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Scatta la maratona “SalvaMessina”: De Luca annuncia 42 delibere in 9 giorni

Francesca Stornante

Scatta la maratona “SalvaMessina”: De Luca annuncia 42 delibere in 9 giorni

martedì 13 Novembre 2018 - 06:03
Scatta la maratona “SalvaMessina”: De Luca annuncia 42 delibere in 9 giorni

Giorni di fuoco per il consiglio comunale: il sindaco ha fissato il cronoprogramma, da lunedì prossimo il consiglio dovrà approvare una montagna di delibere, c'è anche la costituzione di una terza nuova società per gli immobili comunali. Ecco tutto quello che arriverà in aula

Mercoledì inizia la maratona “SalvaMessina”. Per il consiglio comunale si aprono 10 giorni di fuoco. Il 23 novembre si dovrà arrivare all’approvazione del nuovo Piano di Riequilibrio targato De Luca, per farlo ci sarà però un vero e proprio tour de force che farà arrivare sui banchi del consiglio comunale ben 42 delibere che potrebbero anche essere di più perché all’appello manca ancora il dato certo sui singoli accantonamenti che faranno parte della grande manovra finanziaria per evitare il dissesto di Palazzo Zanca.

Il cronoprogramma è stato messo nero su bianco dal sindaco Cateno De Luca: si inizia mercoledì 14 novembre con la Commissione Bilancio allargata. Poi da lunedì 19 a giovedì 22 tutte le delibere dovranno passare dalla discussione e approvazione del consiglio. Infine venerdì 23 l’agenda fissa l’approvazione della rimodulazione del Piano di riequilibrio.

E’ questa la strada tracciata dal sindaco De Luca dopo aver incassato proprio in consiglio comunale l’approvazione di quel primo SalvaMessina che nella sua prima versione transitata dall’aula era un documento lacrime e sangue che poi è stato stravolto dopo le concertazioni sindacali della scorsa settimana. Una versione più soft in cui sono spariti i tagli drastici della prima ora e che adesso la giunta in questi due giorni metterà nero su bianco nelle 42 delibere.

Delibere che toccano tutti gli assi portanti della vita amministrativa di Palazzo Zanca e le sue partecipate. Delibere importanti e sostanziose, atti di programmazione da cui passerà il futuro di aziende, servizi, lavoratori. E le tempistiche così strette e serrate di certo non aiuteranno l’aula a fare quel lavoro sereno e scrupoloso che documenti di questo tipo impongono. Questo però è il quadro in cui ci si dovrà muovere se si vorrà arrivare a rimodulare il Piano di riequilibrio.

Nell’elenco le prime due delibere riguardano la riorganizzazione dei servizi del gruppo pubblico locale e l’istituzione del baratto amministrativo.

POI SI PASSA ALLE PARTECIPATE

Per l’Amam l’aula si troverà ad affrontare la discussione sul nuovo Statuto e una delibera sul servizio idrico integrato.

Per Atm, uno dei nodi più caldi dei confronti con i sindacati, il quadro sarà molto più complesso: si va dalla messa in liquidazione dell’Atm, allo statuto della nuova spa che l’amministrazione vuole creare, poi nuovo contratto di servizio, patrimonializzazione dell’azienda con alcuni immobili, una delibera che prevede una non meglio precisata “riqualificazione e realizzazione di un nuovo sistema di trasporto urbano di massa” e infine una delibera di indirizzo per l’assunzione a tempo determinato di autisti. Quindi anche l’amministrazione De Luca alla fine arriverà a delle assunzioni a tempo determinato ma, come annunciato in questi giorni, probabilmente la strada sarà quella di reperire questo personale attraverso le liste dei Centri per l’impiego. Ma a questo punto bisogna aspettare la delibera.

Altro terreno di scontro di queste settimane è stata MessinaServizi: anche in questo caso l’amministrazione De Luca vuole inserire nella discussione legata al Piano di Riequilibrio il nuovo Statuto della società e un nuovo contratto di servizio. Poi ci sarà anche una delibera per trasferire la bonifica delle discariche alla Srr, una delibera con il Piano finanziario 2019 da cui dipende la Tari quindi anche in questo caso tema sensibile per la ricaduta che ha sulle tasche dei cittadini, poi patrimonializzazione della società con l’autocentro di via Salandra e ultima delibera con la strategia per raggiungere il 65% di differenziata entro luglio 2019 con i 10 milioni che il sindaco ha promesso come premio per i lavoratori e con gli investimenti da fare per centrare l’obiettivo.

SERVIZI SOCIALI

Su questo fronte una delibera riguarderà la famosa mappatura dei bisogni, un’altra conterrà invece il regolamento con i criteri di accesso ai servizi, a cominciare dal famoso criterio di compartecipazione degli utenti. Tra le delibere più calde di questo settore ci sarà ovviamente la costituzione della nuova Agenzia, la Messina Social City che gestirà in modo diretto i servizi sociali eliminando le cooperative. Quindi delibera per il nuovo statuto, delibera per il contratto di servizio, delibera con il piano economico finanziario, atto di indirizzo per la salvaguardia dei livelli occupazionali con l’individuazione del personale attualmente occupato e la definizione di un albo con i criteri di inserimento. Su Casa Serena si parla di una “razionalizzazione dei costi e investimento per ampliare i posti letto”.

UNA NUOVA SOCIETA’

Scorrendo l’elenco compare la voce “valorizzazione dei beni immobiliari”. E’ una delle azioni di questo nuovo Piano di riequilibrio e l’amministrazione De Luca ha deciso di creare un’altra società per gestire questo fronte. Dopo l’Agenzia per il risanamento e l’Agenzia per i Servizi sociali, ecco dunque che spunta la terza nuova figlia di Palazzo Zanca dell’era De Luca. Da quanto si legge nel cronoprogramma, i consiglieri avranno ben 5 delibere che riguarderanno questa nuova società di cui ancora ben poco si sa: statuto, costituzione, contratto di servizio, atto di indirizzo per l’individuazione dei cespiti da mantenere nel patrimonio comunale e da dismettere, atto di indirizzo per il pagamento dei debiti fuori bilancio.

Infine la carrellata di delibere che contengono le azioni principali in ottica riequilibrio: si va dall’evasione tributaria alla riduzione dei fitti passivi, minori spese per i mutui, razionalizzazione e riorganizzazione dei servizi sociali, riduzione dei costi della politica, degli impianti sportivi, dei servizi comunali, misure per il risparmio energetico, economie del personale, fondo rischi.

Insomma, una montagna di provvedimenti che dovranno essere letti, discussi, esaminati, emendati, votati in 9 giorni. Mercoledì si comincia.

Francesca Stornante

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