica per Messina

Con Speranza, la deputata Maria Flavia Timbro e il segretario provinciale di Articolo Uno, Domenico Siracusano. A distanza, in video, il candidato della coalizione del centrosinistra Franco De Domenico.

Speranza: “Difendere la sanità pubblica con il coltello tra i denti”

Ha sottolineato il ministro: “Dobbiamo difendere la sanità pubblica con il coltello tra i denti e tenere alta la bandiera della lotta alle diseguaglianze, dei diritti e beni pubblici. Non si possono lasciare al mercato i beni pubblici essenziali. Dobbiamo avere a cuore la questione meridionale. Fare campagna elettorale con umiltà e coraggio. Esprimere vicinanza alle persone e ai loro problemi, in un momento sociale ed economico così difficile. Tutto questo deve animare il nostro agire politico. Qui a Messina c’è una proposta progressista credibile e dobbiamo incarnare un’alternativa ai Masaniello e alle illusioni dell’uomo solo al comando”.

Il pubblico di Palazzo Zanca per Speranza

Speranza non nomina De Luca e gli altri avversari politici ma oppone “una dimensione d’impegno collettivo” rispetto all’idea di chi incarna una leadership più solitaria e individualista. Prima di lui, De Domenico ha parlato di un progetto politico opposto “alla destra populista di De Luca da un lato e reazionaria dall’altro, con i sovranisti di Fratelli d’Italia”. Un progetto che vede uniti i partiti e un “civismo serio” insieme. “Movimenti civici a sostegno di un progetto credibile e fatto di cose fattive”, ha dichiarato il candidato a sindaco.

Ha aggiunto De Domenico: “Noi mettiamo al centro le periferie. Riscriveremo il Piano d’equilibrio e offriremo una svolta concreta. Intanto va ringraziato il ministro Speranza per la sua presenza. Segno di una vicinanza da parte di chi rappresenta le istituzioni, al più alto livello, al nostro territorio e al nostro impegno”.

Timbro: “Rigore ed equilibrio da parte del ministro Speranza”

Il ministro Speranza

La parlamentare Timbro ha elogiato “il rigore e l’equilibrio con cui Speranza ha agito e agisce da ministro della Salute. Una dedizione pubblica al bene delle persone – ha osservato la deputata messinese di Articolo Uno – mentre sono ancora tanti i nodi irrisolti che riguardano la sanità e che segnaliamo al ministro. Dal problema dei punti nascita nei Nebrodi alle attese troppo lunghe al sud per una visita medica. Problemi urgenti, senza dimenticare altri elementi critici che non smettiamo di segnalare e cercare di modificare. Dai precari del mondo della ricerca, che hanno appena scritto una lettera, alle troppe fragilità del territorio, gli aspetti problematici non mancano. Penso all’illegalità diffusa che attecchisce laddove dominano la povertà e l’ingiustizia sociale”.

“Penso ancora – ha continuato Timbro – ai disagi nell’attraversamento dello Stretto. Chi è residente dovrebbe avere tariffe agevolate nei trasporti. Chi vive in questa parte d’Italia è discriminato. Bisogna battersi per i diritti essenziali e costituzionali. Messina deve riappropriarsi del proprio mare, della zona falcata e occorre chiudere con la violenza verbale”.

La lista Coalizione civica per Messina

Ha affermato a sua volta il segretario provinciale Siracusano: “Siamo in netta discontinuità – ha tenuto a precisare – rispetto all’amministrazione De Luca. Diciamo no a un clima violento. La lista Coalizione civica per Messina rappresenta un’opportunità per dare rappresentanza ai diritti sociali. Ecosocialismo, tenendo insieme diritti sociali e rispetto per l’ambiente, lavoro, diritti civili, per affermare una nuova concezione della cosa pubblica, che appartiene a tutti. Non possiamo dimenticare che, a Messina, se nasci in un determinato quartiere la tua strada appare segnata. Noi dobbiamo batterci contro ogni ingiustizia sociale”.

