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Susanna Tamaro: “Una grande storia d’amore è una sinfonia dedicata alla vita”

Rosaria Brancato

Susanna Tamaro: “Una grande storia d’amore è una sinfonia dedicata alla vita”

mercoledì 18 Novembre 2020 - 09:57
Susanna Tamaro: “Una grande storia d’amore è una sinfonia dedicata alla vita”

Intervista all'autrice di Và dove ti porta il cuore, che torna al romanzo con "Una grande storia d'amore". Un libro sulla vita, sul destino che ci può vedere vittime o protagonisti. Sta a noi decidere

E’ una sinfonia di strumenti dedicata all’amore per la vita, all’amore che cementifica. Questo libro l’ho vissuto come una grazia, come una felicità, come un regalo. Pensavo che avrei avuto bisogno di altri anni per tornare a scrivere un romanzo, magari tra un paio di anni. Invece mi è esploso in mano come un petardo, era dentro di me, era pronto”. Ed è proprio così, “Una grande storia d’amore”, l’ultimo libro di Susanna Tamaro (edizioni Solferino), è un vibrare d’orchestra dell’amore sotto ogni forma, di quella luce che va a illuminare angoli bui e stravolge spesso il cammino che ci siamo prefissi.

Andrea ed Edith ma non solo

L’autrice dell’indiscusso successo internazionale Và dove ti porta il cuore, torna a sorprenderci con un nuovo romanzo, finito di scrivere, racconta, prima della pandemia “per fortuna, altrimenti non avrei avuto più lo stesso stato d’animo indispensabile per farlo”. Una grande storia d’amore, quella del capitano Andrea (uomo di mare a dispetto di una vita da avvocato, come il destino familiare aveva deciso per lui) ed Edith (donna ribelle, libera, appassionata della vita), ma accanto al loro incontro, e dietro, e dopo, e durante, s’intrecciano altre relazioni d’amore, che sono quelle complicate, quelle che lasciano cicatrici e quelle che aiutano a crescere, in famiglia, nelle coppie.

“Non ci sono comparse”

Un romanzo pieno, come lo definisce la stessa scrittrice: “Ho voluto creare personaggi veri e compiuti. Sono tutte figure importanti, non ci sono comparse, sono tutti protagonisti. La grande storia d’amore è il racconto dell’amore per la vita. Ci sono rapporti conflittuali che ad esempio nelle famiglie si ripetono, nodi che si ripresentano fin quando non li risolvi, ci sono legami profondi, inscindibili. E poi c’è l’amore tra Andrea ed Edith che sono davvero due poli opposti, due persone totalmente diverse che scoprono di non poter fare a meno l’uno dell’altra. E’ il mio ritorno al romanzo dopo Và dove di porta il cuore, per me è come un regalo del destino. E’ un libro autonomo, c’è la storia di diverse generazioni che dà la ricchezza del  romanzo stesso”.

Quel pezzo mancante di puzzle

Intorno ad Andrea ed Edith, ci sono le storie d’amore tra madri e figli, e figlie, e ancora storie di amori interrotti a metà, storie di matrimoni antichi secondo regole che non sono più le nostre, ci sono le storie basate sull’ipocrisia, le storie che lacerano l’anima dopo che le abbiamo nutrite di illusioni. A tratti il romanzo è anche duro, come le tempeste che descrive, come gli eventi che il destino nasconde come trappole nel corso di vite che consideriamo ormai incamminate su binari tranquilli. Finchè non arriva quel pezzo di puzzle mancante che manda all’aria tutto.

Il destino lo crei tu

Sì mi sono spesso chiesta quale sia davvero il ruolo del destino. Penso però che il destino in senso più grande lo fai tu, sei tu a deciderlo nel momento in cui di fronte ad alcuni eventi decidi di reagire. Sei tu che decidi se essere vittima o usarlo per crescere. Andrea aveva una vita sentimentalmente preparata, aveva un percorso già avviato. Ma poi accade che il destino di chiede di andare da un’altra parte e allora sei tu che decidi”.

