Tari, in Consiglio il sì all'adeguamento dei costi dei rifiuti: tariffe su del 9%, ecco perché

Tari, in Consiglio il sì all’adeguamento dei costi dei rifiuti: tariffe su del 9%, ecco perché

Giuseppe Fontana

Tari, in Consiglio il sì all’adeguamento dei costi dei rifiuti: tariffe su del 9%, ecco perché

venerdì 31 Luglio 2026 - 07:00

La raccolta e lo smaltimento costeranno oltre 69 milioni nel 2026 contro i circa 63 dello scorso anno. Basile attacca la Regione Siciliana. La tabella per nucleo familiare

MESSINA – La commissione Bilancio prima e il Consiglio comunale poi hanno approvato la delibera n.154 del 28 luglio 2026. All’interno del documento ci sono i costi relativi alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti in aumento rispetto al precedente quadriennio. Nel Piano economico finanziario (Pef), infatti, sono evidenziate le cifre per ogni anno, fino al 2029. Il 2026 è il più “caro”, con 69.221.472 euro. Per il 2027 i costi ammonteranno a 67.533.666 euro. Per il 2028 a 66.309.068 euro e per il 2029 a 66.671.734. I voti favorevoli sono stati 19, tutti in quota maggioranza. 11, invece, i no.

Il Consiglio in contemporanea ai fatti di Pistunina

Un pomeriggio di lavori, quello di ieri, che si è aperto con la richiesta di rinvio della seduta per quanto stava accadendo in contemporanea a Pistunina, con i mezzi di soccorso in azione dopo il crollo di un grande palazzo con appartamenti e due esercizi commerciali. Non a caso a presiedere la seduta è stato il vicepresidente Nello Pergolizzi, con il presidente del Consiglio comunale Massimiliano Minutoli impegnato al Coc.

La richiesta di Scurria, però, è stata respinta dai capigruppo. “A maggioranza la conferenza dei capigruppo ritiene, nonostante la situazione non ancora molto chiara su feriti, dispersi o deceduti, che in ragione dell’importanza della delibera e degli approfondimenti in commissione si debba continuare coi lavori”. Pergolizzi ha fatto riferimento al possibile rinvio del Consiglio comunale a domani, sottolineando come ci sarà uno sciopero (quello dei dipendenti comunali, ndr) e la scadenza per l’approvazione della delibera ormai alle porte. Una scelta “difficile” in un senso o nell’altro, com’è stata definita poi da diversi consiglieri in dibattito. E anche per la delicatezza della giornata, il confronto è stato ridotto alle sole dichiarazioni di voto.

I costi di gestione salgono a 69 milioni di euro

Andando alla Tari, il costo della gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Messina per il 2026 passa quindi dai 63 del 2025 a 69 milioni di euro. Questo a causa dell’aumento dei costi puri (come il carburante), ma anche dell’aggiornamento al rialzo del contratto di servizio del personale, che ha fatto lievitare la cifra spesa ogni anno di circa 2 milioni e mezzo. E in più all’appello mancano circa 6 milioni di euro, risorse che la Regione ha assegnato negli ultimi anni al Comune sotto forma di contributi per supportare i costi del trasferimento dei rifiuti fuori dalla Sicilia. Sono 2 milioni l’anno per 3 anni.

La Tari aumenta del 9% medio a famiglia

E cosa comporterà questo aumento inserito nel nuovo Piano economico? Una risalita della Tari per i cittadini. Si parla di circa il 9% medio a famiglia. L’aumento dei costi totali dal 2025 al 2026 è del 9,67%. I costi fissi sono passati da 27.852.473,00 a 31.241.549,00 euro: è il 12,17% in più in un anno. Leggermente inferiore, invece, l’aumento dei costi variabili: da 35.267.681,00 a 37.979.923,00 (il 7,69% in più). Il totale è quindi di 69.221.472 euro, ripartiti per il 49,40% sulle utenze domestiche (34.197.976,17 euro) e per il 50,60% sulle utenze non domestiche (35.023.495,83 euro).

E le tariffe? Nuclei familiari composti da 1 persona pagheranno la parte fissa 1,81€ al mq e la parte variabile 60,32€. I nuclei composti da 2 persone, invece, 2,10€ al mq a cui si aggiungeranno 107,23€. E poi 2,28€ al mq e 120,64€ di variabile i nuclei composti da 3 persone. Famiglie da 4, invece, pagheranno 2,44€ al mq e 147,45€ di variabile. Quelle composte da 5 persone 2,46€ al mq e 194,36€ di variabile. E infine i nuclei con 6 o più persone 2,37€ al mq e 227,87€ di parte variabile.

Basile attacca la Regione Siciliana

Nelle scorse ore, prima del passaggio della delibera in commissione e in Consiglio, il sindaco Federico Basile è passato all’attacco e ha accusato la Regione per il dietrofront sui contributi. Ha affermato: “Quest’anno Palermo ha deciso di non rifinanziare il contributo di 2,5 milioni di euro destinato a coprire i maggiori costi di conferimento dei rifiuti in discarica. Una decisione che scarica direttamente sulle famiglie e sulle imprese messinesi il peso di una scelta che non dipende dal Comune e che non possiamo condividere”.

“Messina ha ridotto la Tari di oltre il 15% dal 2018”

E ancora: “L’adeguamento tariffario è la conseguenza dell’incremento del Piano Economico Finanziario del servizio rifiuti, cresciuto complessivamente di oltre 6 milioni di euro. Di questi, 2,5 milioni derivano esclusivamente dal mancato rifinanziamento regionale del contributo destinato a coprire gli extracosti di conferimento in discarica, mentre i restanti 3,5 milioni sono legati agli adeguamenti contrattuali, all’aumento del costo del carburante e all’inflazione”. Poi ha ricordato che dal 2018 “Messina ha ridotto la Tari di oltre il 15%. Proprio per questo non possiamo accettare che i cittadini paghino le conseguenze di decisioni che non dipendono né dalla qualità della gestione comunale né dal lavoro svolto in questi anni”.

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