Il direttore risponde la consigliere comunale Cucinotta e ne “approfitta” per chiarire «alcuni aspetti della gestione aziendale»
Anni di lamentele e denunce ai piani superiori dell’azienda ospedaliera G.Martino da parte del personale interno e nulla si è mai mosso, secondo quanto ci raccontano alcune fonti interne, ma è bastata una interrogazione del consigliere comunale del Pd Nicola Cucinotta (vedi articolo correlato) a suscitare la reazione del direttore generale Giuseppe Pecoraro. Il manager palermitano scende personalmente in campo e replica alle accuse dell’esponente politico, che raccogliendole segnalazioni di alcuni pazienti aveva denunciato la carenza di un farmaco nel Reparto di Neurochirurgia e l’assenza di corredo(lenzuola e coperte) nei vari padiglioni, a cui – pare – debbano provvedere i singoli utenti.
La replica di Pecoraro non conferma ma neanche non smentisce del tutto quanto riportato nel documento di Cucinotta. A proposito della presunta mancanza di un farmaco prescritto dagli stessi medici del Policlinico, Pecoraro precisa che « è possibile che qualche farmaco non sia disponibile, perché non inserito nel Prontuario Terapeutico Regionale.E’fatto infatti divieto alle Aziende fornire o prescrivere farmaci non previsti dal predetto prontuario, a carico del Servizio sanitario regionale». Dopo «un’indagine approfondita» è emerso che il farmaco in questione non rientrava nel prontuario.
Per quanto riguarda «l’invito rivolto ai pazienti di portarsi da casa il corredo», il dg del Policlinico sollecita il consigliere comunale di opposizione « ad indicare, in privato, il reparto in cui si é verificato, in modo che possa agire nei confronti di chi si è reso responsabile di un atto di così grave sciatteria atteso che l’Azienda dispone di un adeguato numero di lenzuola, cuscini, coperte e di un contratto di lavanderia».
Nella sua lettera, Pecoraro non si limita a rispondere ai due “quesiti” sollevati da Cucinotta , ma decide autonomamente di chiarire «alcuni aspetti della gestione aziendale», sottolineando che molti dei problemi sono «retaggio di un passato non lontano».
«Vi è – si legge testualmente – la complessità tipica di un’Azienda universitaria, in cui non è sempre facile far convivere le esigenze della didattica, della ricerca, dell’attività assistenziale». Il numero uno del nosocomio di viale Gazzi difende però con forza « le tante cose buone: elevate competenze professionali, alta tecnologia, spesso dedizione e generosità di tanti operatori».
L’Azienda ospedaliera universitaria, secondo Pecoraro, è lo specchio di questa città, con tutte le «contraddizioni» che la contraddistinguono. Ma quello che serve, secondo il direttore generale, è un atto d’amore da parte della collettività.«Forse – scrive Pecoraro- dovremmo volere tutti più bene al Policlinico, considerandolo bene comune e non il luogo dove si scaricano frustrazioni e insoddisfazioni per aspettative a cui l’azineda non può dare risposte adeguate , perché esulano dalle sue competenze».
Il direttore generale, poi, rassicura tutti circa la situazione finanziaria, sostenendo che le risorse assegnate dalla Regione «sono sufficienti a garantire tutte le prestazioni richieste dai cittadini e le spese che ne derivano».
