Consiglio comunale di fuoco sul bilancio consuntivo (approvato) di Messina Social City. Tutti contro il presidente: ecco perché
MESSINA – Pomeriggio di fuoco in Consiglio comunale, non per il caldo estivo ma per i toni da “tutti contro tutti” che hanno infuocato l’aula. Partendo dall’inizio, il tema trattato è stato il bilancio consuntivo 2024 di Messina Social City. È stato votato favorevolmente da 12 consiglieri su 23 presenti (3 contrari, il Pd, e 8 astenuti, tutto il centrodestra). La discussione, però, è stata lunga e con tante richieste di spiegazioni in alcuni passaggi, soprattutto da parte del Pd, e con Fratelli d’Italia a presentare un emendamento (anche questo approvato).
Cos’è successo in aula
I toni si sono alzati, però, dopo un intervento di Felice Calabrò, capogruppo dem, che ha chiesto spiegazioni su alcuni passaggi del bilancio. Ma se il clima si è infuocato non è stata “colpa” delle domande del consigliere (o meglio, non direttamente). Il presidente del Consiglio comunale Nello Pergolizzi ha attaccato le commissioni, citando la durata della Bilancio di ieri (circa 50 minuti) e spiegando che “i ruoli non si devono invertire” tra le stesse commissioni e il Consiglio. E cioè: la commissione serve per approfondire le delibere prima dell’arrivo in Consiglio, “e non il contrario”. Tanto da arrivare a ipotizzare che senza “un’inversione di tendenza proporrò che le commissioni non si facciano più”.
L’intervento di Pergolizzi è stato duro e polemico, tanto da far inasprire i toni. E paradossalmente ha messo tutti d’accordo, ma contro la presidenza stessa. Il più infuocato è stato Pippo Trischitta, capogruppo di Con De Luca con Basile, partito vicino al sindaco e della stessa area, quindi, di Pergolizzi. Dopo aver urlato fuori microfono che “se De Luca ha un fratello come lei, allora lascio il gruppo”, in riferimento ai rapporti personali tra il presidente e l’ex sindaco, leader di Sud chiama Nord, ha preso la parola ufficialmente e ha rincarato la dose. Ha affermato che Pergolizzi ha detto “cose gravissime” e, dopo averlo attaccato, ha aggiunto che presenterà una mozione di sfiducia nei suoi confronti e lascerà il gruppo politico in cui è attualmente.
Tutti contro Pergolizzi
Ma le parole di Pergolizzi hanno indispettito anche gli altri presenti. Prima era stato Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, a rispedire al mittente le critiche sul ruolo delle commissioni, sottolineando il grande impegno che tutti i consiglieri mettono in ogni seduta. Dopo Trischitta e Calabrò (anche lui ha rispedito al mittente sottolineando che “in Consiglio farò sempre tutte le domande del caso”), è stata la presidente della commissione Bilancio, Margherita Milazzo (di Sud chiama Nord), a difendere il suo lavoro e attaccare sia Pergolizzi sia il Pd (perché più volte dai banchi dem si è parlato proprio del lavoro delle commissioni). A rispedire le critiche di Pergolizzi al mittente è stato poi anche Francesco Cipolla, capogruppo di Basile sindaco, seppur con toni nettamente meno provocatori dei colleghi. Avrebbe voluto prendere la parola per difendere i lavori in commissione anche la capogruppo di ScN Nicoletta D’Angelo, a conferma di quanto dalla “maggioranza politica” in tanti siano rimasti spiazzati dalle parole di Pergolizzi, che di quella stessa maggioranza in Consiglio comunale è, di fatto, il leader.
