Il giudice del lavoro ha rigettato il ricorso presentato da Cgil, Cisl e Uil contro le delibere sulla riorganizzazione degli uffici e dei servizi dell’ente e sull’individuazione dei criteri per l’attribuzione delle posizioni organizzative
“Non è ravvisabile alcun comportamento antisindacale da parte dell’amministrazione resistente e il ricorso deve essere rigettato in ogni sua parte”. Questo il dispositivo del provvedimento emesso dal Giudice del Lavoro di Messina, in merito al ricorso inoltrato da Cgil, Cisl e Uil contro le delibere con le quali la Provincia regionale di Messina, lo scorso 17 aprile, ha provveduto alla riorganizzazione degli uffici e dei servizi dell’ente (delibera 104) e all’individuazione dei criteri per l’attribuzione delle posizioni organizzative (delibera 105).
La scorsa primavera, le due delibere avevano suscitato la reazione veemente dei sindacati, che avevano mobilitato i propri iscritti nel corso di un’assemblea, a maggio, e proceduto alla loro impugnazione. In particolare, in merito alla delibera 104, Cgil, Cisl e Uil avevano contestato la violazione degli obblighi di informazione, consultazione e concertazione e la condotta, a loro dire, antisindacale dell’amministrazione provinciale. In merito alla delibera 105, la contestazione avevano la violazione dell’obbligo di informazione preventiva.
«Sulla legittimità dell’operato della Provincia regionale di Messina, tuttavia – si legge in un comunicato – si è espressa categoricamente la magistratura che ne ha pienamente confermato la bontà e la coerenza con quanto prescritto dalle norme di diritto»