Il confine tra ombra e luce

E’, come lo definisce la stessa Tamaro, un romanzo pieno, compiuto, nel quale c’è spazio per quella relazione profonda tra uomo e natura, in tutte le sue sfaccettature, come il rapporto speciale tra la protagonista e le sue api, che avvisa sempre, bussando leggermente sulla parete dell’arnia. “Perché lo fai?” “Perché è gentile farlo” “Gentile perché?” “Se tu vivessi nell’oscurità non vorresti essere avvisato che sta per irrompere la luce?”. Il confine tra l’ombra e la luce, tra la verità e l’oscurità, unisce i fili dei capitoli del romanzo e agita le vite di tutti i protagonisti, dalla madre di Edith alla figlia Amy, in un continuo ripetersi delle stesse domande che tutti ci poniamo sulla vita e sul nostro essere qui ed ora.

Le lettere al tempo delle mail

Anche in “Una grande storia d’amore” Susanna Tamaro inserisce le lettere, c’è sempre una lettera nei suoi libri, una lettera “vera” di quelle che si scrivono con la penna ed il foglio di carta scelto con cura. Di quelle che scrivi, riscrivi e poi riscrivi ancora fin quando non rispondono a quello che è dentro il tuo cuore. Quelle lettere che nessuno oggi scrive più, sostituite dalle mail, dagli emoticon dei whatsapp, annichilite dalla freddezza dei messaggi.

“Sono un patrimonio umano”

Per me la lettera è il perno che illumina tutto, è un’introspezione intima. Bisognerebbe scrivere più lettere, anzi tornare a scrivere lettere. Da ragazza ne ho scritte tantissime. E’ triste pensare che oggi si rischia di non avere più memoria di quel momento, delle tue emozioni più vere. Quando scrivi una lettera entri in relazione con te stesso. Le lettere sono un patrimonio umano al quale secondo me non dobbiamo rinunciare. Tempo fa in cartoleria mi è stato detto che ci sono ragazzi che stanno tornando a scoprire il bello delle lettere. Io ho curato per anni una rubrica per un giornale e ricordo che a lungo ho ricevuto centinaia di lettere, moltissime dalla Sicilia. Erano bellissime e io rispondevo con passione. Erano scritte a mano e di una profondità commovente. Quando poi è cambiato tutto e invece delle lettere sono arrivate le mail è cambiata non solo la forma ma anche il contenuto. Nelle mail chi mi scriveva non parlava più di sé, non si apriva. Conservo ancora decine di lettere, ma nessuna mail”.

La presentazione su Facebook

Susanna Tamaro raramente ha fatto tour di presentazione, ha sempre prediletto pochi incontri “Li ricordo tutti, è importante il rapporto con i lettori”. Adesso, con il covid, si utilizzano i social e la scrittrice incontrerà virtualmente i lettori  domani, giovedì 19 novembre alle 19, in diretta facebook dalla libreria Bonanzinga per raccontare quella che per ognuno di noi è “una grande storia d’amore”, quella per la vita.

“Siamo testimoni di un miracolo”

Perché, come scrive Edith ad Andrea….“Ora ho capito che c’è un Bene che ci sovrasta, un Bene che prima ci genera nella nascita e poi, in modo misterioso e diverso, ci rigenera nella morte. Senza questa idea di flusso, senza questa idea di dono credo che sia difficile vivere una vita degna di questo nome. La vita potrebbe non esserci, e invece c’è. Potremmo essere come Marte, come la Luna, come Saturno, sfere di sassi che ruotano e nuotano nel vuoto siderale. Invece siamo creature vive su questa piccola meravigliosa Terra. Dovremmo essere testimoni di questo miracolo. E testimoni vuol dire non arrendersi, non smettere di stupirsi, non permettere che i fantasmi che generano le piccole morti quotidiane abbiano il sopravvento sui nostri giorni”.

Dovremmo essere testimoni di questo stupore ogni giorno.

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