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Formazione, l’assessore regionale Lo Bello ha incontrato gli operatori degli Enti

Rosaria Brancato

Formazione, l’assessore regionale Lo Bello ha incontrato gli operatori degli Enti

domenica 15 Febbraio 2015 - 08:25
Formazione, l’assessore regionale Lo Bello ha incontrato gli operatori degli Enti

L'assessore regionale Mariella Lo Bello ha incontrato a Palazzo Zanca gli operatori del mondo della formazione, che da due anni sono senza risposte e senza stipendi nonostante gli impegni presi dal governo. L'incontro, voluto dal neo coordinatore provinciale del Megafono Massimo Finocchiaro, è stato scandito dalle domande di quanti, non hanno alcuna certezza sul futuro.

Si è insediata su una poltrona rovente, dopo i flop lasciati da chi l’ha preceduta, la giovane Nelli Scilabra, ed ha preso una delega nel momento in cui sono emerse le conseguenze di una strategia fallimentare del settore. Ma non si è persa d’animo la vicepresidente del governo Crocetta e assessore alla Formazione Mariella Lo Bello, perché da ex sindacalista, conosce bene l’asprezza degli scontri. Così per la prima volta il mondo degli operatori della formazione messinese ha avuto un confronto diretto con un esponente della giunta, e per di più in riva allo Stretto e non a Palermo. Un confronto servito anche ad ascoltare le proposte e i suggerimenti di chi questa disperazione la vive ogni giorno.

La Lo Bello, alla presenza del coordinatore provinciale del Megafono Massimo Finocchiaro, ha incontrato a Palazzo Zanca i lavoratori degli enti di formazione messinesi, sfiancati da due anni senza stipendi e da due anni di promesse ed impegni. Martedì l’assessore illustrerà all’Ars le linee guida di una riforma della formazione che l’isola attende dal 2012, da quando gli scandali, le inchieste, le rese dei conti hanno fatto irruzione in un “pianeta” che era diventato il paradiso del clientelismo e l’inferno dei fondi europei. A pagare però, con il trascorrere del tempo, sono stati gli operatori, diventati i “figli di un dio minore” in una Regione che vuole solo cercare di nascondere le responsabilità di una politica incapace di creare sviluppo. Messina e Trapani, secondo i dati dell’assessorato, hanno il maggior numero di operatori della formazione di tutto il resto della Sicilia. Una cifra che non corrisponde al numero dei candidati allievi e che è frutto di un sistema piegato a logiche che nulla hanno a che vedere né con la formazione né con il lavoro.

Ma nel Salone delle Bandiere a parlare è stata la disperazione di chi, entrato in un sistema alla fine degli anni ’70 con la legge regionale, ha assistito ad una “rivoluzione” che ha finito con il travolgere tutto. Chi da un anno, chi da due, non percepisce più stipendi, né ha cassa integrazione perché ancora si stanno cercando i fondi per reperirla. Soprattutto non ha certezze per il futuro, giacchè, dopo le inchieste, la soppressione di alcuni enti, il rifiuto degli accreditamenti per quegli enti coinvolti nelle indagini o perché non sussistevano i presupposti, e infine, il fallimento dell’operazione Ciapi di Priolo con il progetto Prometeo (bloccato dalla giustizia amministrativa), è tutto congelato. Ma la vita quotidiana non si può congelare, a maggior ragione se hai alle spalle 30 anni di lavoro. Così alle domande di chi, nel Salone delle Bandiere chiedeva criteri per le graduatorie dell’albo dei formatori, risposte sui progetti del Ciapi, chiarezza sulla possibilità di riqualificarsi in base alle nuove richieste del mercato, nonché certezze sulla cassa integrazione del 2014, ma soprattutto lumi sulla riforma, l’assessore Lo Bello ha potuto replicare solo dando rassicurazioni ma nessuna certezza matematica.

I fondi per la cassa integrazione, ha spiegato, sono stati individuati e ci sono fino al dicembre 2014 (anche se al momento, è bene chiarirlo, non sono nelle tasche degli aventi diritto). L’operazione Ciapi di Priolo era buona nelle intenzioni ma si è scontrata con il fatto che ci si aspettava un numero minore di lavoratori ( alla fine si è raggiunta quota 2.020 quando si ipotizzava la metà) e le conseguenze sono state che corsi ne sono decollati pochissimi. Vi è stato poi il problema dei locali. Il guaio è che sui diritti acquisiti degli operatori non possono arrivare risposte, se non quelle dei tribunali ai quali si sono rivolti. Un sistema malato che crolla ha visto sotto le macerie sia le illusioni dei giovani che quelle di chi ha investito tutto.

“Scusate l’emotività del mio intervento- ha detto uno dei presenti- ma da due anni fa parte della nostra vita”. Tra Messina e provincia sono 800 gli operatori e il numero degli enti non accreditati è elevatissimo.

