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Posta recapitata in ritardo e disorganizzazione negli uffici

Posta recapitata in ritardo e disorganizzazione negli uffici

martedì 04 Aprile 2017 - 07:19

In una nota il Consigliere di Circoscrizione Paolo Barbera denuncia le inefficienze e chiede al Direttore Provinciale Poste Italiane S.p.A. – Filiale Me di sapere quali iniziative siano state intraprese per scongiurare i disservizi

“Quotidianamente giungono al Consiglio della V Circoscrizione del Comune di Messina, ma anche direttamente allo scrivente, lamentele circa i servizi resi da Poste Italiane nell'ambito del territorio di nostra competenza. In particolare, come da tempo più volte evidenziato, il servizio di distribuzione e consegna della corrispondenza risulta in numerose zone, a seguito del processo di riorganizzazione aziendale, particolarmente deficitario”. Il Consigliere di Circoscrizione Paolo Barbera denuncia , in una nota indirizzata al Direttore Provinciale Poste Italiane S.p.A. – Filiale Me 1 Carolina Picciocchi e per conoscenza al sindaco Accorinti , le inefficienze del sevizio postale.

“In particolare – continua il documento – lamentele giungono tanto dall'Annunziata Alta, quanto da San Licandro, dove la consegna della corrispondenza avviene in maniera del tutto incostante ed in forte ritardo, con gravissimo pregiudizio per l'utenza. Si pensi non soltanto al pericolo di distacco delle utenze – domestiche e non – derivanti dal non tempestivo recapito delle bollette ma anche e soprattutto dalle conseguenze, economiche e/o lavorative, che la mancata o tardiva consegna di una raccomandata, posta privilegiata per eccellenza, può comportare per il destinatario o il mittente della stessa”.

Barbera, “si tratta di una situazione assolutamente non più tollerabile, considerato peraltro che per usufruire del servizio postale i cittadini pagano tariffe sempre più alte, e che quella di ricevere la corrispondenza da parte di Poste Italiane e non di altri operatori, spesso, non è una scelta del cittadino”.

“Altra questione che sta generando numerosi malumori – prosegue il conigliere di circoscrizione – riguarda l'ufficio postale Scala Ritiro di via Palermo n. 555, sportello sito in un contesto molto popoloso che in talune giornate registra fino a 500 operazioni. L'ufficio, fino a circa 3 anni orsono, vedeva la presenza di 5 addetti allo sportello, oggi ridottisi ad appena 2. Ciò già comporta ordinariamente una significativa attesa per i clienti. Ma la situazione diventa insostenibile, con tempi d’attesa biblici, quando il personale presente, per assenza, malattia o ferie, talvolta imposte dalla stessa amministrazione di Poste Italiane, si riduce ad una sola unità, la quale deve svolgere servizi postali e finanziari. In tali casi, l'eventuale assenza dell'unico dipendente, per qualsiasi circostanza, comporta la momentanea chiusura dello sportello, con relativa interruzione di pubblico servizio”.

“ Tale ipotesi si verifica, seppur per periodi limitati, ad esempio – spiega il conisigliere di quartiere – quando l’unico dipendente in servizio, a causa della pausa di circa 10 minuti impostagli dal sistema informatico, deve sospendere le proprie attività lavorative, con conseguenti proteste animate dei clienti, anche ai danni dell'incolpevole dipendente presente. Il ‘non plus ultra ‘dei disagi si verifica nei giorni di consegna delle pensioni, quando, gli anziani aventi diritto, sono costretti a iniziare la fila, dinnanzi l’ufficio postale di Scala Ritiro, già dalle ore tre della notte precedente. Sono rari i casi registrati, considerando l’intero anno lavorativo, dell’invio di unità straordinaria, ma già la parola stessa esprime una soluzione circonstanziata senza alcun effetto risolutivo”.

Barbera chiede pertanto di sapere “quali iniziative siano state intraprese per scongiurare i citati disservizi, si richiede inoltre l'assegnazione di ulteriore personale stabilmente destinato ad implementare la dotazione dell'ufficio postale di Scala Ritiro e degli addetti alla consegna della corrispondenza nelle zone che presentano le maggiori criticità”.

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4 commenti

  1. Queste lamentele cadranno nel vuoto. Da circa 3 anni la mia zona (S. Michele) viene servita una volta ogni 1-2 mesi (peggio ancora in Estate), e l’utenza interessata è costretta a reclamare la corrispondenza andando personalmente al centro di smistamento di San Licandro. Poste Italiane dovrebbe essere denunziata ma, fino ad ora, nessuna associazione dei consumatori ha mai proposto una class action in merito ai disservizi.
    Vorrei sapere se questo andazzo succede anche all’utenza del Nord, ma presumo che loro non abbiano queste genere di problematiche.

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  2. Queste lamentele cadranno nel vuoto. Da circa 3 anni la mia zona (S. Michele) viene servita una volta ogni 1-2 mesi (peggio ancora in Estate), e l’utenza interessata è costretta a reclamare la corrispondenza andando personalmente al centro di smistamento di San Licandro. Poste Italiane dovrebbe essere denunziata ma, fino ad ora, nessuna associazione dei consumatori ha mai proposto una class action in merito ai disservizi.
    Vorrei sapere se questo andazzo succede anche all’utenza del Nord, ma presumo che loro non abbiano queste genere di problematiche.

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  3. MA PERCHE’ IN QUESTO CASO COSI’ ECLATANTE E CON TANTE DENUNCE LA MAGISTRATURA NON INTERVIENE PER INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO DATO CHE POSTE ITALIANE HA L’ESCLUSIVA DI ALCUNI SERVIZI DI STATO?

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  4. MA PERCHE’ IN QUESTO CASO COSI’ ECLATANTE E CON TANTE DENUNCE LA MAGISTRATURA NON INTERVIENE PER INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO DATO CHE POSTE ITALIANE HA L’ESCLUSIVA DI ALCUNI SERVIZI DI STATO?

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