Completate le operazioni di smantellamento del cantiere abbandonato, ma l'area versa ancora in condizioni di degrado
MESSINA – La gru di via Antonello Freri è un ricordo del passato. Il pesante scheletro d’acciaio che per oltre un decennio ha inquietato una parte di Provinciale è stato finalmente smontato, mettendo la parola fine a quello che molti residenti avevano ribattezzato come l’“incubo di cemento”. La rimozione ha restituito al quartiere il decoro visivo dell’area, liberando la sede stradale e il marciapiede dalle ingombranti strutture metalliche che destavano preoccupazione per la pubblica incolumità.
Eppure, a pochi giorni di distanza dalla chiusura delle operazioni, la gioia dei cittadini si scontra con una realtà amara. Se il rischio di un cedimento strutturale è stato archiviato, il degrado ambientale resta, purtroppo, una ferita aperta. Le fotografie scattate da un nostro lettore mostrano chiaramente come, una volta rimosse le attrezzature di cantiere, sia emersa in tutta la sua gravità la condizione di abbandono dell’area sottostante: una distesa di cumuli di rifiuti, scarti edili, oggetti ingombranti e immondizia di ogni tipo.
La rimozione della gru era stata salutata come la tappa decisiva per la rinascita dell’angolo tra via Freri e via Catania, dopo il lunghissimo groviglio legale che aveva bloccato ogni intervento di riqualificazione. Ma la bonifica che era stata auspicata dai residenti e dallo stesso Consiglio della III Municipalità — che da anni si batte per restituire dignità al sito — appare oggi parziale.
Quel che resta è un’area recintata ma ancora satura di rifiuti, che continua a rappresentare un rischio igienico-sanitario. La palla passa ora alla gestione dell’igiene urbana.

