Sul caso firme l'attacco di Russo a ScN: "Messina paga la scelta di chi la usa per i propri interessi"

Sul caso firme l’attacco di Russo a ScN: “Messina paga la scelta di chi la usa per i propri interessi”

Redazione

Sul caso firme l’attacco di Russo a ScN: “Messina paga la scelta di chi la usa per i propri interessi”

mercoledì 19 Agosto 2026 - 16:35

Il capogruppo del Pd: "La città rischia di essere vittima di un commissariamento lungo"

MESSINA – Il caso della mancata presentazione delle firme per le liste di Sud Chiama Nord, con i presunti dubbi sollevati dall’ultimo parere dell’Ufficio legislativo della Regione, ha scosso la politica cittadina. In attesa del Tar a ottobre, il sindaco Federico Basile ha già rispedito al mittente le accuse. Ora, però, incassa anche gli attacchi dei partiti politici rivali.

L’attacco di Russo: “Si rischia il commissariamento”

Alessandro Russo, capogruppo in Consiglio comunale del Pd, ha attaccato Sud chiama Nord, Basile e Cateno De Luca. In una nota ha scritto: “La notizia della necessità di raccogliere le firme per la presentazione delle liste a sostegno di Basile – come chiunque fosse mediamente informato sulle norme e fosse in buona fede sosteneva già ad aprile – apre uno scenario osceno e vergognoso per Messina. Quello di essere nuovamente vittima di un commissariamento lungo, di nuove elezioni comunali e di altri mesi, forse anni, di attività amministrativa paralizzata”.

“Proprio mentre i fondi PNRR – ha proseguito – devono essere spesi e rendicontati. Proprio mentre il Governo insiste con la follia del ponte sullo Stretto. Un disastro politico per la città. Che paga ancora una volta la scelta di De Luca e di Sud Chiama Nord di utilizzare Messina per i propri interessi politici, per le proprie mire e ambizioni regionali e nazionali. Ancora una volta, una città usata per il tornaconto politico del Reuccio. Dopo due dimissioni di seguito, anche la ýbris di presentare liste senza firme, modello ‘marchese del Grillo’, l’arroganza politica di pensare di potere tutto e comunque”.

“Una pagina grave – ha concluso -, anche per chi quelle liste avrebbe dovuto controllarle e porsi almeno a livello teorico se le firme fossero necessarie o meno. Un andare serenamente avanti con atteggiamento che ora rischia di pagare la città. Vedremo cosa succederà. Ma se Messina perderà altri due anni appresso a immobilismo e commissari, la responsabilità è chiara. Non se ne può più di vedere questa città usata politicamente come fosse lo scendiletto di nessuno”.

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