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L’Associazione Xenia chiede i dati sull’inquinamento, la palla passa alla Regione

Giusy Briguglio

L’Associazione Xenia chiede i dati sull’inquinamento, la palla passa alla Regione

martedì 20 Novembre 2012 - 10:56

L'associazione Xenia non ha ottenuto i dati richiesti. La Provincia infatti non si occuperebbe della questione dal 2009, da quando è stata demandata alla Regione

L’inquinamento nella Valle del Mela è un questione importante e irrisolta. Sono tante le battaglie condotte da gruppi, associazioni, cittadini della zona contro l’inquinamento ambientale e industriale. L’associazione “Xenia”, divisione “Città viva” ha chiesto informazioni alla Provincia di Messina in merito allo stato delle verifiche e dei monitoraggi relativi alle emissioni e alle esalazioni provenienti dalla raffineria di Milazzo, la Centrale elettrica di S. Filippo del Mela, le acciaierie di Pace del Mela e le industrie che trattano materiali i cui gas sono altamente inquinanti per la popolazione.

Ma dalla provincia la risposta è la seguente: “Non abbiamo i dati”. L’unico dato disponibile è quello relativo alle emissioni odorifere che risulterebbero a norma. Per il resto, il nulla. Falde acquifere, sottosuolo, catena alimentare ortofrutticola della valle del Mela: la Provincia non sa niente perché la questione non è più di sua competenza.

Nella nota dell’ente provinciale si legge: “Relativamente all’attività di monitoraggio della qualità dell’aria nel Comprensorio del Mela, s fa presente che essa è stata gestita direttamente da questa Provincia Regionale sino al 2009 e che, in atto, tali competenze sono demandate, secondo la vigente normativa, all’Ente regione Sicilia, istituzionalmente preposto alla gestione della qualità dell’aria (…)”.

Il presidente dell’associazione, Massimiliano Mannelli, ha assicurato che l’impegno sul territorio proseguirà. “Incalzeremo ulteriormente l’ente e chiederemo altresì, alla Regione, quali motivi ostativi hanno impedito fino ad oggi di effettuare le opere per il risanamento contro l’inquinamento ambientale per sinergismo tossico ad alto rischio e i piani di bonifica per l’amianto. Sulla salute pubblica noi non scherziamo – ha concluso – e continueremo a monitorare l’operato degli enti preposti affinché si possa giungere in tempi rapidi ad una condizione ottimale di tutela ambientale”.

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