Nella struttura circondariale di Barcellona il giovane si sarebbe tolto la vita. L'omicidio della 40enne era avvenuto a Messina in agosto
BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Un agente di polizia penitenziaria lo ha trovato impiccato nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. L’ipotesi è che Bessem Slimeni, il 22enne tunisino che aveva confessato l’omicidio della 40enne Melissa Echevarria, si sia suicidato.
Da parte sua, il procuratore capo di Barcellona Giuseppe Verzera ha aperto un fascicolo al contro ignoti e disposto il sequestro della documentazione sanitaria del detenuto. Fino al giorno prima il giovane era sottoposto a un regime di sorveglianza speciale.
Mercoledì prossimo sarà conferito l’incarico per l’autopsia.
La morte di Melissa Echevarria a Messina
I fatti furono ricostruiti grazie alle indagini della Squadra mobile di Messina, coordinate dalla Procura. Indagini avviate a seguito del ritrovamento, lo scorso 14 agosto, del cadavere della donna, in avanzato stato di decomposizione, all’interno del cortile adiacente a un immobile disabitato in via La Farina.
L’acquisizione e l’analisi delle immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza presenti vicino al luogo di ritrovamento del corpo della donna e l’ascolto di testimoni hanno consentito di appurare come, nella serata dell’11 agosto, Melissa Echevarria fosse entrata nel cortile della casa disabitata attraverso un foro ricavato in una recinzione, seguita a poca distanza da un uomo, che l’aveva prima rincorsa e poi raggiunta. Secondo il reo confesso, sarebbe scoppiata una lite, poi degenerata, per la sparizione di 100 euro.

Le successive attività della polizia hanno consentito di identificare l’uomo presente sulla scena del crimine, detenuto da alcune settimane per altri fatti. E, interrogato dal pubblico ministero, il 22enne ha confessato di aver commesso l’omicidio.
Melissa Echevarria era di origine sudamericana ma radicata in Sicilia. Ed è stata sepolta al cimitero di Canneto, a Lipari.