“Non vogliamo guardare al passato- ha detto la Lo Bello- la magistratura sta procedendo, ma noi vogliamo guardare al presente ed al futuro. Dobbiamo migliorare la soluzione adottata con il progetto Prometeo, dobbiamo far funzionare il sistema trovando locali, andando incontro alle esigenze degli operatori”.

Il coro dei presenti è stato unico: “vogliamo lavorare, non vogliamo limitarci alla cassa integrazione. Chiediamo i nostri diritti di lavoratori e di formatori”. Per molti l’amarezza più grande è vedere come la politica sin qui sia perseguita sia quella di “lasciar morire lentamente il sistema”, farlo estinguere. “Per noi è mortificante questa situazione, noi vogliamo essere utili, siamo pronti anche a riqualificarci se le richieste formative cambiano”.

Martedì sarà presentata la riforma della formazione che cercherà, dopo due anni di scontri e polemiche ma di nessun atto concreto se non la chiusura dei rubinetti, di riordinare il settore senza fare “macelleria sociale” degli 8 mila lavoratori. Un mondo che in verità è esploso dopo il 2000, ed in particolare, dal 2006 al 2008, in coincidenza con l’assalto alla diligenza da parte di quella politica che è entrata a gamba tesa arrivando persino a fare quanto alle origini non era previsto dalla legge (ma poi, con la cessione dei rami d’azienda è stato possibile), ovvero l’acquisto degli Enti. “Ci sentiamo come giocatori- hanno detto i lavoratori- che sono stati venduti da una squadra ad un’altra e adesso siamo finiti nell’ultima serie”.

Nei giorni scorsi la Lo Bello ha incontrato i deputati Pdr Beppe Picciolo e Marcello Greco (quest’ultimo presidente della Commissione Ars per la formazione) ed il responsabile per le politiche del lavoro dei Dr Pippo Morano, che hanno presentato un piano di proposte. Queste le priorità: 1) Predisposizione piano formativo triennale e del fabbisogno delle relative figure professionali 2) Riutilizzo del personale negli enti virtuosi e meritevoli di accreditamento, con garanzia occupazionale dei lavoratori;n3) differente azione di controllo gestionale da parte della regione che si dovrà limitare ad un ruolo di verifica tramite gli uffici periferici, con anticipazione del finanziamento e successiva verifica a rendiconto;n4) piano di riqualificazione del personale finalizzato ad una rapida ricollocazione dello stesso mediante il ricorso ad appositi fondi ministeriali già esistenti; 5) piano di fuoriuscita del personale con requisiti ricorrendo all'istituto del prepensionamento, dell' accompagnamento alla pensione e dell' incentivazione; per tale scopo si potrebbe ricorrere all 'utilizzo del fondo di garanzia già esistente ed opportunamente rimpinguato con fondi esclusivamente regionali.

L’obiettivo è arrivare ad una soluzione condivisa che contemperi le ragioni dei lavoratori della formazione, con in primo piano la questione della Cassa integrazione, e le esigenze della Regione siciliana se davvero vuole dimostrare di avere chiuso con il passato.

Rosaria Brancato

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2 commenti

  1. I siciliani della FORMAZIONE PROFESSIONALE si servono disperatamente di una frase del libro dell’ESODO per mantenersi un posto creato ad arte dai politici per garantirsi voti nelle urne: NON AVRAI ALTRO FORMATORE ALL’INFUORI DI ME. RE SARO manda LO BELLO in giro per la Sicilia per evitare disordini sociali o gesti inconsulti(ci sono stati) di chi è da mesi senza stipendio e si è accorto che saper formare non gli serve per trovare un posto di lavoro, un qualsiasi posto di lavoro. Se guardessero con più attenzione i bilanci della Regione Siciliana capirebbero che non ci sono più soldi per la formazione e i precari, almeno fino a quando gli sprechi la faranno da padrone, anche se molti pensano che questa FORMAZIONE PROFESSIONALE è uno spreco.

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  2. I siciliani della FORMAZIONE PROFESSIONALE si servono disperatamente di una frase del libro dell’ESODO per mantenersi un posto creato ad arte dai politici per garantirsi voti nelle urne: NON AVRAI ALTRO FORMATORE ALL’INFUORI DI ME. RE SARO manda LO BELLO in giro per la Sicilia per evitare disordini sociali o gesti inconsulti(ci sono stati) di chi è da mesi senza stipendio e si è accorto che saper formare non gli serve per trovare un posto di lavoro, un qualsiasi posto di lavoro. Se guardessero con più attenzione i bilanci della Regione Siciliana capirebbero che non ci sono più soldi per la formazione e i precari, almeno fino a quando gli sprechi la faranno da padrone, anche se molti pensano che questa FORMAZIONE PROFESSIONALE è uno spreco.

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