La decisione finale nella seduta del 28 settembre, anche se è già stata deliberata la sospensione dell’attività didattica in alcuni corsi di laurea. Presa di posizione dell’organo di governo anche sulle recenti polemiche in merito all’approvazione dell’art.57 bis
Un segnale forte. Lo hanno chiesto a gran voce i ricercatori in servizio presso l’Università degli Studi di Messina, che come i loro colleghi del resto della penisola stanno protestando da mesi contro il Ddl Gelmini, che riforma l’intero sistema universitario e ‘stravolge’ anche il ruolo dei ricercatori universitari.
Ieri mattina, una delegazione di studiosi messinesi ha incontrato il rettore Francesco Tomasello per fare il punto della situazione. Nel corso dell’incontro, i ricercatori hanno avanzato una serie di richieste (vedi articolo correlato), tra cui il rinvio dell’inizio dell’attività didattica dei vari corsi di laurea dell’Ateneo peloritano. La palla è passata immediatamente al Senato accademico, presieduto dallo stesso Tomasello, che ne ha discusso nella seduta di ieri mattina.
“Abbiamo avviato il dibattito sulla possibilità di concedere un piccolo rinvio dell’inizio delle lezioni, ma non abbiamo ancora deliberato, facendo slittare la decisone alla seduta del 28 Settembre. Nel frattempo, abbiamo sospeso le lezioni di quei corsi di laurea che sarebbero iniziati in anticipo rispetto a tutti gli altri”. Così il Magnifico, contattato telefonicamente.
Ma nella seduta di ieri, il Senato accademico è tornato a discutere anche sulle polemiche generate dalla modifica statutaria introdotta con l’art. 57bis – quello per intenderci sulla proroga dei mandati al rettore e agli altri organi di governo e alle procedure indicate dallo stesso Senato per consentire eventuali “ripensamenti”- .
L’organo di governo ha quindi approvato una nota, condivisa da tutti i suoi componenti ad eccezione del preside di Scienze, Mario Gattuso.
-Recenti ripetute notizie di stampa, forse travisando talune dichiarazioni di un
componente del Senato Accademico – si legge testualmente – hanno adombrato il sospetto che i componenti di quel Senato, nella seduta del 2 agosto u.s., abbiano deliberato, in merito alla modifica statutaria introdotta con l’art. 57bis, essendo all’oscuro degli elementi di opportuna conoscenza e, in particolare, del contenuto di una nota ministeriale relativa alla modifica dell’art. 57. Una tale ipotesi, di fatto lesiva dell’immagine del Senato Accademico e della credibilità dei suoi componenti rispetto all’autonoma e consapevole formazione del loro giudizio e all’espressione del conseguente voto, risulta oggettivamente destituita di fondamento.
In particolare, la breve nota del Ministero dell’Università sulla modifica dell’art. 57 dello Statuto riguardante il prolungamento (in via eccezionale) dei
mandati elettivi, è stata più volte letta e puntualmente commentata dal Rettore in sede di Senato, nonché posta a disposizione di tutti i componenti di quell’organo per la personale lettura. Questi, pertanto, hanno potuto votare l’integrazione statutaria di cui all’art. 57bis, dopo adeguata valutazione e approfondita discussione, avendo piena consapevolezza dell’ argomento trattato-.
