600 firme alla petizione e alcune sponde politiche non bastano a far passare l'istanza per il cambio degli orari della raccolta differenziata
Taormina – Il Comitato per il diritto al sonno incassa la bocciatura della mozione per la revisione degli orari di conferimento fella spazzatura ma non si arrende e rilancia.
“C’è delusione per la bocciatura della mozione che avrebbe esteso l’orario di conferimento fino alle 7 – spiegano i portavoce Marco Rao e Maurizio Andreanò – ma il Comitato resta disponibile al dialogo con l’Amministrazione per una soluzione equilibrata. Oltre 600 firme in pochi giorni sulla petizione online e segnali trasversali di solidarietà (Italia Viva, Azione, Forza Italia, Fratelli d’Italia), sono un ottimo segnale, la nostra è una battaglia civile, non partitica: chiediamo soltanto il rispetto del diritto al riposo”.
Il secco no di De Luca
Il Comitato sembra quindi accogliere la mano tesa del sindaco Cateno De Luca che, intervenendo in consiglio prima del voto, sabato sera, aveva tuonato definendo “strumentali e offensive” le dichiarazioni di chi aveva espresso il disagio di alcuni cittadini, aveva difeso l’ordinanza ma aveva lasciato uno spazio aperto alla mediazione”.
Consiglieri contro
Il movimento che porta avanti la battaglia per il diritto al sonno a Taormina stigmatizza in particolare il comportamento dei consiglieri comunali. “Abbiamo assistito a consiglieri — nostri concittadini — che, senza proferire parola, hanno alzato la mano per bocciare la mozione presentata dal gruppo consiliare Rinascimento Taormina. Una mozione che, se approvata, avrebbe dato subito risposta al disagio che da oltre un anno subiamo: la privazione del diritto al sonno, costretti a conferire i rifiuti tra l’1:30 e le 5:00 del mattino”.
“Non si trattava di una questione di schieramenti politici, ma di un diritto fondamentale. È triste constatare che nell’aula in cui dovrebbero essere discussi e risolti i problemi della città, alcuni rappresentanti abbiano preferito il silenzio, scegliendo di alzare la mano solo per logiche di contrapposizione politica, senza mai affrontare il merito della questione”.
Il Comitato pronto a collaborare
“In questi giorni, nostro malgrado, ci siamo trovati al centro di una battaglia mediatica che non abbiamo cercato né voluto, ma che abbiamo dovuto intraprendere per difendere la dignità della nostra richiesta. Nonostante la delusione di ieri sera, restiamo convinti che la strada del confronto sia l’unica utile per giungere a una soluzione definitiva. Abbiamo colto segnali di apertura e ci auguriamo che si traducano in atti concreti. Da parte nostra c’è e ci sarà la massima disponibilità a collaborare con l’amministrazione per individuare soluzioni che garantiscano il decoro urbano – che è anche una nostra priorità, da residenti del Corso – senza sacrificare i diritti dei cittadini.
Infine, ci auguriamo che, oltre a un decoro delle strade, si possa ristabilire anche un decoro nei rapporti istituzionali e verbali: perché il rispetto non si misura solo con la pulizia delle piazze, ma anche con il modo in cui si trattano i cittadini che chiedono ascolto.
Sponde politiche alla battaglia
La nostra battaglia non è politica, ma civile. Ed è proprio per questo che consideriamo un segnale positivo le tante testimonianze di solidarietà ricevute, trasversalmente, insieme al sostegno concreto di oltre 600 cittadini che hanno firmato la petizione online. Voci diverse, unite da un messaggio comune: il diritto al riposo non ha colore politico e riguarda l’intera comunità. Continueremo a portare avanti la nostra istanza con determinazione e con la stessa apertura al dialogo che ci ha guidati fin dall’inizio.

Messina, la sua provincia, la Sicilia, la povera Italia, ecco a cosa sono ridotte: un paese di musichette (Schifez), nani ciarlieri, ballerine fuori posto e lacchè.