Lo 'Squalo dello Stretto' è in testa alla classifica generale della Vuelta Espana. Ma la corsa per la vittoria finale è ancora lunga...
Vincenzo Nibali è il leader della Vuelta di Spagna, la terza (per importanza) corsa ciclistica a tappe dopo Tour de France e Giro d’Italia.
Il messinese della Liquigas è riuscito oggi nell’impresa al termine della 14esima tappa, la Burgos-Pena Cabarga di 178 chilometri con un duro arrivo in salita, approfittando della rovinosa caduta dell’ex leader Igor Anton, finito a terra a circa 8 Km dal traguardo e costretto al ritiro con numerose escoriazioni. La tappa è stata caratterizzata proprio da moltissime cadute, anche violente e pesanti, all’interno del gruppo.
Ma la corsa non si ferma e lo ‘Squalo dello Stretto’, sfruttato il lavoro del prezioso compagno Kreuziger, è arrivato al 2° posto nella tappa dietro lo spagnolo Joaquin Rodriguez del Team Katusha, che adesso lo insegue in classifica di appena 4 secondi.
Nibali, terzo al Giro e in odor di Mondiale, ha sofferto, come era logico attendersi: non è uno scalatore puro e così, quando il solito Mosquera (ora terzo in classifica a 50 secondi) è scattato nel tratto più duro della rampa conclusiva, ha speso tanto per raggiungerlo e superarlo.
Rodriguez ha avuto il merito di crederci sino in fondo: Mosquera come al solito ha mollato dopo aver acceso la miccia della corsa, Nibali ha preferito andar su col suo passo per non perdere l’occasione di tutta una carriera. Una tattica che ha dato i suoi frutti: il messinese è diventato il nuovo capofila del plotone.
Attenzione, però, perchè adesso già domani Rodriguez, per il quale sta lavorando alacremente Filippo Pozzato, potrebbe scalzarlo dalla vetta, visto che la quindicesima frazione, la Solares-Lagos de Covadonga, regala il secondo dei tre arrivi consecutivi in quota.
Adesso ancora due giorni di alta montagna in cui Nibali, Rodriguez e Mosquera si giocheranno le prime posizioni del podio anche se poi si deciderà tutto nell’ultima settimana, sulla strada verso Madrid con tracciati a cronometro e altri arrivi in salita.
Peppe Caridi
