Giusva Branca e Raffaele Mortelliti: «Non solo la Calabria ma tutto il paese ha bisogno di far Tabula Rasa»

Giusva Branca e Raffaele Mortelliti: «Non solo la Calabria ma tutto il paese ha bisogno di far Tabula Rasa»

Giusva Branca e Raffaele Mortelliti: «Non solo la Calabria ma tutto il paese ha bisogno di far Tabula Rasa»

venerdì 16 Luglio 2010 - 09:29

Quattro giorni di incontri per fare “Tabula Rasa” (Reggio Calabria, dal 19 al 22 luglio)

Si chiamano Giusva Branca e Raffaele Mortelliti – fondatori e direttori del quotidiano on-line www.strill.it – i creatori dell’iniziativa culturale Tabula Rasa, una quattro giorni (19-22 luglio presso il Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”, in Parco Pentimele a Reggio Calabria) di intensi e interessanti incontri tesi a lanciare – dicono Branca e Mortelliti – «una sorta di SOS culturale calabrese che mettiamo in piedi noi, visto che le agenzie preposte a tutto ciò sono in coma profondo». Si comincia il 19 con l’incontro con Gherardo Colombo (Sulle regole – Feltrinelli) e nel giorno in cui ricorre l’eccidio di Via D’Amelio, focus sull’omicidio Borsellino e sulle mattanze di mafia con Nicola Biondo (Il patto – Chiarelettere) , Massimo Ciancimino (Don Vito – Feltrinelli) e la photoreporter Letizia Battaglia (Passione, giustizia, libertà. Fotografie dalla Sicilia – Federico Motta) faranno il punto sulla situazione attuale del rapporto fra Stato e Mafie. Il 20 luglio Attilio Bolzoni (Faq Mafia – Bompiani), Piergiorgio Morosini (Il gotha di cosa nostra – Rubbettino) e brevi monologhi di Marco Gambino tratti dallo spettacolo “Parole d’onore”, saranno i protagonisti della serata. La casa editrice Chiarelettere farà gli onori di casa il 21 luglio con Giovanni Fasanella e Rosario Priore (Intrigo internazionale – Chiarelettere) , con Marco Lillo (Papi – Chiarelettere), Antonio Massari e Giuseppe Salvaggiulo (La colata – Chiarelettere) ed il direttore editoriale di Chiarelettere, Lorenzo Fazio. L’ultima serata, quella del 22, si aprirà con l’incontro fra Umberto Ambrosoli (Qualunque cosa succeda – Sironi) e, a seguire, avverrà la premiazione della seconda edizione del premio giornalistico “La matita rossa e blu” della Fondazione Falcomatà in memoria del compianto sindaco Italo. Quest’anno verranno premiati Sergio Zavoli, Cecilia Seppia e Marcelle Padovani. La manifestazione, inoltre, ritaglierà anche degli spazi per incontri da parte degli autori con i tanti giovani interessati alla professione giornalistica. Tempostretto.it ha incontrato gli organizzatori di “Tabula Rasa”, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti:

Giusva e Raffaele, cominciamo dal titolo, c’è davvero necessità di fare Tabula Rasa, di ripartire da zero. Vale solo per la Calabria o per tutto il paese?

«Vale per tutto il Paese, vale ancora di più per la Calabria.Oggi più che mai».

Nel programma parlate di un sos culturale, di agenzie a ciò proposte ormai in coma profondo. Qual è lo stato dell’informazione in Calabria?

«E’, in realtà, uno stato variegato; a fronte di fermenti vivi, reali, ci sono situazioni stagnanti, chiuse, ferme da anni che sono funzionali al mantenimento di sacche di micro-potere, ma che, ormai, alla luce del successo dei nuovi media, sono al capolinea, a fine corsa».

L’obiettivo di Tabula Rasa sarà una sensibilizzazione forte, reale, come nel caso dell’iniziativa delle non-notizie?

«Certo che sì, almeno ce lo auguriamo. Su scala nazionale l’iniziativa ha fatto gran rumore, prima ancora di cominciare, abbiamo già contatti per la prossima edizione al fine di spostarla altrove o di crearne delle costole. Ci hanno chiamato dalla Calabria ma anche dal Nord Italia. Noi vorremmo restare a Reggio, per il futuro, ma se la città non vuole Tabularasa si farà altrove. Conosciamo troppo bene il territorio per non interpretare correttamente alcuni mugugni, consigli di abbassare i toni che ci arrivano da alcuni salotti buoni della città».

Com’è nato il cartellone di incontri che proponete? C’è un filo rosso che lega autori e temi proposti?

«Beh, sì e no. La nostra guida, che ci ha dato idee e stimolo per osare è stata senza dubbio la casa editrice Chiarelettere nelle persone di Lorenzo Fazio e Giulia Civiletti ed infatti molti degli autori pubblicano con loro. Una volta partiti, poi abbiamo allargato il campo».

Senza nasconderci dietro un dito, la Calabria è terra di ‘ndrangheta. Temete qualche boicottaggio? Che risposta vi aspettate dalla società civile?

«Dalla società civile ci aspettiamo una risposta all’altezza delle aspettative, una forte risposta dal basso, anche se il territorio non è educato a questo tipo di eventi. Non ci aspettiamo peana e riconoscimenti da una certa borghesia, come abbiamo già detto, ma questa crediamo c’entri poco con la società civile».

Il programma:

http://urbabooks.wordpress.com/tabularasa/

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