Era già successo a largo 28 dicembre 1908 e a piazza Antonello, l'errore si ripete
MESSINA – L’inglese istituzionale a Messina continua a riservare brutte sorprese. Non è la prima volta che si inciampa nella traduzione delle targhe commemorative, trasformando proclami storici in piccoli casi da decifrare. L’ultimo episodio in ordine di tempo riguarda la targa di via Macello Vecchio ma la galleria degli errori vanta già una collezione di precedenti che merita di essere ripassata.
I precedenti: dalla congiunzione di troppo al refuso su Antonello
Già nel dicembre del 2024, in occasione dell’inaugurazione del “Largo 28 dicembre” alle spalle del Duomo, era emerso un primo scivolone. Sulla targa dedicata alle vittime del sisma del 1908 si leggeva la dicitura «To the Town destroyed by and earthquake», con una “d” di troppo nella congiunzione che trasformava l’articolo indeterminativo in un errore grossolano. Un fastidioso refuso a cui si è poi rimediato correggendo la stringa.
Non è andata meglio pochi mesi dopo, nel febbraio del 2025, quando una targa installata a piazza Antonello in omaggio al grande pittore messinese ha mostrato un’altra imperfezione ortografica. Nella versione inglese si leggeva «Two of his immortal works are in exibition…», dove la parola exhibition era stata privata della lettera “h” (exibition). Un errore più complesso da correggere sul marmo rispetto alla semplice cancellazione di una lettera in più.
Via Macello Vecchio: fra traduzioni scolastiche e il caso “barracks”
Adesso la storia si ripete sulla targa di via Macello Vecchio, dove la versione inglese della didascalia presenta diverse criticità. La parola “baracche” è tradotta con “barracks“, che in inglese sono le caserme militari e gli alloggi delle truppe, mentre per definire le baracche post-terremoto della città si sarebbero dovuti usare termini come shacks o shanties.
Si parla poi di “memoria dell’impero”, una frase ambigua anche in italiano senza un riferimento storico puntuale al periodo imperiale spagnolo o carlovinceo.
A chiudere il quadro la parte istituzionale conclusiva del testo italiano, che menziona il presidente della Regione, Renato Schifani, nella sua veste di commissario del Governo per il risanamento della baraccopoli di Messina, è stata completamente tagliata e ignorata nella versione inglese.
Un insieme di leggerezze che conferma la necessità di affidarsi a professionisti della traduzione prima di immortalare testi sul marmo o sul metallo di monumenti e spazi pubblici.


Il pressappochismo e la superficialità sono tipici di questa amministrazione, non ci abitueremo mai a questo livello cosi’ scarso!