Scaletta. Zafarana: "Quei torrenti continuano a preoccupare i cittadini" - Tempostretto

Scaletta. Zafarana: “Quei torrenti continuano a preoccupare i cittadini”

Carmelo Caspanello

Scaletta. Zafarana: “Quei torrenti continuano a preoccupare i cittadini”

martedì 05 Settembre 2017 - 06:17

Visita della deputata regionale del M5S sui luoghi dell'alluvione del 2009, lungo i torrenti Divieto e Racinazzi. Ad illustrare lo stato dei fatti gli attivisti del Meetup Grilli jonici messinesi

SCALETTA ZANCLEA. Con l’avvicinarsi dell’autunno si riaccendono i riflettori sui torrenti Divieto e Racinazzi. A quasi otto anni di distanza dall’alluvione dell’1 ottobre 2009, continuano a preoccupare i cittadini, nonostante siano stati compiuti tanti lavori di messa in sicurezza. Le condizioni in cui versano i due torrenti sono state monitorate dalla deputata regionale del M5S Valentina Zafarana. Sono stati gli attivisti del Meetup Grilli jonici messinesi ad illustrare lo stato dei fatti, recandosi sui luoghi che furono palcoscenico della tragedia, costata 37 vittime.

“Uno dei torrenti, alla sua foce – spiega Zafarana – è pieno di sabbia, depositata dalle onde del mare (il riferimento è al Divieto). Questo è motivo di grande preoccupazione per i cittadini perché saggiamente sostengono che alle prime piogge nulla esclude che ciò potrebbe essere di intoppo allo scorrere del fango proveniente da monte. L'altro torrente – prosegue la deputata regionale – pare sia ancora un cantiere aperto, e nulla si sa degli sviluppi. Chiederò informazioni alla Protezione civile regionale e al Genio civile”.

Ma una riflessione Valentina Zafarana la fa: “Ogni volta, ogni santa volta – sbotta – quanto tempo deve passare perché dei lavori di messa in sicurezza del territorio vengano conclusi e la gente possa sentirsi veramente al sicuro? E non si tratta solo di completare, ma anche di fare azioni efficaci sotto il profilo tecnico. Perché il torrente Divieto alla sua foce – si chiede Zafarana – è oggi pieno di sabbia?”. Purtroppo la situazione è uguale, anzi anche peggiore, per quanto concerne tanti altri torrenti nel versante jonico della provincia di Messina.

Carmelo Caspanello

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