Le parole di Pergolizzi: “Così non farò più fare commissioni”
Ma cos’ha detto Pergolizzi? Testualmente: “Io ho visto la durata della commissione che ha trattato questa proposta di delibera. Ho l’impressione che in 50 minuti si sia valutata e votata questa proposta di delibera. E allora io chiedo ai presidenti e ai componenti delle commissioni che si faccia un approfondimento maggiore nelle commissioni perché questo è il compito delle commissioni. Io ho l’impressione che abbiamo scambiato il ruolo delle commissioni con quelle del Consiglio e viceversa. Quindi se, e dico se, non c’è un’inversione di tendenza, io personalmente proporrò che le commissioni non si facciano più. Faremo solo Consiglio. Non è concepibile che in quest’aula, durante i lavori di Consiglio, si debbano ascoltare interventi di natura prettamente tecnica che riguardano le competenze delle commissioni. Tutti abbiamo i nostri rappresentanti nelle commissioni. Quindi invito i presidenti, i capigruppo e tutti i consiglieri a fare molta attenzione. Perché le commissioni servono a un determinato scopo, cioè quello di approfondire i contenuti delle proposte di delibera. Se arriviamo qui con mille dubbi, evidentemente non abbiamo lavorato bene nelle commissioni. Questo non è consentito, o almeno io non lo consentirò più. Qualora si continuasse su questo tipo di andazzo, il presidente assumerà delle decisioni”.
Trischitta: “Lei è inadeguato”
Dopo la sfuriata fuori microfono, Trischitta ha parlato durante le dichiarazioni di voto: “Perché mi sono innervosito? Intanto perché sono un avvocato, ho una professionalità, un onore e una dignità. Non mi sento rappresentato da un presidente del Consiglio che dovrebbe difendermi e invece in una seduta in streaming fa appunti sul mio svolgimento dell’attività e che, quasi quasi, è come se truffassi il gettone di presenza. Lei è abbastanza intelligente e fa questi interventi affinché restino agli atti. Lei ha sbagliato intervento completamente, pur di colpire noi”. E poco dopo: “Lei attacca un componente del nostro gruppo allargato, la presidente della commissione. Lei non può accusare le persone e non accettare le repliche. Sono vicepresidente della commissione Bilancio ed ero presente ieri: lei mi ha detto che ieri abbiamo truffato la presenza. Lei non è in grado di fare il presidente, glielo dico chiaramente. Lo sta dimostrando anche adesso”.
Poi l’affondo: “Lei non sa farlo. Avrebbe dovuto dire al collega Calabrò che le domande si fanno in commissione e non in Consiglio comunale, dove non si fanno gli approfondimenti. Lei da tempo accusa i componenti delle commissioni. Io ho la mia dignità e lei continuamente la mette in discussione. Le commissioni si svolgono meglio dei Consigli. Lei non rispetta il regolamento, non convoca i capigruppo, dà cinque o sei volte la parola agli stessi componenti. Per questo presenterò una mozione di sfiducia in questi giorni e le dico pure che mi costringe a lasciare questo gruppo perché non voglio entrare in contenzioso né con Basile né con altri. Lei è inadeguato a fare il presidente del Consiglio”.
Se Trischitta lascia, i consiglieri di Basile restano 12
Cosa succederà ora? È da vedere se alle parole rilasciate in aula (e disponibili in streaming sul portale del Comune di Messina) seguiranno i fatti. Se Trischitta lasciasse i gruppi di maggioranza, legati al sindaco Federico Basile resterebbero 12 consiglieri. Oltre a Pergolizzi ci sarebbero Cipolla, Giannetto, Busà e Schepis di Basile sindaco, Rinaldo, Mortelliti e Caruso di Con De Luca per Basile e D’Angelo, Feminò, Milazzo e Papa di Sud chiama Nord.

Un gruppo di condomini scadenti in un condominio da quattro soldi. Ma del resto, la selezione degli eletti è inesistente, e questo ne è l’inevitabile, triste, deprimente, risultato. Oppure, è tutto teatro: infatti, a ben guardare, dei “dubbi” di merito sul bilancio della Messina social city, alla fine non se ne sa nulla, notizia subissata dalle liti all’interno della cosiddetta “maggioranza” deluchina. Che sia una strategia? Mah, forse li faccio troppo intelligenti….
Lascio cento trischitta, prendo un Pergolizzi
Dopo una vita in consiglio tra forza italia fratelli d’italia si sono accasati nel contenitore di famiglia adesso tirano calci, non hanno capito che sono all’ultima spiaggia non li voterà piu nessuno ti tizi non fanno gli interessi di Messina ma i loro. mi fermo
La mia grande paura é che li ritroveremo alle prossime elezioni ……e che verranno nuovamente eletti.
Povera messina.
Gettoniiiiiiiiii, gettoniiiiiiiiii
Come quando il bue dice cornuto all’asino