Con l'unanime approvazione del Consiglio Direttivo importante nomina al direttore del Dipartimento di Scienze pedagogiche e psicologiche del nostro Ateneo
Al convegno nazionale della Società Italiana di Pedagogia sul tema -Sistema formativo ed emergenze dell’educazione- che si è svolto ad Urbino, un segno distintivo della nostra Università ha caratterizzato la conclusione dell’interessante incontro svoltosi nella cittadina umbra. Infatti, a conclusione dei lavori cui hanno presenziato i pedagogisti di quasi tutte le Università italiane, hanno avuto luogo le elezioni del Direttivo, della Giunta e assegnate tutte le più importanti cariche per il triennio 2009/2012.
Il professore Francesco Gatto, direttore del Dipartimento di Scienze pedagogiche e psicologiche del nostro Ateneo, e precisamente alla facoltà di Scienze della Formazione, con l’unanime approvazione del Consiglio Direttivo è stato nominato nella Giunta e designato vicepresidente nazionale della Società Italiana di Pedagogia.
Nato a Reggio Calabria il 26/08/1948 e laureatosi in Pedagogia nel giugno 1970 presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Messina nel 1997 è risultato vincitore del Concorso Nazionale per n. 1 posto di professore associato per il raggruppamento di Pedagogia speciale ed ha insegnato presso l’Università di Lecce negli Anni Accademici 1998/99 – 99/2000 – 2000/2001 Didattica speciale e Pedagogia speciale.
Dal primo novembre 2001 ricopre una cattedra di prima fascia presso l’Università di Messina. Insegna presso la Facoltà di Scienze della Formazione Pedagogia della marginalità e della devianza minorile, Pedagogia speciale, Pedagogia delle emergenze.
Ammirato e stimato da molti suoi allievi il Prof. Gatto, da diversi anni a Messina, oltre a rivestire un ottimo esempio di insegnante-ricercatore presso la facoltà di scienze delle formazione costantemente è impegnato presso strutture per il recupero di minori offrendo la sua assistenza ed esperienza verso chi, purtroppo, è colpito da forme atipiche di devianza.
L’antica università di Messina non è solo cumacche e inciuci, c’è anche altro.