Speranza, sorvolando sui momenti di contestazione (“Tolga l’obbligo di mascherina nelle scuole” gli è stato detto), ha messo in risalto i suoi sforzi per invertire la tendenza. Con l’obiettivo di una crescita delle risorse superiore al passato per il sistema sanitario nazionale. “Quando sono diventato ministro (settembre 2019, n.d.r) – ha ricordato l’ex Pd e poi Articolo Uno – il fondo sanitario nazionale era a 114 miliardi di euro e aumentava in media meno di un miliardo all’anno. Adesso, dopo due anni e mezzo, siamo arrivati a 124 miliardi, dieci in più. Tutto ciò non è ancora sufficiente e bisogna fare sempre di più. La direzione è quella giusta”.

“Quando è iniziata la pandemia – ha rievocato Speranza in un Salone delle bandiere pieno – è cominciata la retorica dei medici e operatori sanitari eroi. Tuttavia, se è giusto lodare il loro lavoro straordinario, nello stesso tempo era vigente una legge che bloccava la spesa sul personale sanitario. E ho lavorato per modificare questa situazione, finanziando il triplo di borse di specializzazione per la formazione medica. Più risorse e più uomini e donne nel sistema sanitario sono stati una mia priorità rispetto al passato”.

“Un Pon legato alla salute per il Mezzogiorno”

Per Speranza, un tema fondamentale è quello del divario tra nord e sud e delle diseguaglianze: “Per la prima volta si realizza un Pon legato alla salute. Un Programma operativo nazionale che prevede 625 milioni euro per accelerare nel Mezzogiorno screening oncologici. Una somma utile anche per rafforzare i consultori, nel segno della vicinanza alle persone, la medicina di genere e la salute mentale, altro grande tema, nelle zone più fragili. La nostra idea di politica combina il coraggio e il rigore”.

Il ministro e segretario di Articolo Uno non ha risparmiato critiche al suo stesso schieramento: “Siamo stati troppo timidi. Anche nel centrosinistra c’è chi ha pensato che si dovesse lasciare al mercato la libertà di agire indisturbato. Io penso, invece, che noi dobbiamo lottare per difendere la sanità pubblica. Tutti hanno diritto a usufruire del sistema sanitario nazionale senza che le proprie possibilità economiche possano condizionare il diritto alla salute. Di recente sono stato al G7 Salute e ribadisco la distanza dal modello statunitense, ad esempio, con la carta di credito e le assicurazioni decisive lì per accedere alle cure”.

“Mai più lasciare l’egemonia alla destra con il liberismo”

“Per troppo tempo – ha insistito Speranza – abbiamo lasciato l’egemonia alla destra, con il dominio del liberismo. Noi, invece, dobbiamo difendere con forza i nostri valori: il modello universalistico, nel nome della nostra Carta costituzionale, per cui tutti hanno diritto a essere curati. Una tassazione progressiva, in antitesi alla flat tax voluta dalla destra. Le tasse servono per finanziare scuola, sanità, ambiente, strade, beni pubblici. Occorre investire nella pubblica amministrazione e nell’istruzione, ad esempio”.

Ha aggiunto il ministro: “Chi è impegnato, come a Messina, nella campagna elettorale, deve ascoltare il disagio della gente. Prima con la pandemia e ora con la guerra, tra rincari ed emergenze economiche, il malessere tra le persone è grande e noi dobbiamo essere attenti e vicini a chi è in difficoltà. Il Covid ha acuito le fratture sociali. La sinistra non deve più rinunciare alle proprie idee di giustizia sociale. E bisogna smetterla di considerare la parola partito una parolaccia. I valori costituzionali devono ispirare il nostro impegno”.

Infine, una nota personale legata al gruppo dirigente messinese di Articolo Uno: “Circa sette anni fa venne a trovarmi, a Potenza, un gruppo di ragazzi. Tra questi, Timbro, Siracusano, Giuseppe Grioli e alcuni dei Nebrodi, che oggi sono qui. Ci confrontammo su un’idea diversa di politica e oggi quelle persone sono qua a continuare il loro impegno, con la volontà di cambiare l’esistente. Ho l’onore di servire il mio Paese come ministro – ha evidenziato Speranza – ma ricordo come un’esperienza formativa e importante il lavoro di consigliere comunale per la mia città. La politica richiede coerenza e serietà”.

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Un commento

  1. Ma perché questi signori non si candidano e dimostrano il loro consenso, senza aspettare che chi gli è davanti perisca? Perché il neorivoluzionario Siracusano che tutti ricordano nella sede di Genovese, non si mette alla prova?

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