Dopo le dimissioni degli assessori Costa e Lamberto e gli spostamenti in consiglio comunale arrivano gli attacchi a Cavallaro: "Ora basta"
VILLAFRANCA TIRRENA – Prima l’attacco di Sud chiama Nord, ora quello del Pd e dell’associazione Orizzonte Comune, che parla di “terremoto politico a Villafranca Tirrenica”. La vita dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Cavallaro, in questa fase, sembra quantomeno complicata. E così i dem sono passati all’attacco, come fatto da ScN, dopo i passi indietro fatti dagli assessori Costa e Lamberto, che hanno rassegnato “le loro dimissioni immediate ed irrevocabili dalla Giunta, attribuendo entrambi, in modo assolutamente esplicito, al sindaco ‘la responsabilità del fallimento politico che ha causato la spaccatura interna alla maggioranza e la conseguente impossibilità di procedere in un ben delineato percorso amministrativo basato innanzi tutto sulla programmazione'”.
L’attacco del Pd
Il Pd ha parlato di “lotta interna tra i componenti di Forza Italia e quelli di Fratelli d’Italia sotto lo sguardo inerme del sindaco”, reo di star fermo e “porgere l’altra guancia” quando “da tempo le guance sono ormai finite”. I democratici accusano Cavallaro: “Questa vergognosa vicenda si consuma, continuiamo a dire, solo a danno dei cittadini e della comunità villafranchese ed assume contorni sempre più tragicomici in cui, entrambi i gruppi politici ormai perfettamente consapevoli del fallimento dell’amministrazione, goffamente tentano di scaricarsi l’un l’altro le responsabilità di tale disfatta”.
Il Pd contesta a Cavallaro “30 anni di ininterrotta presenza” nelle “stanze dei bottoni”, sottolineando che ora il sindaco è diventato il capro espiatorio delle colpe di tutta la destra e delle “sabbie mobili in cui hanno condotto il nostro comune”. Poi il passaggio sul terremoto politiche e sulle dimissioni dei due assessori. Infine l’ultimo attacco: “È necessario un cambio di rotta urgente e determinato rispetto ad una Amministrazione che fino ad oggi si è contraddistinta per inconcludenza e inadeguatezza.
Se fine a qualche settimana fa avevamo la presunzione di dire che la misura era colma, adesso ne abbiamo la certezza”.
E quello di Orizzonte Comune
E dello stesso avviso è Orizzonte Comune. L’associazione ha spiegato: “Il fatto di rilevanza storica è la rottura del patto politico quarantennale che ha consentito a quel gruppo di governare la nostra cittadina con i ‘risultati’ che sono oggi sotto gli occhi di tutti”. Ma gli attacchi sono per tutti: “Il Presidente del Consiglio che abbandona l’aula insieme al suo gruppo politico di appartenenza per non ascoltare le repliche del sindaco appena ‘massacrato’ in aula, non è degno di occupare quella poltrona e dovrebbe dimettersi dal ruolo”.
E il presidente di Orizzonte Comune Roberto Saia ha proseguito: “E’ deprimente ascoltare un Sindaco che nella sua Relazione Annuale tenta di far passare per successi ciò che ancora risulta incompiuto, così come lo è sentirsi dire che i fallimenti non sono responsabilità delle Amministrazioni ma della carenza di personale dirigente, del fato e di chissà cos’altro. Ad ogni modo avremmo sperato in un sussulto di dignità politica e responsabilità, che non significa ‘scambio di poltrone’, ma dimissioni e nuove elezioni. Le poltrone in Consiglio comunale le assegnano i cittadini”.
