Accoglienza, Accorinti e Santisi replicano a Bramanti: Ignoranza sconcertante

«La cultura dell’accoglienza e dei diritti di cittadinanza, un’importante conquista della nostra città, sembra essere sconosciuta ai candidati a sindaco in questa competizione elettorale. Leggiamo espressioni e dichiarazioni che rivelano una profonda ignoranza di ciò che significa accoglienza e del sistema che ha caratterizzato la nostra città negli ultimi anni, frutto di un miscuglio di pregiudizi e letture precostituite che rasentano il razzismo quali quelle del candidato del centrodestra, Dino Bramanti, il quale oltre ad avere dei pessimi suggeritori ha dimostrato anche una sconcertante ignoranza dei fatti di cui parla».

Con queste parole, l’assessore alle Politiche sociali Nina Santisi ricorda che Messina è per posizione geografica città di prima accoglienza, come altre in Sicilia e nel Meridione, e spiega: «Il sistema di accoglienza promosso e costruito nel tempo dall’amministrazione, insieme al terzo settore e alla società civile, ha investito nella seconda accoglienza e nel Sistema Richiedenti Asilo e Protezione (SPRAR), proprio per andare verso logiche inclusive oltre l’emergenza che facciano sentire i cittadini messinesi e i cittadini di altri paese d’origine, sia residenti che in transito, “persone” che coabitano nello stesso territorio. Ma al candidato del centrodestra, prof. Bramanti, tale sistema è del tutto sconosciuto: per lui l’accoglienza si esaurisce in quello che chiama hot spot, senza sapere che il termine si riferisce alle operazioni di riconoscimento e fotosegnalazione che il Governo centrale effettua, attraverso la Questura e il coordinamento della Prefettura, presso il Centro di Prima Accoglienza e Soccorso che si trova nei locali della ex Caserma “Gasparro”. Non meraviglia poi che, come altri candidati a sindaco, associ al tema la delega alla legalità e alla sicurezza».

«Sulla questione operazioni hot spot e qualità della vita e rispetto dei diritti non prendiamo lezioni da nessuno – aggiunge il sindaco Renato Accorinti – perché sono noti gli appelli sia al Governo centrale che ai suoi rappresentanti territoriali, come i viaggi a Roma dal prefetto Morcone nei momenti più critici. La stessa strumentale confusione tra competenze del Governo centrale e dell’ente locale ha un po’ stufato: i cittadini hanno diritto di sapere, una volta per tutte, che la prima accoglienza degli adulti e dei nuclei familiari è di competenza governativa e non locale».

L’assessore Santisi rincara la dose: «Il prof. Bramanti non conosce il centro Polifunzionale di via Bisazza dove ogni giorno esponenti della società civile offrono consulenza sociale, psicologica e legale e dove le associazioni insegnano l’italiano; non conosce l’impegno di molte scuole cittadine che con i propri dirigenti scolastici e insegnanti ogni giorno dedicano un tempo significativo ai progetti personalizzati dei minori stranieri soli; non conosce tutti i laboratori occupazionali che scuole ed esercizi commerciali hanno messo a disposizione dei processi inclusivi, con tirocini e ore di lavoro; non conosce i numerosi progetti (più di venti) che il comune di Messina ha condiviso con quelle straordinarie Organizzazioni Non Governative – che solo ieri il nuovo ministro dell’Interno insulta con il termine di vicescafisti – come Save the children, Oxfam, Terres des Hommes, IOM, Itersos e Unicef; la realtà di molte famiglie messinesi che si sono impegnate nell’affidamento dei minori soli, l’intenso lavoro del Servizio sociale professionale del Comune e di altre istituzioni e di tanti operatori che lavorano in silenzio e con dedizione».

Ma secondo Nina Santisi «la cosa più triste sono le sue parole, con le quali spinge i cittadini messinesi a sentirsi “stranieri in casa propria” a causa della presenza di migranti a seguito degli sbarchi, persone sicuramente meno fortunate di noi che arrivano sul nostro territorio in cerca di aiuto. Questo non significa che le criticità non esistano, dobbiamo lavorare ancora molto perché i processi inclusivi siano realmente opportunità per esercitare il diritto di cittadinanza da parte di tutti; ma non riconoscere il sistema avviato e messo in rete significa flirtare con la paura e il sentimento di insicurezza che questa città, grazie a politiche di sensibilizzazione, condivisione e informazione, non ha conosciuto fino a questo momento e che l’hanno resa un esempio in Europa».

Anche Accorinti critica duramente l’atteggiamento di Bramanti: «Soffiare sul sentimento della paura e dell’identità culturale significa assumersi in futuro la responsabilità dell’abbandono di scelte inclusive per reazioni dettate dall’insicurezza. Noi ci assumiamo la responsabilità di un impegno rivolto alla promozione dei diritti e delle pari opportunità che neanche il neonato Governo nazionale potrà mettere in discussione. E ci impegniamo a continuare a costruire processi di convivenza e di pace come fatto finora».