Truffa Ue presunta a UniPa, le gole profonde e il laboratorio a Lipari

Truffa Ue presunta a UniPa, le gole profonde e il laboratorio a Lipari

Alessandra Serio

Truffa Ue presunta a UniPa, le gole profonde e il laboratorio a Lipari

giovedì 02 Aprile 2026 - 08:30

I retroscena e la nota del rettore Midiri che ha avvisato una indagine interna: "Massimo rigore coi responsabili"

PALERMO – “La notizia relativa alla presunta truffa ai danni dell’Unione Europea, che sta coinvolgendo la nostra Università, suscita profondo dolore e ferma indignazione. Esprimo piena fiducia nella magistratura e assicuro che, qualora i fatti venissero accertati, l’Ateneo adotterà ogni misura necessaria, agendo con il massimo rigore nei confronti dei responsabili di condotte che giudichiamo inaccettabili”. Così il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri commenta l’indagine che riguarda due progetti di ricerca dell’ateneo palermitano.

Indagine interna a UniPa

“La vicenda, che coinvolge un gruppo circoscritto afferente a un singolo dipartimento, ci colpisce, non solo per la rilevanza delle azioni delittuose contestate, ma anche perché rischia di offuscare l’impegno e l’integrità dei professori, dei ricercatori e del personale UniPa, i quali ogni giorno operano con spirito di servizio, competenza e senso di responsabilità nello sviluppo di attività scientifiche essenziali per il progresso della società e del paese – puntualizza Midiri – L’Università, per questo, ha già avviato un’indagine interna approfondita, che riguarderà non solo il dipartimento coinvolto, ma comprenderà anche una più ampia attività di ricognizione generale, al fine di garantire la massima trasparenza sulla gestione dei fondi dei progetti di ricerca”.

Il progetto universitario sospetto

L‘inchiesta della Procura europea solleva sospetti sul ruolo di 23 persone tra docenti, ricercatori e imprenditori. Sotto la lente sono andati due progetti di ricerca. In particolare Bythos, che tra i partner vede anche il Comune di Lipari. Il progetto Biotechnologies for human health and blue growth si muove tra ambiente e innovazione e mirava alla trasformazione degli scarti di pesce in risorse impiegabili in cura, cosmetica, nutraceutica e blue economy, attraverso ricerca e sperimentazione nel laboratorio condiviso tra Sicilia e Malta.

Il laboratorio di Lipari

L’ipotesi della Procura di Palermo è che il progetto, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg Italia-Malta 2014/2020, è stato usato per dragare fondi attraverso rendicontazioni di spesa false o gonfiate. Il sospetto degli investigatori ha trovato le prime conferme nelle dichiarazioni di due ricercatori che, dal settembre 2021, hanno svelato come venivano gestite le spese per falsare i rendiconti: attività di ricerca mai effettuate, materiali attestati ma mai usati in laboratorio, che comparivano nei documenti ma non nei laboratori, i materiale di precedenti ricerche dichiarati come nuovi acquisiti, ma soprattutto il laboratorio di Lipari che avrebbe dovuto essere il cuore scientifico del progetto, invece ha dato il via alla discovery della Procura europea.

I personaggi chiave dell’inchiesta

Al centro dell’inchiesta ci sono due figure precise, come spiega lo stesso giudice per le indagini preliminari che, pur ravvisando i gravi indizi non ha accordato gli arresti chiesti dalla Procura per mancanza delle esigenze cautelari. “E’ emersa la ripetuta realizzazione di condotte truffaldine, poste in essere principalmente al professore Arizza Vincenzo, nella qualità di responsabile scientifico dei progetti europei e direttore del dipartimento Stebicef, da imprenditori privati, legali rappresentanti di società, dal faccendiere Fabrizio Antonio e dai soggetti vicino al professor Arizza, gravitanti a diverso titolo nell’ambito del dipartimento universitario”.

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