"Tour" messinese, Crocetta a colloquio con gli occupanti del Pinelli - Tempostretto

“Tour” messinese, Crocetta a colloquio con gli occupanti del Pinelli

Eleonora Corace

“Tour” messinese, Crocetta a colloquio con gli occupanti del Pinelli

martedì 01 Gennaio 2013 - 17:04
“Tour” messinese, Crocetta a colloquio con  gli occupanti del Pinelli

Il 31 dicembre, dopo l'incontro con il commissario Croce al Comune e la visita a Casa Serena, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha incontrato gli occupanti del Teatro in Fiera e ha detto loro "Sono d'accordo quando dite che questo spazio va restituito alla città"

“Creerò un gruppo per affrontare l’emergenza Messina”. Parola di Rosario Crocetta. Luogo Teatro in Fiera occupato, ribattezzato Pinelli. Sul palco sopravvissuto alla crollo e al degrado, il Presidente della Regione siede in assemblea con gli occupanti. Di fronte , come “monito silenzioso”, le macerie della platea. Una visita breve quella del presidente ma significativa, avvenuta in occasione del suo “tour” messinese nell’ultimo giorno dell’anno. Crocetta ha parlato poco e ascoltato molto. Ma quello che ha detto risulta di fondamentale importanza per quanto riguarda il destino dell’area fieristica. Innanzitutto, ha fatto sua l’esigenza sollevata dagli attivisti, di restituire l’intera area fieristica – oltre al teatro stesso – alla città e alla libera fruizione dei cittadini.

Circa l’Ente Fiera, Crocetta ha manifestato grande apprensione ed interesse per il futuro dei diciotto lavoratori, da mesi privi di stipendio. Quasi deliberatamente ignorando la firma del suo predecessore, Raffaele Lombardo, che decreta lo scioglimento dell’Ente, Crocetta ha parlato di “riqualificare” e “rilanciare”. “L’Autorità portuale non può cacciare l’Ente Fiera”, ha dichiarato nel suo primo intervento. “Un’istituzione che serve alla città e va recuperata e resa produttiva. Messina ha bisogno della sua Fiera Campionaria”.

Parole che sono musica per le orecchie degli attivisti, che inaugurando l’incontro avevano esordito con la speranza che “a partire da questo Teatro tutta la Fiera sia un bene comune”. Crocetta non si è sbilanciato a promettere tanto, tuttavia si è dichiarato d’accordo, più volte, sulla necessità che l’area venga restituita alla città e aperta ai cittadini. “Mi convince quando dite che deve diventare una struttura per i cittadini!”. Il Presidente ha sollevato, però, qualche riserva sulla possibilità di conservare la struttura del Teatro in sé, pur definendola “poetica”. Nei prossimi mesi bisognerà capire se recuperare l’area in sé o aprirla in stile passeggiata a mare, spostando la Fiera in un’altra zona della città e demolendo, così, i padiglioni. Anche se non tutti possono essere abbattuti, come fanno notare gli occupanti, più che mai documentati a tal proposito. Alcuni padiglioni, infatti, rappresentano un raffinato esempio di architettura moderna ad opera di Filippo Rovigo e Vincenzo Pantano. Su questo punto, Crocetta taglia corto: “Farò un tavolo tecnico tra l’assessorato dei Beni Culturali e del Territorio per analizzare i vari aspetti e prendere le giuste decisioni .Dobbiamo capire cosa dobbiamo fare. Demanio o no, è la Regione che ha competenze esclusive in tema di paesaggio”. La Regione ha infatti il potere di veto su qualsiasi progetto presentato dall’Autorità Portuale e e del Comitato di cui fa parte insieme a Comune, Provincia, ed imprenditori privati. Un potere che Crocetta sembra prontissimo ad usare.

Francesco Quero, presidente della IV circoscrizione, ha approfittato dell’occasione per invitare il Presidente o un suo delegato, alla riunione del consiglio straordinario, che il IV quartiere – solidale con gli attivisti fin dal primo giorno – ha deciso di indire giorno 10 gennaio nei locali dell’ex Irrera a Mare. “Un’assemblea per mettere a confronto cittadini ed istituzioni” ha spiegato. Il segretario generale dell’Autorità Portuale, Simone Di Sarcina, ha già accettato l’invito di partecipare.

Dichiarazioni importanti, dunque, nell’incontro di ieri. Ma anche tanta emozione. Parlano a cuore aperto i gli occupanti, per la maggior parte ragazzi. “La sua campagna elettorale era segnata dalla parola rivoluzione. Noi siamo qui per dare concretezza a quella parola che lei ha utilizzato allora”, ha esordito Marco Letizia, attivista e studente di filosofia . “Sono cosciente del fatto che lei e noi rappresentiamo due binari paralleli, ma ci possiamo incontrare, almeno su problemi specifici come questo”.

Sarebbero tanti i temi da affrontare. Tante le cose da lamentare, in una città ferita che – come ricordato in assemblea – perde otto persone al giorno, costrette a migrare altrove. Ma il tempo è tiranno e il Presidente va via, non prima di stringere la mano a tutti i presenti.Le ultime battute scambiate sulla via dell’uscita sono riservate al Ponte sullo Stretto e al Muos di Niscemi.

“Nel giro di qualche mese la Regione uscirà dalla Società Stretto di Messina”, ha dichiarato con sicurezza Crocetta. Più vaga , invece, la sua risposta sull’impianto satellitare che l’esercito americano sta installando a Niscemi: “qui entrano in gioco diverse problematiche da valutare …”.

Andato via il Presidente con la sua scorta, al Teatro sono iniziati i preparativi per il Cenone della sera.(Eleonora Corace)

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2 commenti

  1. Ci voglio credere a crocetta….

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  2. Ho visto il largo Giuliani, adesso il Teatro Pinelli.
    Sono certo che sono state espletate tutte le formalità burocratiche per la intestazione di luoghi pubblici a persone (o personalità) che si sono particolarmente distinte in opere benemerite.
    Vergognatevi.

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