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Turismo Reggio: segnali di ripresa al Castello Aragonese

Elisabetta Marcianò

Turismo Reggio: segnali di ripresa al Castello Aragonese

venerdì 18 Giugno 2021 - 08:37

"Un turismo di qualità rispetto a prima. Pochi, ma interessati. Si fermano molto di più, chiedono, cercano di approfondire la storia e le origini del luogo"

La pandemia non ha risparmiato nessun settore, sicuramente però il mondo del turismo è stato tra i più duramente colpiti. Il divieto di viaggiare se non per motivi strettamente necessari, la chiusura dei luoghi di cultura hanno danneggiato gravemente le casse del settore con conseguenze drammatiche sugli addetti ai lavori che, in molti casi, hanno chiuso le attività o perso il lavoro. Inoltre il covid19 ha cambiato anche il modo di viaggiare. Stop alle mete internazionali, il turismo si fa più “casalingo” per le troppe restrizioni, ma anche per la paura di muoversi. Nelle ultime settimane le zone bianche (quasi in tutta Italia), l’arrivo dell’estate, il gran numero di vaccinazioni, hanno dato il via libera a milioni di italiani che si stanno spostando da una regione all’altra. Turismo di ritorno, ma anche pause terapeutiche per riuscire a sentire nuovamente la normalità.

Il Castello Aragonese

Anche Reggio Calabria (nonostante zona gialla fino al 21 giungo) inizia da avvertire una timida ripresa. La riapertura dei più importanti luoghi di cultura comincia a dare qualche segnale importante. Tra questi il Castello Aragonese che insieme ai Bronzi di Riace costituisce uno dei principali simboli storici della città di Reggio. La fortificazione, situata al centro della città, nonostante il nome ha origini antichissime. L’esistenza documentata di un vero e proprio castello, infatti, risale all’anno 536 d.C. Scampato al terribile terremoto del 1908, è oggi uno dei maggiori attrattori reggini.

Alcuni dati

Ieri, uno degli impiegati, ci ha riferito qualche notizia interessante rispetto ai flussi turistici delle ultime settimane “il castello ha riaperto al pubblico lo scorso 31 maggio. Ad oggi i registri contano circa 250 visitatori. Pochi cittadini, in quota maggiore reggini residenti fuori rientrati in città in visita a parenti, pochissimi stranieri. La percezione che ho avuto è di un turismo di qualità rispetto a prima. Pochi, ma interessati. Si fermano molto di più, chiedono, cercano di approfondire la storia e le origini del luogo. Siamo ancora, per le disposizioni del DCPM, dentro un regime di apertura ridotto e senza biglietto. Aperti dal lunedì al venerdì, sabato pomeriggio e domenica chiusi. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi con il ritorno della regione in zona bianca.” – conclude.

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